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Banda ultralarga a Pescara: lavori fatti male, la commissione Lavori Pubblici blocca i lavori

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“Stop ai lavori per l’installazione della banda ultralarga a Pescara. Lo ha deciso la Commissione consiliare Lavori Pubblici, presieduta da Piernicola Teodoro che, accertata la veridicità della denuncia inoltrata dall’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ circa la pessima realizzazione delle opere sin qui effettuate in decine di strade della città, opere che non rispettano i criteri stabiliti nella convenzione stipulata con il Comune, ha già inoltrato il provvedimento-diffida indirizzato ai Dirigenti. È quanto emerso nel corso della relativa seduta di Commissione che, nel frattempo, è già stata riconvocata in via straordinaria per domani, venerdì 9 marzo, alle ore 9, alla presenza, questa volta, del Dirigente del Settore Giuliano Rossi, del Capo Dipartimento Tommaso Vespasiano, del Direttore dei lavori e dell’impresa che ha stipulato la convenzione con il Comune, la Open Fiber”.

Lo ha detto Armando Foschi, membro dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ ufficializzando l’esito dell’incontro chiesto dalla sua stessa Associazione.

“Da settimane Pescara è interessata da scavi che stanno causando un forte impatto sulla città e sulla viabilità, con strade in cui le auto fanno la gimcane tra le ruspe e gli scavi, protetti da qualche birillo, senza neanche l’ombra di un vigile urbano sulle strade interessate – ha spiegato Foschi alla Commissione -. In assenza di indicazioni e di cartelloni stradali, è stato necessario chiedere agli stessi operai di quale cantiere si trattasse, scoprendo che si tratta del progetto ‘Smart City’, ovvero l’installazione della banda ultra larga sul territorio di Pescara che sta eseguendo l’impresa Open Fiber Spa di Milano in virtù di una convenzione stipulata a settembre 2017 con la giunta Alessandrini. In sostanza la Open Fiber porterà la fibra spenta fino alle unità immobiliari, a servizio dei futuri gestori, sulla base di una serie di regole e criteri di lavoro teoricamente stipulati con la stessa amministrazione comunale: nella convenzione si legge infatti che l’impresa deve ridurre al minimo l’impatto del cantiere sulla città, deve garantire il taglio del manto stradale in corrispondenza dei pozzetti già esistenti lavorando in minitricee larghe 10 centimetri e profonde 35 centimetri, richiudendo subito il cantiere con bitume a freddo e subito dopo ripristinando tutto il manto stradale. Peccato che le cose stiano andando diversamente e a segnalare le anomalie sono stati i cittadini e i residenti che si sono ritrovati con i cantieri sotto casa e hanno assistito, loro malgrado, allo svolgimento degli scavi. In realtà là dove la banda ultra larga, ovvero il fascio di fibre, è già stata installata non sarebbe stata rispettata la profondità dei 35 metri, ma la minitrincea sarebbe scesa ad appena 10 centimetri dal manto d’asfalto, come hanno avuto modo di fotografare i residenti di via Gabriele D’Annunzio. Un errore sicuramente non di scarsa rilevanza, visto che scavare meno, oltre a produrre un evidente vantaggio a favore dell’impresa impegnata nel cantiere, comunque significherebbe installare la banda molto più in superficie, ovvero appena sotto l’asfalto, con una possibilità di danneggiamento della nuova rete da parte dei veicoli in transito molto elevata, generando un inutile sperpero di denaro. Non solo: alcuni cittadini, oltre al mancato rispetto degli accordi con il Comune, hanno anche contestato la presenza, proprio al di sotto della banda, dei vecchi sottoservizi, ciò significa che, semmai malauguratamente dovesse danneggiarsi la rete idrica o anche del metano, si dovrebbe rimuovere la banda per poter sistemare il guasto, con un danno economico incalcolabile per la città. Ovviamente – ha aggiunto Foschi – abbiamo ritenuto che una tale segnalazione meritasse una verifica immediata da parte della giunta comunale che per l’ennesima volta ha peccato per superficialità e per assenza. E nel corso della Commissione, alla quale abbiamo consegnato una copiosa documentazione fotografica inerente quanto denunciato, abbiamo scoperto che è tutto vero, le opere in corso non sono state eseguite secondo quanto pattuito tra Comune e impresa: dopo la nostra denuncia, l’Ufficio tecnico comunale ha verificato l’autenticità delle nostre parole nei cantieri segnalati in via D’Annunzio, via dei Sabini, via Fonte Romana, via Marconi, via Rio Sparto, via Sacco, ai quali oggi aggiungiamo anche via dei Marsi. Il tecnico Iacomini, presente in Commissione, ha però denunciato, a sua volta, la difficoltà nel seguire i cantieri perché, a suo dire, la Open Fiber avrebbe subappaltato gli scavi a ben 15 imprese diverse che stanno lavorando contemporaneamente. In poche parole, sulle strade da noi indicate il Comune, fotografie alla mano, ha imposto all’impresa di riaprire gli scavi e di correggere gli errori, ma su tutte le altre strade non sappiamo cosa sia accaduto, quindi se i cavi si trovino a una profondità di 10 o di 35 centimetri e, secondo Iacomini, è impensabile far riaprire tutte le trincee né sulla convenzione il Comune si è riservato la possibilità di eseguire dei controlli a campione. Ergo: il danno è fatto e, secondo l’Ufficio tecnico, Pescara se lo deve tenere. Ma non è così: quelle opere determinano un guadagno a carico dell’impresa realizzatrice che ha il dovere di rispettare le regole stabilite e il Comune ha il dovere di imporre il rispetto della norma. Per tale ragione – ha proseguito Foschi – la Commissione stessa, aderendo alla richiesta dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, ha inviato una nota-diffida all’Ufficio Tecnico affermando che ‘avendo riscontrato in Commissione, anche attraverso prove fotografiche, che i lavori della banda ultralarga non sono fatti a norma e secondo i criteri stabiliti nella delibera numero 623 del 22 settembre 2018, si chiede la sospensione dei lavori in attesa dei chiarimenti’. Nel frattempo la Commissione è stata riconvocata per domani alle 9 per sentire i tecnici che, di fatto, non hanno vigilato sullo svolgimento delle opere con una chiara responsabilità amministrativa e determinando uno sperpero per le tasche dei pescaresi”. Intanto nel corso della Commissione anche il Vicecapogruppo di Forza Italia Vincenzo D’Incecco, ha chiesto “chiarimenti sull’inopportuno svolgimento dei lavori in strade che erano state riasfaltate completamente da pochissimi mesi e che oggi sono di nuovo sventrate da quelle minitrincee, com’è accaduto in via Tiburtina riasfaltata solo tre mesi fa. Chiaramente si tratta di un errore madornale e vergognoso da parte dell’amministrazione che non è neanche in grado di coordinare tra loro opere pubbliche che evidentemente confliggono l’una con l’altra, determinando, anche in questo caso, uno sperpero di denaro pubblico. Oggi vogliamo sapere chi ha programmato in modo tanto grossolano quei lavori”.

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