“Centinaia di cittadini continueranno a non dormire la notte in piazza Muzii, dove continuerà la movida selvaggia e indiscriminata, senza la presenza notturna della Polizia municipale e senza la volontà di allontanare chi pratica l’accattonaggio o la prostituzione sul nostro territorio attraverso il Daspo urbano. Lo ha deciso il sindaco Alessandrini che in Consiglio comunale ha vergognosamente bocciato la delibera del centro-destra con cui abbiamo proposto non di spegnere, ma di disciplinare gli schiamazzi, il rumore assordante e il caos imperante. Ne prendiamo atto, così faranno i residenti dell’area che per l’ennesima volta si vedono sbattere in faccia la porta da una maggioranza che rifiuta ogni genere di supporto a quelle famiglie. Così come prendiamo atto della decisione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle di non votare il provvedimento, con una presa di posizione chiara contro la città. Ovviamente la nostra battaglia non si ferma e continueremo in altre sedi, con altri strumenti, a difesa del diritto della città a veder girare la propria economia ma rispettando i diritti di tutti, sia di chi lavora che di chi deve riposare. E comunque nel 2019, quando torneremo alla guida della città, tale delibera sarà il primo atto che andremo ad approvare”.
Lo hanno detto i consiglieri comunali di Forza Italia Marcello Antonelli e Vincenzo D’Incecco, firmatari con Fabrizio Rapposelli della delibera.
“Siamo stati forza di governo della città di Pescara e abbiamo deciso di non fermarci alla critica, ma di avanzare una proposta concreta capace di ripristinare ordine in quelle zone dove ormai da due anni vige il caos totale. In tal senso abbiamo presentato una delibera toccando i temi della sicurezza in città e la gestione del fenomeno che sta toccando piazza Muzii e le strade limitrofe – ha detto il Capogruppo di FI in Comune Antonelli -, fenomeno che l’attuale amministrazione Alessandrini ha rinunciato a gestire. Secondo noi invece i fenomeni vanno gestiti e disciplinati, non si possono lasciare alla libera interpretazione o poi si generano i problemi che già oggi stiamo vivendo, tanto da costringere il Comitato dei Residenti ad assumere una serie di iniziative, tra cui l’ulteriore esposto alla Procura della Repubblica per ciò che avviene in quel quadrilatero della cosiddetta nuova ‘movida’ notturna. La nostra proposta di delibera, depositata il primo giugno scorso, era molto articolata e comprende l’adozione di atti di competenza del Consiglio comunale, come la modifica dei vari Regolamenti Comunali, e atti di indirizzo in quanto di competenza della giunta comunale e degli Uffici. Partiamo con la proposta di modifiche al Regolamento per l’applicazione del canone di occupazione spazi e aree pubbliche: il primo tema di contestazione dei circa duemila residenti del quadrilatero centrale della movida è la modalità di occupazione del suolo pubblico da parte dei locali, ovvero la deregulation ha consentito che si aprissero locali all’interno di garage, e poi il titolare ha integrato gli esigui spazi interni utilizzando la pubblica piazza, e oggi ci ritroviamo con locali di 20 metri quadrati con un’occupazione del suolo pubblico per tavoli e sedie di 100 metri quadrati. Con la nostra proposta abbiamo previsto che: ‘non è possibile concedere l’occupazione del suolo pubblico per dimensioni superiori al 100 per cento della superficie interna destinata alla somministrazione’. Tradotto: se un locale ha dimensioni di 50 metri quadrati, potrà occupare una superficie esterna di soli 50 metri quadrati. Poi abbiamo chiesto di istituire l’obbligo per l’esercente di esporre all’esterno pubblicamente non solo l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico, ma anche la planimetria con la disposizione di tavoli e sedute, in questo modo chiunque poteva controllare se stava rispettando gli spazi a lui concessi, senza abusi, soprattutto i vigili urbani. Abbiamo previsto nella delibera la DECADENZA DEL DIRITTO DI OCCUPAZIONE DEL SUOLO PUBBLICO in caso di trasgressione rispetto ai suddetti obblighi. E ancora, abbiamo chiesto di modificare la disciplina di OCCUPAZIONE DELLE AREE ADIACENTI I LOCALI: attualmente è possibile occupare il suolo pubblico anche se le aree occupate non sono adiacenti il locale, ad esempio come accade in piazza Salotto e piazza Muzii. Con la nostra modifica abbiamo previsto che: ‘E’ possibile concedere l’occupazione del suolo pubblico solo in presenza di aree adiacenti il locale, salvo deroga motivata e autorizzata dalla Giunta comunale’. Infine sempre in riferimento all’Occupazione del suolo pubblico, in ottemperanza a una Sentenza del Consiglio di Stato, abbiamo previsto di introdurre la seguente modifica, ovvero: ‘La concessione dell’occupazione del suolo pubblico non può comprendere le aree private a uso pubblico’, una prassi oggi consentita dal Comune e che invece a nostro avviso andava abolita. Il secondo capitolo riguarda le Modifiche al Regolamento di Polizia municipale – ha proseguito il Capogruppo Antonelli -, ovvero abbiamo previsto l’introduzione di nuovi articoli. Innanzitutto l’articolo 7bis: per l’applicazione di particolari divieti, sanzioni e misure di tutela, in applicazione al Decreto Minniti, abbiamo individuato dei luoghi specifici in cui è possibile e necessario prevedere tali misure a tutela del decoro urbano. Tali aree sono il Centro storico di Porta Nuova, compreso tra viale D’Annunzio-via dei Bastioni-piazza Unione-via delle Caserme (incluse, salvo via D’Annunzio); il quadrilatero centrale compreso tra corso Vittorio Emanuele-via Genova-via Carducci-via Regina Elena-via de Amicis; Scuole, plessi scolastici e sedi universitarie (sino a 100 metri dagli ingressi); Parchi e giardini comunali. In queste aree, con l’introduzione dell’articolo 7 Ter, in ottemperanza al Decreto Minniti, il sindaco può adottare ordinanze contingibili e urgenti contro fenomeni di accattonaggio (specie in presenza di minori e disabili), abusivismo, violenza, legata all’abuso di alcol o di sostanze stupefacenti, o sfruttamento della prostituzione. E in questi casi abbiamo previsto la possibile adozione del DASPO urbano, ovvero l’allontanamento dalla città dei soggetti colti nell’esercizio dei suddetti fenomeni”. “Ovviamente – ha proseguito il consigliere D’Incecco – per l’applicazione di tali regole vanno garantiti i controlli e per tale ragione, nella delibera, avevamo dato indirizzo alla giunta comunale affinchè entro 30 giorni dall’approvazione della delibera provvedesse a inserire la modifica della turnazione del Servizio della Polizia municipale, prevedendo l’attivazione del servizio dalle 0 alle 24, tutti i giorni, nel periodo compreso tra il primo giugno e il 15 settembre, e poi stesso orario nei giorni di venerdì, sabato e prefestivi nel periodo compreso tra il 16 settembre e il 31 maggio; Polizia municipale in servizio dalle 6 alle 24 nei giorni dalla domenica al giovedì nel periodo compreso tra il 16 settembre e il 31 maggio. Poi si dava formale indirizzo alla Giunta comunale affinché entro 90 giorni dall’approvazione della delibera si provvedesse alla modifica del Piano di classificazione acustica dell’area centrale, comunque da rifare entro la fine dell’anno, portandola dalla classe 4 alla classe 3, che avrebbe permesso di abbassare la tolleranza acustica (sarà consentito meno rumore), rendendo più rigidi i relativi controlli”. “Con la nostra delibera – ha aggiunto il Capogruppo Antonelli – abbiamo chiesto al sindaco di investire in maniera più imponente sulla sicurezza così come sulla Protezione civile, nel pieno rispetto del Decreto Minniti del Governo Pd, chiedendo di aumentare la copertura del personale di Polizia municipale, innanzitutto recuperando gli 8 agenti di Polizia municipale oggi distaccati in Procura, perché l’amministrazione giudiziaria è competenza dello Stato; poi recuperando altri agenti utilizzando personale amministrativo dell’Ente per alcune funzioni, come le pratiche di cassa; assumendo vigili stagionali infine rivedendo il Piano Occupazionale, eliminando, ad esempio, la previsione di assunzione di un nuovo Dirigente Tecnico, di cui non si ravvisa la necessità, e piuttosto prevedere l’assunzione di 3 nuovi agenti di Polizia municipale (con l’indennità di un Dirigente tecnico si pagano gli stipendi di tre vigili urbani). Infine abbiamo chiesto al sindaco di far valere le nuove disposizioni, nonché il proprio ruolo di co-protagonista, introdotti nel Decreto Minniti in sede di Tavolo per l’Ordine pubblico e la Sicurezza convocato dal Prefetto, pretendendo l’applicazione della reale integrazione tra Forze di Polizia con la costituzione di ‘squadre miste interforze’, deputate al controllo delle varie zone della città, prendendo atto che oggi i temi della sicurezza e del vivere civile sono una priorità per la città”. “Purtroppo dobbiamo constatare che la sicurezza in città continua a non essere una priorità del sindaco Alessandrini che in Consiglio comunale ha bocciato, con la sua maggioranza, la nostra proposta – hanno ricordato i consiglieri Antonelli e D’Incecco – di fatto condannando i residenti di piazza Muzii, archiviata l’estate, a una nuova stagione di lacrime e sangue e di caos, di disordine pubblico e rumori senza alcuna possibilità di disciplina. E ci sconcerta il voto contrario del sindaco Alessandrini dopo quanto accaduto a Pescara nelle ultime ore, con il ritrovamento del cadavere di una donna sotto il tunnel della stazione ferroviaria o la ragazza aggredita sulla riviera o la prostituzione dilagante in pieno centro. Oggi la sicurezza a Pescara è già un’emergenza fuori controllo e il sindaco Alessandrini dovrà risponderne assumendosi le proprie responsabilità per aver girato le spalle a proposte di buon senso, peraltro decise dal suo Governo di riferimento nazionale. Ovviamente il centro-destra continuerà la sua battaglia al fianco di tutti i cittadini, sia di coloro che vogliono lavorare rispettando le regole sia di chi ha diritto a riposare e a vivere nella propria casa con tranquillità”.

