“Il traffico pescarese ha due emergenze che dovremo affrontare già nei primi mesi del 2020: la prima, i troppi incidenti causati da strade dissestate e incroci a rischio che nel 2019 hanno generato un contenzioso di 800mila euro in termini di risarcimenti. La seconda, l’eccessivo flusso di auto che ogni giorno arriva a Pescara da nord, congestionando l’asse della Nazionale Adriatica nord e la riviera, e che rende ormai urgente l’apertura al trasporto pubblico della filovia, anche attraverso l’utilizzo dei pullman a metano, in attesa dei filobus. È quanto emerso oggi al termine della Commissione convocata per parlare del Piano della Mobilità e del Piano Generale del Traffico Urbano ereditati dalla giunta Alessandrini e che di fatto si riducono a uno studio di due anni su carta, mai applicato e già da revisionare. Ora riprenderemo le carte e con l’assessore delegato Albore Mascia e il sindaco Masci fisseremo degli step operativi per determinare una svolta politica entro i primi sei mesi del nuovo anno”.
Lo ha detto il Presidente della Commissione Mobilità Armando Foschi al termine della seduta di Commissione, svoltasi alla presenza del funzionario responsabile, l’architetto Piergiorgio Pardi, Mobility Manager del Comune.
“Abbiamo iniziato a guardare le carte inerenti il Piano Urbano della Mobilità, della Mobilità sostenibile e il Piano Generale del Traffico – ha spiegato il Presidente Foschi -, tre strumenti di pianificazione che riguardano sia l’assetto viario in senso stretto, sia la realizzazione, in prospettiva, di grandi opere infrastrutturali utili a snellire la viabilità. In sostanza oggi negli uffici c’è uno studio redatto da tre distinte società riunite in Ati, una di Termoli che ha studiato la viabilità ordinaria, la seconda di Catania che ha elaborato le necessità infrastrutturali di Pescara, e la terza di Roma che ha elaborato i dati. Sono stati esaminati i flussi di traffico su 12 assi stradali a cordone, ovvero i punti di ingresso e uscita dalla città, come via del Circuito-via Enzo Ferrari, la riviera nord e sud, le rampe di ingresso e uscita dall’asse attrezzato, via della Bonifica-via Antonelli e il lungofiume e i dati sono addirittura stati elaborati in Canada. Lo studio è iniziato a fine 2015 ed è stato riconsegnato nel 2018, lasciando emergere dati chiari: ogni giorno su Pescara entrano 115mila auto, e ne escono 113mila con due orari di punta, dalle 7.30 alle 9.00 del mattino in entrata, dalle 17.30 alle 19.00 in uscita, due fasce in cui il traffico pescarese in centro è completamente congestionato. Non solo: i dati hanno rilevato che ancora oggi i maggiori flussi di traffico sono quelli tra Pescara e Montesilvano dove le strade di connessione sono completamente paralizzate, peraltro con un tasso di occupazione dei mezzi pari a 1,3 persone su ogni vettura. E qui emerge il primo dato: l’urgenza di potenziare il trasporto pubblico tra Pescara e Montesilvano, aprendo di fatto subito via Castellamare, ovvero la cosiddetta strada-parco, al transito dei bus, anche quelli a metano, in attesa dell’introduzione dei mezzi elettrici, ossia del filobus. Oggi questa è un’urgenza non più procrastinabile, anche a tutela della salute di chi vive o lavora in viale Bovio, via Raffaello, o lungo la Nazionale Adriatica nord. E questa è la priorità che sottoporremo subito all’attenzione dell’assessore delegato Albore Mascia, anche attraverso una mozione da portare in Consiglio comunale”. Dallo studio sono poi emersi altri dettagli, “innanzitutto che gli assi stradali del centro, come via Nicola Fabrizi, sono usati male, ovvero come strade di attraversamento da nord a sud della città e non per lo svolgimento di attività. Ossia: chi entra in via Fabrizi – ha detto il Presidente Foschi – lo fa o per cercare un parcheggio, introvabile tra i 914 posti auto esistenti in tutto il centro, utilizzati quasi esclusivamente dai residenti, e gira a vuoto per ore, oppure per raggiungere la zona sud di Pescara, non certo per fermarsi e fare shopping. La nostra amministrazione dovrà ora fornire agli automobilisti delle alternative, ovvero completare e potenziare la strada pendolo che dal Distretto sanitario di Pescara sud-zona carcere, passa in via Volta, ponte delle Libertà e via del Circuito, che dovrà divenire il vero asse di scorrimento e collegamento tra la zona nord e quella sud, portando gli automobilisti in centro solo per fare acquisti o svolgere mansioni connesse con il quartiere. L’Ufficio traffico ha poi già aperto un dialogo con Tua per migliorare la distribuzione del servizio pubblico, al fine di potenziare e migliorare i collegamenti con la zona dell’aeroporto o quella dei colli-area cimitero, oggi mal servite o addirittura scoperte, costringendo quindi gli utenti a muoversi con i mezzi privati, mentre è già stato realizzato un nuovo studio per la riorganizzazione dell’asse via Ferrari-sottopassi, per il quale ci sono 4 diverse soluzioni progettuali da vagliare in funzione dei lavori di riqualificazione delle aree di risulta. Due i nodi che restano ora da vagliare: il primo un nuovo Piano Parcheggi, che non è stato redatto; in secondo luogo, la risoluzione degli incroci stradali a forte rischio, che, solo nel 2019, con le strade dissestate, hanno causato al Comune un salasso di 800mila euro in termini di risarcimento danni alle vittime, una spesa abnorme che ovviamente dovremo tagliare nel corso del 2020 attraverso un piano imponente di investimenti sulla manutenzione straordinaria delle infrastrutture oggi al collasso”.

