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Santa Gerusalemme: 2000 anni di storia calpestata

Un tempio romano, ebraico e templare stretto tra erbacce e automobili

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Eccole, le indecorose condizioni in cui Pescara conserva il suo monumento più importante:  il sito archeologico della c.d. "Santa Gerusalemme", un tesoro inestimabile da tempo in fondo alla classifica delle priorità dei Pescaresi moderni e delle loro amministrazioni, che alle tante parole non sono mai riuscite a far seguire i fatti. Il sito archeologico, assai più esteso di quanto la maggior parte della cittadinanza è solita credere, occupa tutta l'area compresa tra l'angolo di via dei Bastioni, viale d'Annunzio ed il sagrato della cattedrale di S. Cetteo. Esso comprende un edificio a pianta circolare unico nel suo genere, edificato in epoca tardoantica a cavallo tra III e IV sec. d.C. e caratterizzato da una storia affascinante e misteriosa, che nel tempo lo portò a fungere prima de tempio dedicato alla dea della Vittoria Augusta, poi da sinagoga ed infine da chiesa cristiana. Secondo alcuni studiosi, l'antico edificio avrebbe infine assunto nuove forme al tempo delle Crociate, quando venne rimodellato a immagine del Santo Sepolcro di Gerusalemme da un nucleo di Cavalieri templari stanziato a Pescara. L'edificio, ancora esistente fino al XIX secolo con tanto di epigrafi bimillenarie, venne in gran parte demolito dopo l'Unità d'Italia per far largo al "progresso" rappresentato dal nuovo stradone oggi intitolato a Luisa d'Annunzio, nel nome di un nuovo dio, quello dell'automobile e del cemento, già allora ritenuto più importante delle vestigia più antiche della nostra città. Eppure, come testimoniano le 2 colonne su 6 oggi visibili, sotto i nostri piedi e le nostre automobili si cela ancora un tesoro inestimabile. Un tesoro che non riusciamo proprio a meritare.

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