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Ben fatto, non contraffato

Difesa del made in Italy nel settore agroalimentare

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Confronto , al Porto Turistico di Pescara, per la difesa del made in italy tra il sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini, il patron di Eataly, Oscar Farinetti, il dirigente dell’Agenzia delle Entrate Giuseppe Peleggi e lo chef Niko Romito. Sono intervenuti anche i rappresentati istituzionali: il sindaco Alessandrini, il presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci, l’assessore regionale all’Agricoltura Dino Pepe, il segretario di Slow Food Abruzzo Molise , Raffaele Cavallo, e l’imprenditorie Danilo di Florio.
Presentatore della serata e moderatore è stato il giornalista di Sky tg 24, Marco Di Fonzo.
Il padrone di casa, presidente Becci, ha indicato negIi Stati Uniti, nell’Australia e nell’Asia, le aree di maggiore contraffazione dei prodotti agroalimentari italiani. Questi mercati paralleli creano molti problemi alle imprese italiane ed a livello mondiale fatturano 40 miliardi di euro annui.
Situazione che è il frutto della sapiente clonazione della capacità creativa degli italiani, come sottolinea il sindaco Alessandrini, e dell’incapacità a livello nazionale e locale di potenziare la grandezza non solo attrattiva ma anche produttiva della nostra nazione.
Dal 1° luglio inizia il semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea, occasione che darà modo al governo Renzi , il 2 luglio, di presentare nel parlamento europeo le numerose tematiche legate al made in Italy.  Il Sottosegretario Legnini , infatti , ha ribadito come l’importanza del settore food sia una priorità del Governo nazionale ed anche della prossima Expo 2015 di Milano, dove si parlerà della cultura del gusto italiana.
A frenare la crescita nel settore da sempre trainante della nostra economia, secondo Oscar Farinetti, non è tanto la concorrenza sleale dei contraffattori quanto la mancanza di azione dei singoli imprenditori e l’inefficienza del settore retail, che invece di lanciare i produttori nazionali , come succede nella vicina Francia, rimane inerme.  L’Italia infatti ha il primato per il numero di prodotti richiesti sul mercato internazionale ma non per quelli più venduti, a fronte di un’incapacità d’azione privata.
Il settore export italiano vale 31-33 miliardi di euro e vi è un potenziale di crescita impressionante. Basti pensare che le sole Langhe piemontesi riescono ad esportare di più dell’intero Abruzzo, perché dotate di una capacità commerciale e di marketing vincenti. Il Patron di Eataly vede ampie potenzialità nella grande diversità gastronomica dell’Abruzzo e l’esigenza di snellire le pratiche burocratiche ed amministrative per i produttori.
Fa eco a questa visione, il dirigente Generale delle Dogane, Peleggi, che propone un patto sociale tra Stato ed imprenditori, a tutela della qualità degli alimenti ma che limiti il numero di controlli amministrativi a cui sono sottoposte le piccole medie imprese. Evidenzia inoltre come nei porti italiani, grazie ad uno snellimento delle procedure, interi container vengano controllati con un tempo massimo di 15 minuti ed un minimo di 12 secondi. Infine secondo Peleggi, dei controlli congiunturali , programmati e solo annuali delle imprese , da parte di tutti gli organismi preposti, farebbe diminuire anche il fenomeno della corruzione, ad oggi presente.
A rilanciare l’Abruzzo ci penserà dal prossimo settembre lo stesso Oscar Farinetti, inserendo nel punto Eataly di Roma, un corner dedicato ai 50 migliori prodotti abruzzesi. Obiettivo dell’azione, che verrà diramata in tutti gli altri punti vendita nazionali ed esteri , è destinare tutto il margine di fatturato della vendita alla ricostruzione della città de L’Aquila. La vera forza dei piatti italiani secondo il Patron di Eataly risiede nella natura domestica della nostra cucina e dalle sue innumerevoli varianti, a differenza della cucina francese tipicamente da ristorante.
A cogliere subito questa eccezionalità è stato già da alcuni anni, il noto chef Niko Romito, con la sua scuola di alta formazione , Reale- Casadonna, dove preparare ed avviare al lavoro di chef, ragazzi selezionatissimi. Suo interesse è quello di insegnare a cucinare non solo ai suoi allievi ma anche a tutti i potenziali cibernauti, che dal sito eloquente Unfork E table, desiderino leggere e  scaricare le ricette, nonché consultare le schede tecniche dei prodotti, per avvicinarsi all’ampia cultura gastronomica italiana.
Ad uscire vincitore da questo dibattito culinario è stato sicuramente il patrimonio nazionale della nostra cucina, dove manualità e culto del genuino hanno sempre trionfato. Ricordiamo l’importanza di comprare italiano e di raccontare la tradizione dei nostri piatti, che si aggiunge alla cultura artistica ed architettonica della nostra bella nazione.

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