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Ecco per quali motivi il 2018 potrebbe ancora essere l’anno delle criptovalute

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Il mercato delle criptovalute riuscirà a risalire la china nel 2018? E Bitcoin si confermerà un asset particolarmente attrattivo anche nei prossimi mesi?

Sono queste alcune delle tante domande che le persone che si sono avvicinate (o lo stanno facendo in questo momento) al mondo delle criptovalute si stanno ponendo. E, ben inteso, fornire una risposta non è affatto facile.

Tuttavia, una cosa ci sembra essere certa: il pessimismo maturato a inizio anno intorno a BTC & co. è stato forse eccessivo, e val forse la pena guardare alla quotazione bitcoin euro con un minimo di soddisfazione in più.

In primo luogo, ricordiamo come Bitcoin (BTC) sia ancora oggi la criptovaluta di gran lunga più importante al mondo. La maggior parte dei soldi che entrano e escono dal mondo delle criptovalute lo fa attraverso il bitcoin, con la conseguenza che accade alla criptovaluta “regina” prima o poi colpisce anche l'intero mercato. E se è vero che il dominio di BTC sul mercato dei token è oggi di circa il 40% molti analisti ritengono che entro la fine del 2018, causa una graduale pulizia del mercato criptovalutario, il peso dei bitcoin possa ritornare al 75% dell'intera torta.

Gli stessi analisti ritengono inoltre che i prezzi di bitcoin nel 2018 subiranno nuove impennate. Ma perché? In primo luogo, si può certamente ricordare come BTC sia ancora un asset dominante nel suo settore, disponendo della più grande base di utenti e della più grande tecnologia “originaria”.

La vera sfida che tuttavia permette di separare un futuro radioso da un futuro fallimentare è proprio l’innovazione della tecnologia blockchain. Attualmente Bitcoin non può gestire più di 12-14 transazioni al secondo: confrontando tale dato con quello delle carte di credito, che possono processare migliaia di transazioni al secondo, appare evidente come Bitcoin ad oggi sia difficilmente scalabile.

La riflessione che ne consegue è evidente: la sfida della scalabilità di Bitcoin conduce inevitabilmente anche a commissioni più elevate. Ma quale è la soluzione? Probabilmente, è rappresentato dalle reti off-line peer-to-peer di secondo livello, che permetterebbero di effettuare transazioni fuori dalla blockchain, riducendo così i costi di transazione quasi a zero e aumentando la velocità e la scalabilità “quasi” all'infinito.

In altre parole, le reti di secondo livello potrebbero risolvere i problemi dei bitcoin, dando maggiore scalabilità e liquidità. E, se lo sviluppo non tradirà le aspettative, proprio questo miglioramento potrebbe essere un motivo chiave per cui i bitcoin aumenteranno le proprie quotazioni nei prossimi mesi.

Non è questo comunque l’unico motivo per il quale le quotazioni di Bitcoin potrebero crescere nel prossimo futuro. Si pensi all’impatto della regolamentazione: molti ritengono che le nuove normative sulle criptovalute potranno danneggiare i mercati, ma questa è in realtà una prospettiva miope.

Nel lungo periodo, infatti, saranno le stesse aziende del fintech a richiedere regole per garantire stabilità e certezza giuridica. Il regolamento offre inoltre agli utenti e ai clienti istituzionali la fiducia necessaria per investire nelle criptovalute, stimolando i flussi in questi asset.

Abbiamo peraltro avuto un buon esempio di ciò che potrebbe succedere quando il Giappone ha iniziato a regolamentare Bitcoin: il mercato inizialmente è sceso, ma alla fine è cresciuto. E lo stesso è avvenuto in Australia. Altri Paesi potrebbero inoltre seguire lo stesso percorso: Corea del Sud e probabilmente molte altre nazioni sceglieranno di disciplinare in misura più rigida bitcoin & co., ma difficilmente l’effetto sarà negativo nel lungo termine.

Un altro motivo per cui il 2018 potrebbe essere un buon anno per le criptovalute è che questo sarà il primo esercizio in cui il denaro istituzionale arriverà nell’ecosistema criptovalutario.

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