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Ritorna in città la Zona Franca Urbana

Da San Donato a Villa del Fuoco

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Ammontano a 16miloni di euro i finanziamenti che, spalmati su un triennio, permetteranno al Comune di garantire l’esonero dal pagamento delle imposte locali per ben 14 anni alle nuove imprese in start up che nasceranno in 135 strade della città, comprese tra San Donato e Villa del Fuoco, una zona meritevole di attenzione perché considerata oggi area a rischio di degrado, ma che potenzialmente può essere oggetto di risanamento e recupero. 

La zona includerà il territorio a  partire dall’ex Circoscrizione Villa del Fuoco, con via Nora, via Raiale, via Breviglieri, via Tavo, via Stradonetto, attraversando via Tiburtina e via Tirino per finire nel quartiere San Donato-Fontanelle.

La senatrice Chiavaroli è stata relatrice di una legge con cui è stata rifinanziata la Zona Franca Urbana fu in diverse città italiane tra cui Pescara. il rifinanziamento della ZFU, nata con una delibera Cipe nel 2009, ha avuto da allora grandissime difficoltà a decollare per l'assenza di finanziamenti regionali e nazionali. Oggi i fondi sono stati trovati grazie al lavoro congiunto della sentrice Chiavaroli con il Presidente della Commissione Bilancio Azzollini. Lo Stato erogherà 5milioni di euro l’anno per due anni, dunque 10 milioni di euro, e la Regione Abruzzo erogherà 6 milioni di euro spalmati in un triennio.

Le nuove imprese che nasceranno nella Zona Franca Urbana potranno beneficiare dell’esenzione dell’Irap, dell’Ici, dell’imposta sui redditi, sulla Tasi, la Tari, e sui contributi dei loro dipendenti per 14 anni. Ora a questa approvazione servirà ovviamente un regolamento attuativo, favorevolmente sostenuto dal sindaco Luigi Albore Mascia.

La senatrice Chiavaroli, si è dimostrata anche soddisfatta di aver  introdotto nel Decreto Irpef,  il rinvio del pagamento dei canoni di concessione balneare, ormai in scadenza, al 15 settembre. Con questa manovra le imprese balneari potranno pagare a fine stagione le imposte, ossia dopo aver guadagnato e non trovandosi costretti a chiedere finanziamenti per fronteggiare la spesa.

Nuove opportunità di crescita vengono quindi proposte alla città pescarese.

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