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I bambini di 5 scuole cittadine lunedì inizieranno a curare giardini e orti botanici

| di Francesco Spina
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Al via dal prossimo primo marzo il progetto di educazione ambientale per le scuole dell'infanzia "ViviAMO l'Ambiente", proposto dalla Share City Srl di Pescara e finalizzato a promuovere comportamenti rispettosi nei confronti della natura. Siamo fermamente convinti del fatto che la tutela della qualità dell'ambiente rappresenti un obiettivo strategico di interesse generale e che attraverso progetti come questo si possa promuovere un approccio diverso, fornendo ai bambini le conoscenze a loro misura per farsene portatori e stimolando un rapporto emotivo e affettivo verso il mondo in cui crescono. Oggi la presentazione con il sindaco Marco Alessandrini, l'assessore all'Ambiente Simona Di Carlo, Cristian Summa di Share City, Felice Fellone del vivaio Felix Garden, le consigliere Tiziana Di Giampietro e Maria Ida D'Antonio.

"Il progetto punta a restituire ai bambini il diritto di riappropriarsi del contatto con la natura – esordisce l'assessore Simona Di Carlo - Fra le tante attività che i bambini dovrebbero praticare deve esserci il contatto con la natura che è fondamentale nella crescita e ciò che la natura può dare apporta benefici numerosissimi dal punto di vista fisico e psicologico. Le attività partiranno lunedì e si svolgeranno fino al 15 giugno, si svolgerà inizialmente con la collaborazione degli istituti comprensivi 1, 6,7,8 e 9, ma nasce per crescere anche in altri comprensivi.Saranno coinvolti bambini in età prescolare perché a questa età la natura equivale a scoperta, coincide con il muoversi in libertà e manipolare materiali come terra, acqua e foglie, che diventano veri e propri strumenti di gioco, assolvendo a funzioni reali e immaginarie. La natura, dunque, stimola i sensi e la motricità che, in questa età evolutiva, sono canali preferenziali per fare esperienza e apprendere. Attraverso il contatto creativo con gli elementi naturali diventa possibile avviare una sensibile conoscenza della biodiversità del nostro territorio, specie a questa età in cui l'apprendimento è più facilitato. Con l'ausilio di uno psicologo, oltre che degli insegnanti, ai bambini verrà insegnato a distinguere le caratteristiche degli elementi naturali, le specie di piante e le diversità del proprio territorio, elaborando anche le emozioni suscitate dalla scoperta della natura, dei suoi colori, dell'ecosistema del proprio territorio".

"Diverse le attività previste – illustra Cristian Summa -  dal primo contatto fra bambini e verde pubblico, a cominciare da quello intorno alla propria scuola per scoprire l'esplorazione e la conoscenza dell'ambiente circostante; in seguito i bambini con l'insegnante creeranno un orto e se ne prenderanno cura, continuando il cammino anche nella scoperta di buone pratiche ambientali, come l'importanza di riciclare i materiali che non servono più, non sporcare il verde, non danneggiarlo. Ci saranno anche visite nelle aree verdi cittadine e una continua condivisione di tutte queste scoperte con i propri compagni di viaggio. Realizzeremo un giardino botanico avvalendoci di un esperto di orti botanici qual è Felice Fellone, che ha un vivaio a Passo Cordone e che andrà a realizzare nei giardini scolastici un orto composto di circa 6 metri per 5 con tre fasce di coltivazioni, per far capire le varie fasi del ciclo produttivo di una pianta o di un fiore. Una sarà dedicata alla pianta da frutto, un'altra a quella aromatica e una alla semina. Faremo vedere i tre processi differenti e in più faremo in modo che l'orto abbia un allaccio irriguo che dia ai bambini la possibilità di potersene prendere cura quest'orto botanico. La modalità è stata pensata perché possa durare nel tempo e possa attecchire e crescere tranquillamente. Siamo certi che questo progetto lascerà un ricordo bello e importante in questi piccoli cittadini e magari anche comportamenti migliori verso un patrimonio che appartiene anche a loro e di cui bisogna prendersi cura

"Un progetto davvero educativo – aggiunge la consigliera Tiziana Di Giampietro – I bambini hanno un grande bisogno di rendersi conto dell'ambiente che hanno intorno e di conoscere delle materie prime salutari che entrano a fare parte della loro dieta. Sono certa che queste pratiche arricchiscano non solo la percezione, ma anche la coscienza dell'ambiente e, conseguentemente, la sua tutela".

"Un ambiente cognitivo arricchito dalla natura è fortemente positivo per i bambini - conclude la consigliera Maria Ida D'Antonio - coltivare è un gesto antico e che unisce, coltivare l'orto a scuola significa coltivare soprattutto dei saperi, con un rapporto diretto con gli elementi naturali. L'insegnante è paritario, coltivare a scuola è un modo per imparare a conoscere il proprio territorio ed è un'attività interdisciplinare adattabile a tutti i livelli. Il bimbo deve imparare ad apprezzare l'orto e a capire da dove provengono i cibi che gli fanno bene

Modello teorico

I bambini in età prescolare amano molto la natura, muoversi in libertà e manipolare materiali come terra, acqua e foglie a cui attribuiscono caratteristiche immaginarie, ridefinendo molte volte le loro funzioni, creando ad esempio forme di sabbia o vestiti di foglie. La natura, dunque, stimola i sensi e la motricità che, in questa età evolutiva, sono i canali prediletti per fare esperienza e apprendere. Attraverso il contatto creativo con gli elementi naturali, è possibile promuovere comportamenti rispettosi nei confronti della natura. Una conoscenza sensibile della biodiversità del nostro territorio, a questa età, in cui l'apprendimento è facilitato, porta ad auspicare una maggiore cura per il proprio ambiente.

Destinatari diretti: bambini di dieci istituti di scuola per l'infanzia.

Destinatari indiretti: maestre, famiglie e la comunità in cui vivono i bambini.

Obiettivo generale: educare i bambini al rispetto dell'ambiente, aumentando la consapevolezza del cambiamento apportato dalle buone abitudini.

Obiettivi specifici:

  • Insegnare ai bambini le caratteristiche degli elementi naturali, le specie di piante e le diversità del proprio territorio.
  • Elaborare le emozioni suscitate dalla natura, dai suoi colori e migliorare il rapporto con essa
  • Promuovere comportamenti rispettosi per l'ambiente

MetodologiaCOOPERATIVE LEARNING, in quanto si adatta ai bambini coinvolgendoli attivamente, impegnandoli in attività creative che stimolano sia l'apprendimento che la socializzazione. Il ruolo dell'adulto, sarà determinante nel fornire modelli di comportamento da imitare e faciliterà l'apprendimento delle regole attraverso giochi e laboratori creativi.

Attività e fasi del progetto

  1. Presentazione del progetto ai docenti ed ai genitori da parte dello psicologo durante un incontro, spiegando obiettivi ed attività e stimolandoli a collaborare per raggiungerli, rafforzando nei bambini comportamenti appresi. Lo psicologo valuterà conoscenze e comportamenti dei bambini osservando il modo di rapportarsi all'ambiente (per esempio nel giardino scolastico).
  2. Attività: I bambini con la propria insegnante e con l'aiuto dello psicologo, nell'area verde scolastica o nel giardino botanico realizzato nell'ambito di questo progetto, verranno invitati al contatto diretto con la natura. Questa attività serve ad incoraggiare l'esplorazione dell'ambiente, la manipolazione e la motricità: i bambini infatti raccoglieranno delle foglie per l'osservazione dei colori e delle diverse consistenze.
  3. Realizzazione: I bambini, con l'aiuto di un adulto che li guidi nell'attività, il proprio insegnante e un esperto di giardinaggio, creeranno un orto scolastico. L'esperto li aiuterà nella comprensione dell'importanza del terreno fertile affinché ci sia la nascita di una pianta, delle cure differenti per ogni tipo di pianta e come prendersene cura nel tempo.
  4. Laboratorio espressivo: Lo psicologo condurrà un laboratorio con i bambini, insieme ad un operatore (psicologo), per attivare un confronto sull'esperienza dell'orto, promuovendo l'elaborazione delle emozioni suscitate dalla natura, cercando di darne un nome. Successivamente, insieme all'insegnante, i bambini potranno riportare le loro emozioni sui cartelloni, pensieri sulla natura, così da trasformare l'immediata esperienza sensibile in vissuto emotivo.
  5. Incontri formativi su tutela dell'ambiente e l'importanza del riciclo
  6. Visita guidata alla riserva dell'uccello fratino.
  7. Conclusione del progetto: Monitoraggio dopo tre mesi dalla semina dell'orto scolastico.
  8. Incontro con genitori per prender parte alla presentazione dei risultati e esposizione dei cartelloni creati dai bambini.
  9. Stesura: della relazione finale da parte dello psicologo.

La durata totale del progetto è di tre mesi ed ogni plesso scolastico ( cinque scelti dall'Assessorato) impegnerà un'ora a settimana, così ripartite:

Quando

Cosa

punto

durata

1 settimana

Presentazione progetto

1

1 h

2 settimana

incontro con la natura

2

1 h

3 settimana

Realizzazione orto

3

1 h

4 settimana

Laboratorio espressivo

4

1 h

5 settimana

Incontro con la natura

2

1 h

6 settimana

Cura dell'orto, progressi e spiegazioni

3

1h

7 settimana

 Incontro su tutela dell'ambiente

5

1h

8 settimana

Laboratorio espressivo

4

1h

9 settimana

Incontro sul riciclo

5

1h

10 settimana

Visita alla riserva

6

1h

11 settimana

Conclusione progetto e presentazione cartelloni

7

1 h

12 settimana

Premio miglior orto scolastico e stesura da parte dello psicologo

8 -9

1 h

Risorse

o   materiali, locali scolastici (area verde), materiale cartaceo da ufficio.

o   Figure professionali: psicologi, ingegneri ed esperti su tematiche legate all'ambiente e alla sua tutela.

Valutazione

o   prima : valutazione iniziale dei comportamenti dei bambini tramite osservazioni

o   durante : diari di bordo, per annotare osservazioni, valutazioni, eventuali criticità e andamento del progetto.

o   dopo : valutazione del raggiungimento degli obiettivi, della soddisfazione dei bambini, famiglie ed insegnanti attraverso questionari.

Francesco Spina

Contatti

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