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Le scuole secondarie di secondo grado abruzzesi "umiliate ed offese"

La narrativa di Fëdor Dostoevskij, chiave di lettura dei provvedimenti governativi e regionali di contenimento della diffuisione COVID-19

| di Giovanni Dursi
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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L'aspro realismo del romanziere russo Fëdor Dostoevskij fornisce la "chiave di lettura" per capire la ratio dei provvedimenti governativi e regionali sulla scuola relativi all'emergenza sanitaria connessa alla pandemia da SARS-CoV-2. Anche la Regione Abruzzo si adegua e destina gli studenti nelle proprie dimore, sottraendoli ad uno degli spazi sociali a bassissima contagiosità, produttivo di formazione culturale e socialità, consentendo, viceversa, agli insegnanti di connettersi, per effettuare le lezioni online, solo presso la sede scolastica di servizio ... questa soluzione è incongrua, pilatesca, ma politicamente redditizia, andando incontro alle pressioni delle lobby del trasporto pubblico. Per rendersi conto della citata incoerenza basterebbe far riferimento al “caso” francese. Aggiungo: quanti Docenti sono presenti nel Comitato tecnico-scientifico regionale ? Chi meglio di professionisti della formazione conosce le cose scolastiche e può meglio informare ed orientare il decisore politico ? Che rappresentazione della dimensione socio-culturale della scuola hanno “consulenti” e politici ? In secondo luogo, si introducono - con il DPCM del 24.10.200 e con le Ordinanze presidenziali regionali che dispongono (in Abruzzo a decorrere dal 28 ottobre 2020 sino al termine di vigenza del riferito DPCM del 24.10.2020) la sospensione delle attività scolastiche secondarie di secondo grado “in presenza” - elementi distorsivi nella gestione interistituzionale della scuola pubblica, con la Provincia che sembra essere una Cenerentola sprovveduta, ma coriacea nell’autoreferenzialità politico-partitica (sappiamo che il Consiglio provinciale non è eletto dai cittadini), violando l’autonomia organizzativa delle Istituzioni scolastiche, perché con le nuove norme non si forniscono risposte ad esigenze legate al diritto all’istruzione, bensì si introducono provvedimenti inadeguati nati per soddisfare risolutivamente problematiche del trasporto pubblico e non degli studenti e del personale, nascondendo dietro la preoccupante recrudescenza del COVID-19 - che vede, certamente, nei viaggi sui bus, senza controllo da parte degli addetti, possibili rischi per la salute pubblica - la realtà di un parco bus inadeguato, con un numero di vettori insufficienti a fronteggiare la legittima domanda sociale di mobilità sostenibile. Ancora una volta, si cerca di riversare sulla scuola questioni che esulano dalla sua mission e che ha risposto, dall’inizio delle attività, con abnegazione, professionalità, prontezza nella relazione educativa e nel lenire le ansie giovanili, cercando di salvare un’intera generazione, dall’inedia, dall’isolamento sociale, dall’imbarbarimento dell’ignoranza.

Prof. Giovanni Dursi, Docente M. I. di Filosofia e Scienze umane

Referente antiCOVID19 del Liceo statale G. Marconi di Pescara

Giovanni Dursi

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