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Paura e delirio a Penne

Crollato il tetto di un’abitazione in pieno centro città

| di Francesca Di Giovanni
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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A seguito delle copiose nevicate dei giorni scorsi, numerosi sono stati i danni riscontrati nei piccoli centri abruzzesi, tra cui Penne. Oltre alla mancanza di corrente elettrica e acqua corrente, le prime strutture hanno cominciato a cedere al peso della coltre di neve, causando spavento e difficoltà.

Nel cuore della notte scorsa, per l’esattezza intorno alla mezzanotte, il tetto di una palazzina sita in via Caselli è crollato all’interno dell’abitazione sottostante, provocando un boato che ha terrorizzato l’intero vicinato. L’anziana signora che vi risiede si è subito trasferita nell’appartamento di fianco, dove ha trascorso una notte all’insegna del terrore in compagnia dell’altra famiglia, composta da 6 persone. La paura, ampliata con la verifica del danno avvenuta alle prime ore del giorno, era dettata dall’alta probabilità di un’ulteriore crollo che potesse colpire anche gli altri appartamenti. La struttura, una casa popolare appartenente all’Ater di Pescara, ospita 8 famiglie di cui 4 a piano terra e 4 esposte al rischio del tetto cedevole. Con le luci del giorno è divenuto evidente il crollo e l'avvallamento del lato nelle immediate vicinanze, che potrebbe subire la stessa sorte.

Nel corso degli anni scorsi, sia l’Ater che il comune di Penne fu informato dagli inquilini del rischio che correvano, ma non fu fatto alcun intervento. Medesima situazione si è ripresentata oggi, quando, a seguito di un sopralluogo di alcuni tecnici, la situazione è rimasta invariata. A causa dell’incertezza della situazione e della mancanza di sicurezza, 5 delle 7 famiglie che risiedono nella palazzina hanno deciso autonomamente di allontanarsi, scegliendo di passare le prossime ore da amici o famigliari. Tale decisione è stata ponderata anche a seguito delle forti scosse di terremoto avvenute in mattinata, che potrebbero peggiorare la situazione mettendo a rischio decine di vite.

Francesca Di Giovanni

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