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Allergie, intolleranze e sensibilità alimentari: ecco spiegata la differenza

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Molto spesso parlare di allergie, intolleranze e sensibilità alimentari genera confusione, dal momento che si tratta di argomenti ancora poco conosciuti e riguardo ai quali c'è ancora una buona dose di ignoranza; per questo motivo può essere utile servirsi di supporti come la carta alimentare, una sorta di carta di identità digitale che fornisce informazioni sulle scelte e le abitudini alimentari del singolo, siano esse legate a motivi di salute, gusti personali o motivazioni etiche. Uno strumento utilissimo per chi soffre di questi problemi perché può decisamente facilitare la vita, soprattutto nel caso di un pasto fuori casa.

Quali sono, però, le differenze tra queste tipologie di problematiche legate all'alimentazione? Si parla di allergia quando si è di fronte a una reazione atipica da parte del sistema immunitario a seguito dell'ingestione di un determinato alimento o di una sostanza particolare. L'intolleranza invece, non coinvolge il sistema immunitario ma l'apparato digerente: questa problematica infatti è legata all'incapacità da parte dell'organismo di digerire una sostanza, perché manca l'enzima deputato a questa funzione. Un esempio classico è l'intolleranza al lattosio (zucchero del latte), che colpisce molte persone e che deriva dalla mancanza dell'enzima detto lattasi, in grado di digerire il lattosio. In questi individui l'assunzione di latte o latticini provoca gonfiore addominale, dissenteria e/o flatulenza, una reazione che varia da individuo a individuo e che presenta diversi gradi di gravità, in base alla quantità di alimento ingerita.

In ogni caso, comunque, le problematiche legate a un'intolleranza alimentare qualunque saranno circoscritte all'apparato gastro-intestinale e non risulteranno mai mortali. Diverso, invece, il discorso in caso di allergia: la reazione non è determinata dalla quantità dell'alimento ingerito, perché anche una piccolissima dose di un alimento “incriminato” può scatenare una forte reazione allergica. Tendenzialmente l'allergia può portare a complicanze anche gravi, tra cui la più seria – e talvolta anche mortale – è lo shock anafilattico. Le allergie alimentari più comuni sono scatenate principalmente da arachidi, soia, grano, pesce (molluschi e crostacei), uova e dalle proteine del latte vaccino.

Un caso ancora diverso è quello della sensibilità alimentare, che può manifestarsi esattamente come l'intolleranza o l'allergia, ma senza che queste ultime siano davvero presenti. Il caso più comune riguarda il glutine, la parte proteica di molti cereali, che scatena spesso sensibilità in molti soggetti senza che questi ultimi presentino una intolleranza a questa sostanza. Una persona con sensibilità al glutine può avere gli stessi sintomi di una persona celiaca o di una allergica al grano, senza essere né l'una né l'altra cosa. La differenza sostanziale sta nel fatto che la sensibilità a un determinato alimento o sostanza scompare dopo un periodo di dieta più o meno lungo, durante il quale quella sostanza viene eliminata totalmente; questo, invece, non accade in caso di allergia o intolleranza alimentare. Per sapere se si soffre di allergia, intolleranza o sensibilità alimentare è necessario affidarsi al proprio medico di base ed effettuare una serie di test: per l'allergia molto spesso si tratta di test cutanei dalla reazione quasi immediata oppure test con prelievo di sangue, per le intolleranze è invece necessario accertare l'assenza o la scarsa quantità di un determinato enzima.

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