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Sequestro di Videoslot in un Bar di corso Grosseto

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Il recente intervento della Guardia di Finanza, in un bar di corso Grosseto nel capoluogo piemontese, ha condotto al sequestro di 6 videopoker ritenuti del tutto abusivi, mancanti di qualunque attestato di autorizzazione.

Il titolare del bar è un 50enne di origini cinesi che avrebbe allestito, in un’area attigua al locale, una sala riservata a pochi clienti abituali, amanti delle scommesse. Si tratta di una effettiva sala slot illegale. I clienti di questa erano, in prevalenza, pensionati e scommettitori di lungo corso.

Dal punto di vista degli illeciti commessi, le forze inquirenti hanno rilevato l’assenza delle autorizzazioni che costituiscono una tutela per il giocatore. Si tratterebbe infatti di dispositivi sconnessi dai sistemi di monitoraggio dei Monopoli di Stato. Una strategia che avrebbe garantito al commerciante l’evasione delle imposte.

I militari della Guardia di Finanza, durante gli interventi di indagine, hanno valutato in dettaglio il profilo fiscale dell’imprenditore. Da ciò sarebbe emersa una evasione fiscale pari a oltre 780mila euro.

Analizzando la questione in termini di conseguenze economiche, saranno applicate sanzioni per circa 90mila euro, determinate dalle varie irregolarità amministrative appurate. È stato inoltre disposto il sequestro delle videoslot illegali e dei relativi incassi.

Non è un fatto episodico ma un fenomeno che attraversa, con differenti declinazioni, l’intera penisola. A confermarlo è la cronaca degli ultimi mesi. Pensiamo ad esempio al caso del Casinò Le Palme di San Giovanni Teatino, nei pressi di della nostra città.

Una realtà intorno alla quale sorgono molti dubbi: sospetti che si addensano sulle autorizzazioni previste per l’apertura di un casinò. Sul territorio italiano sono presenti quattro sale da gioco regolamentate: Casinò di Saint Vincent, Casinò di Sanremo, Casinò di Venezia e Casinò di Campione.

Per rispondere ai desideri del pubblico lontano dalle quattro case da gioco, sono nate, soprattutto nel Meridione, strutture che forniscono soluzioni di intrattenimento alternative a quelle dei veri casinò.

I casinò non autorizzati, e che quindi formalmente non potrebbero definirsi tali, simulano la proposta ufficiale, che per legge non possono replicare in modo integrale, associando ad alcune formule di gioco (come le slot machine) vari servizi correlati: pensiamo ai servizi di ristorazione e ricreativi, dalle pizzerie alle sale relax.

La questione però resta: è possibile erogare una proposta ritenuta lecita, rispetto ai dispositivi di legge, e godere dell’appellativo di “casinò”? Qual è la linea di demarcazione che separa il mondo dell’illegalità da proposte di intrattenimento compatibili con i vincoli di legge? La separazione tra le due realtà non è così netta come si potrebbe pensare, e spesso solo contenziosi legali permettono di chiarire le zone grigie.

Va in ogni caso rilevato che i fenomeni borderline, che rischiano di sfociare in episodi illeciti, si muovono parallelamente ai siti legali di gambling, come quelli recensiti da SlotGratisGallina.it e autorizzati dai Monopoli di Stato. I siti di scommesse legali devono disporre dell’autorizzazione dell’AAMS. Un sigillo di garanzia per l’utente che ha, grazie a questo logo, la certezza di un gioco trasparente e soggetto a costanti controlli da parte dello Stato.

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