Partecipa a Pescara News

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Io non ci sto

Condividi su:

Incontro al MUMI di Francavilla con gli alunni delle terze classi della SSIG di Francavilla al mare che hanno partecipato ad una tavola rotonda contro la violenza sulle donne dal titolo Io Non CI STO. Titolo che vuole essere un grido di protesta contro tutte le violenze e i continui femminicidi che ogni giorno affliggono le persone e creano sgomento nei giovani che si trovano, troppo spesso, ad essere testimoni di violenza tra le mura domestiche dove , invece, dovrebbero trovare pace ed accoglienza.

Gli alunni delle terze classi hanno ascoltato con interesse quanto detto dalle relatrici intervenute, per parlare dell’argomento, nella triste ricorrenza annuale della giornata dedicata alla violenza sulle donne.

Presenti oltre la Dirigente Daniela Bianco, l’Assessora all’Istruzione e alle politiche sociali Leila Di Giulio, La Presidente delle Pari opportunità della Regione Abruzzo Maria Franca D’Agostino e la Presidente della FIDAPA sezione Pescara Roberta Degli Eredi.

Dopo l’introduzione della Dirigente Daniela Bianco, l’Assessora Di Giulio ha parlato di quanto la violenza sulle donne sia una piaga sociale che deve essere estirpata per rendere la vita delle donne e delle intere famiglie vivibile e con un’idea di futuro sereno. 

La Presidente del CPO della Regione Abruzzo, Maria Franca D’Agostino, ha parlato dell’importanza delle pari opportunità che sono la vera svolta civile della società e della violenza che si presenta con varie sfaccettature come discriminante economico, fisico e sessuale.

Le donne hanno conquistato con fatica il diritto alle pari opportunità con gli uomini. Le battaglie che esse hanno combattuto hanno portato all’approvazione di leggi apposite che hanno consentito loro di esprimere la propria volontà politica e un ruolo essenziale nella società civile.

Purtroppo così non è in varie Nazioni come in Afghanistan dove con l’avvento dei Talebani le donne sono state costrette a rinunciare alle conquiste fatte negli anni e ad essere segregate nelle case sempre alla presenza di un familiare maschio.

I ragazzi devono conoscere quanto avviene in Italia e nel Mondo perché difendere i diritti delle donne significa difendere i propri diritti. La società è formata da donne ed uomini e non è possibile che un sesso prevalga sull’altro creando discriminazioni e un rallentamento sociale e anche economico di tutti. Bisogna essere sempre attenti al comportamento proprio e non dare nulla per scontato. La violenza è sempre in agguato e bisogna essere vicino a chi è vessato e imparare ad ascoltare e non avere paura di intervenire.  

La scuola deve essere un luogo di progresso e di sicurezza e i ragazzi e le ragazze devono lavorare insieme capendo e aiutando chi è in difficoltà.

La violenza si presenta troppe volte vestita di un falso amore, come ha dimostrato il cortometraggio che la Presidente della FIDAPA Roberta Degli Eredi, ha mostrato. Troppe volte un uomo dolce ed affettuoso, si manifesta carnefice dopo aver conquistato la donna. Troppe volte le donne non denunciano per timore o perché incredule di avere un compagno diverso e crudele.

Bisogna imparare a denunciare chi è tiranno perché solo in quel modo si può ritrovare una libertà personale e dei propri figli. 

Chi usa violenza ha a sua volta subito violenza ed è quindi da piccoli che bisogna imparare a rispettare le persone in famiglia, a scuola e ovunque.

Il rispetto e l’amore sono le basi per una società civile e ben lo hanno capito i ragazzi che durante la tavola rotonda, hanno posto domande concrete alle relatrici.

Domande e esperienze personali che dimostrano agli adulti quanta forza ed intelligenza hanno i giovani. 

Giovani che hanno il diritto di nascere e crescere in una famiglia sana e una società evoluta dove i diritti civili di tutti sono garantiti.

Condividi su:

Seguici su Facebook