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Per la fusione tra Pescara Montesilvano e Spoltore Mascia avrebbe voluto dare più informazioni ai cittadini

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“Dare la parola ai cittadini su decisioni strategiche destinate a modificare in maniera sostanziale il futuro dei nostri territori è sempre un segnale positivo, un momento irrinunciabile di grande democrazia. Tuttavia in merito al Referendum sulla costituzione della Grande Pescara ritengo che, prima di dare la parola ai cittadini, sarebbe stato importante chiarire alcuni aspetti propedeutici al governo della futura ‘Grande Pescara’, per consentire agli elettori di esprimere, il prossimo 25 maggio, un voto realmente consapevole. Prima di passare ai fatti, avremmo dovuto decidere come si intendono organizzare i servizi, quale tipo di decentramento operativo si intende attuare, e come si intendono ridistribuire le già esigue risorse oggi disponibili, pensando alle criticità e alle esigenze di territori tanto diversi come sono Pescara, Montesilvano e Spoltore. Forse, prima di concepire ‘grandi’ concetti e grandi contenitori, andavano progettati anche i contenuti per dare quelle risposte concrete che poi i Comuni, a loro volta, sono chiamati a dare ai propri amministrati. In altre parole, non esprimo alcuna contrarietà all’idea del Referendum promosso dall’amico Carlo Costantini, piuttosto ritengo che, individuato lo strumento della consultazione popolare e l’obiettivo da raggiungere, avremmo dovuto fissare prima anche le regole per raggiungere tale obiettivo”.

Lo ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, dopo che il Tar ha deciso di respingere, quest’oggi il ricorso presentato dal Comune di Spoltore contro lo svolgimento del Referendum, che deciderà sulla costituzione della Grande Pescara, con l’unificazione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, in un’unica municipalità di 192mila abitanti.

“Sicuramente dare la parola ai cittadini è sempre un momento di democrazia di estrema rilevanza, uno strumento di governo irrinunciabile al quale invito tutti i pescaresi a partecipare per consentire l’espressione di un voto realmente rappresentativo della volontà popolare. Tuttavia, prima di giungere al voto, andavano chiariti molti aspetti burocratico-pratico-amministrativi, aspetti con cui, una volta costituita la Grande Pescara, si troveranno a fare i conti in maniera diretta gli stessi sindaci, aspetti che solo chi ha fatto l’esperienza da sindaco può conoscere – ha detto il sindaco Albore Mascia - A 17 giorni dal voto ancora non si sa come, una volta e se verrà costituita la Grande Pescara, si intendono organizzare i servizi primari garantiti dai tre Comuni e in questo caso da ridistribuire e decentrare, per garantire piena equità di trattamento tra le territorialità a quel punto unificate. E non è ancora chiaro se poi, concretamente, tale iniziativa ci permetterà di entrare veramente nel novero delle Aree Metropolitane, o se sarà un ingresso puramente nominativo e identificativo che ci andremo ad auto-attribuire. E infine va puntualizzato come ci si intende rapportare con la ridistribuzione di quelle risorse sempre più esigue che attendono ai nostri rispettivi bilanci. In altre parole, prima di dare la parola ai cittadini, sarebbe stato opportuno costituire un tavolo per tracciare l’eventuale percorso amministrativo-organizzativo da seguire e da sottoporre ai cittadini al momento di votare a favore o contro la costituzione della Grande Pescara, quindi fatto il contenitore voglio vedere i contenuti prima di lanciarci in una simile avventura che poi porrà una lunga serie di problemi pratici da affrontare e che non dovranno ricadere sulla cittadinanza. Non sono contrario all’idea di una Grande Area Metropolitana, non sono contrario al progetto di uno sviluppo coordinato di territori tanto vicini e simili tra loro, ma ritengo che per alimentare tali progetti occorrano risorse, umane e finanziarie, e occorra un piano d’azione chiaro che va tracciato subito e non affidato al dopo-voto. A questo punto, però, visto che il Tar ha decretato che si andrà al voto, ci auguriamo che anche gli Organismi regionali siano adeguatamente attrezzati, sin d’ora, per l’adozione tempestiva degli atti successivi”.

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