“Posti di lavoro a rischio per i dipendenti della Cooperativa Diogene che dal 2012 si occupa del servizio di vigilanza e guardiania nell’Ospedale civile di Pescara. Il Direttore Generale della Asl Armando Mancini ha formalmente chiesto alla Regione Abruzzo di stralciare dal bando regionale per l’affidamento del servizio di Vigilanza il lotto inerente la Asl di Pescara, proprio perché per i dipendenti attualmente utilizzati nel servizio non sono applicabili le ‘clausole sociali’, ovvero l’obbligo del loro riassorbimento da parte della nuova ditta aggiudicataria, obbligo previsto invece nel bando regionale. A questo punto ci chiediamo come la Asl intenda procedere, visto che l’attuale appalto è in scadenza, e comunque come intenda tutelare quelle unità professionali che ormai da circa 7 anni operano nella Asl, persone di oltre 50 anni, in alcuni casi anche ‘soggetti svantaggiati’, e che difficilmente potrebbero trovare un nuovo impiego. Si tratta del terzo scivolone della dirigenza sanitaria pescarese che, di nuovo, sottoporremo subito all’attenzione dell’assessore regionale alla Sanità Verì, ritendo ufficialmente aperta la vertenza occupazionale”.
Lo ha detto Armando Foschi, candidato tra le fila della Lega.
“Innanzitutto i fatti – ha riepilogato Foschi -: all’incirca dal 2012 la Asl di Pescara ha affidato, dopo regolare gara d’appalto, alla ditta Diogene il servizio di controllo, sorveglianza e vigilanza all’interno dell’Ospedale civile ‘Spirito Santo’, degli accessi e delle vie d’ingresso, oltre che di portierato. Parliamo dunque di quel personale che, tra le altre cose, gestisce anche i posti auto a pagamento del silos ospedaliero e opera nei box accoglienza. Sempre a detta della Asl, tale servizio sarebbe stato svolto negli anni in modo ‘idoneo, incisivo e accurato’. Nei mesi scorsi l’Agenzia Regionale per l’Informatica e la Committenza – Aric, ha bandito la gara d’appalto unica per l’affidamento del servizio di vigilanza in varie Istituzioni pubbliche, 6 lotti in tutto per 32milioni di euro complessivi, di cui fa parte, ad esempio, anche la vigilanza al Comune di Pescara e, appunto, anche l’Azienda ospedaliera di Pescara. Poi però il colpo di scena: il 10 maggio scorso, a pochi giorni dalla scadenza del bando, la Asl sembra essersi accorta di un macroscopico, madornale, errore che oggi rischia di lasciare senza lavoro decine di padri e madri di famiglia. In seguito alla scoperta, il Direttore generale della Asl Armando Mancini ha scritto all’Aric e ha chiesto di stralciare dalla gara la parte del lotto numero 6 inerente l’Ospedale di Pescara”. ‘In relazione alla procedura in oggetto, a seguito del riesame degli atti di gara e in particolare dei criteri individuati per la valutazione tecnica – si legge nella lettera firmata dal Manager Mancini – emerge l’oggettiva parziale inapplicabilità della clausola sociale ai lavoratori dell’attuale operatore affidatario del servizio che si caratterizza per essere una Cooperativa sociale con l’impiego prevalente di personale svantaggiato. Tale circostanza, unitamente alla volontà della scrivente di rivedere parzialmente i servizi di front office e accoglienza all’utenza, ci porta a chiedere di stralciare il fabbisogno dell’azienda Usl di Pescara’. In altre parole – ha spiegato meglio Foschi – nell’appalto regionale si è giustamente previsto che la ditta che si aggiudicherà i nuovi servizi di vigilanza dovrà riassumere il personale già impiegato nei vari Enti proprio come misura di salvaguardia sociale dei posti di lavoro e come previsto dalla legge regionale e dalla Contrattazione Collettiva di lavoro. Misura che però non è applicabile ai lavoratori della Diogene in quanto la stessa società è una cooperativa, dunque non rientrerebbe nelle fattispecie. La conseguenza è che quei lavoratori non potranno essere riassorbiti mai da altri, lavoratori che a oggi non sono neanche stati messi al corrente di quanto sta accadendo e che di fatto, alla scadenza degli attuali contratti in essere con la Diogene, non sanno quale sarà il loro futuro, né lo ha chiarito il Manager Mancini. A questo punto – ha aggiunto Foschi – chiediamo alla Dirigenza Asl di Pescara di uscire ufficialmente allo scoperto e chiarire la strategia che si intende seguire per salvaguardare posti di lavoro. Chiediamo al Presidente della Regione Abruzzo di valutare in modo attento l’appalto da 32 milioni di euro indetta per i servizi di ‘vigilanza e portierato’ anche perché il ‘portierato’ non rientrerebbe tra le categorie merceologiche del Consip. E, infine, chiediamo anche che il Prefetto valuti se ai lavoratori della Diogene la Asl potesse negli anni affidare i servizi di vigilanza, che pure sembrerebbero più servizi da demandare a guardie giurate”.
