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Il parcheggio di via Bologna non deve e non può diventare un centro commerciale

| di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pescara Futura
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“La coalizione di centrodestra voterà contro la delibera inerente il cambio di destinazione d’uso dell’immobile di via Bologna da parcheggio a centro commerciale. Riteniamo che per tale iniziativa non ci sia il necessario interesse pubblico, non ci sia una situazione di degrado da risanare e, soprattutto, ravvisiamo chiari profili di non legittimità là dove si intende far prevalere la norma del Testo unico dell’edilizia rispetto alla legge regionale sul Commercio che dispone per le strutture commerciali della media distribuzione un rapporto di copertura non superiore al 40 per cento dell’intero lotto. La nostra posizione, dopo una riflessione approfondita e dopo aver letto tutte le carte, è chiara, cristallina e non interpretabile da alcuno. Noi ci opporremo all’atto”.

Lo hanno detto i consiglieri comunali del centrodestra nel corso della conferenza stampa svoltasi stamane prima della seduta del Consiglio comunale convocata anche sulla delibera di via Bologna. Presenti Marcello Antonelli, Vincenzo D’Incecco, Eugenio Seccia, Fabrizio Rapposelli e Luigi Albore Mascia per Forza Italia, Carlo Masci per Pescara Futura e Guerino Testa, Alfredo Cremonese e Massimo Pastore per Fratelli d’Italia.

“La realtà – ha spiegato il Capogruppo forzista Antonelli – è che ci troviamo, e non è la prima volta, a valutare atti partoriti dalla maggioranza del sindaco Alessandrini che hanno una gestazione difficile, che dura mesi, e ci ritroviamo a fare i giuristi, mentre i consiglieri dovrebbero fare tutt’altro. È vero che, in questo caso, esiste una difficoltà di confronto normativo, ma è altrettanto vero che questa maggioranza produce atti nella più totale confusione, generata anche dai continui cambi di dirigenti. Siamo partiti prima col dottor Silverii, poi siamo passati all’ingegner Cicconetti, poi di nuovo con Silverii, dopo il trasferimento del dirigente Pescara, questo balletto la dice lunga sulla confusione che vige e che è responsabilità diretta dell’amministrazione comunale, autrice di un costante rimpasto tra dirigenti per cui ci ritroviamo ora con un parere ora con un altro. Oggettivamente, riteniamo che ci siano dei profili di non legittimità sulla delibera che vorrebbe avallare il cambio di destinazione d’uso dell’immobile facendo prevalere l’articolo 14 del Testo Unico dell’edilizia, ovvero la modifica del ‘SalvaItalia’, che, appunto, prevale su tutte le norme di settore, anche quelle locali. Ma in realtà, in questo caso, la materia è regolamentata dalla legge sul Commercio che è competenza regionale e che, nel caso dell’Abruzzo, vieta la realizzazione di strutture commerciali di media distribuzione con un rapporto superiore a una copertura del 40 per cento rispetto all’intero lotto. Quindi il cambio di destinazione d’uso non è possibile. In secondo luogo – ha proseguito Antonelli – manca l’interesse pubblico, che non può essere determinato solo dalla corresponsione del contributo straordinario di 298mila euro circa, e lo ha sancito il Tar nel caso della vicenda di PescaraPorto. Infatti, tra le obiezioni sollevate da PescaraPorto quando ha impugnato la delibera di diniego del Consiglio comunale, c’era proprio la violazione del presunto interesse pubblico, per il contributo che la città di Pescara, a loro giudizio, stava perdendo. Il Tar ha invece decretato in modo chiaro che il contributo straordinario non è un elemento sufficiente a determinare l’interesse pubblico. Infine, non siamo di fronte a una situazione di degrado ambientale e urbanistico, credo sia difficile per chiunque sostenere che via Bologna sia in una situazione di degrado, piuttosto, forse, potremmo pensare che si sia di fronte a un investimento andato male, ma questo è un problema del privato. A nostro giudizio, dunque, mancano i presupposti per il riconoscimento del procedimento invocato dal privato e in Consiglio comunale voteremo contro la delibera. In Commissione non avevamo votato solo perché non avevamo ancora avuto modo di fare i dovuti approfondimenti anche alla luce del parere ufficiale dell’Avvocatura  e, una volta ricevuto, anche se quel parere era favorevole, onestamente non ci ha convinto. Se fosse applicata la procedura invocata dal privato per via Bologna, ci ritroveremmo a breve di fronte a una deregulation selvaggia del settore”. “Peraltro – ha aggiunto il consigliere Rapposelli – quell’insediamento commerciale andrebbe a danneggiare le attività storiche già esistenti. Noi siamo chiaramente a favore dell’imprenditoria, ma non quando questa va a tagliare le gambe a chi già sta lavorando e faticando per sopravvivere alla crisi imperante del settore”. “La zona di via Bologna in cui dovrebbe sorgere il nuovo centro commerciale – ha affermato il consigliere Cremonese – è già fortemente antropizzata e dotata di servizi commerciali, e non avverte il bisogno di fare l’ennesima piattaforma commerciale che andrebbe anche ad aggravare i problemi di congestionamento del traffico dell’area”. Infine una stoccata al Movimento 5 Stelle: “Nei giorni scorsi – hanno detto il Capogruppo Testa e il consigliere Rapposelli – la consigliera Alessandrini è uscita pubblicamente sugli Organi di informazione affermando che quel centro commerciale si sarebbe fatto grazie alla complicità di centrosinistra e centrodestra che avrebbero fatto passare la delibera. Oggi noi smentiamo clamorosamente la Alessandrini che, oltre che a rimediare una brutta figura, farebbe meglio a documentarsi prima di parlare, avrebbe potuto chiedere e le avremmo chiarito la nostra posizione in Commissione, ovvero la necessità di studiare le carte prima di poter assumere una decisione di merito. Evidentemente la sfera di cristallo del consigliere Alessandrini si è rotta visto che le ha fatto fare una previsione sbagliata”.

Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pescara Futura

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