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Museo del Treno: si spera in una veloce ripresa dei lavori

la redazione
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Questa mattina si è tenuto un incontro, nella Stazione Centrale di Pescara, tra sindaco Alessandrini, ex sindaco Mascia, presidente del Dopolavoro Ferroviario di Pescara Giuseppe Salvatore e alcuni membri del direttivo del Dopolavoro.

Il museo, gestito e costruito dagli iscritti al Dopolavoro sarà trasferito dai locali della Sede del Dopolavoro su Corso Vittorio Emanuele ai locali a pianterreno della Stazione; un locale di circa 600 metri quadri di ampiezza dove i reperti storici messi insieme negli anni dai ferrovieri pescaresi e non solo pescaresi, avrebbero una sistemazione appropriata e meno angusta di quella attuale e la cui sistemazione, una volta ceduti gli spazi, sarebbe effettuata dal Dopolavoro stesso.

Lo spostamento del museo era stato curato inizialmente da Luigi Albore Mascia e dalla sua amministrazione, poi per motivi burocratici si è bloccata tutta l'operazione. Ora Alessandrini deve prendere in mano la situazione e portare avanti la pratica in modo da poter dare una nuova vita e un nuovo vigore ad una realtà, quella della ferrovia. che è stata una dei punti cardine per lo sviluppo dell'economia pescarese.

La gestione rimarrà a cura del Dopolavoro che svolge, nel cuore della città, iniziative anche didattiche e culturali collegate, presso la sede storica di Corso Vittorio.

«Attività importantissime - ha detto Alessandrini - per tenere viva questa anima pescarese. Ho avuto modo di vedere anche il resto del lavoro svolto dai ferrovieri nella sede del Dopolavoro, un circolo frequentato di circa un migliaio di iscritti dotato di biliardi, un campo da tennis, uno dei primi campi di bocce a nascere a Pescara e un’area di intrattenimento in pieno centro. Una realtà, quella del Museo e della nuova sistemazione, che ci sta a cuore e che porteremo a compimento tornando al confronto con i responsabili di Centostazioni con cui la precedente Amministrazione aveva cominciato ad interloquire, cercando anche di rilanciare sull’utilizzo degli altri immensi spazi presenti dentro la Stazione centrale, che potrebbero essere preziosissimi per la città e per una politica di prevenzione di degrado e abbandono di cui la sede ferroviaria soffre».

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