La notizia circolava già da tempo ma ieri è arrivata la notizia del parere positivo della giunta camerale alla fusione tra la Camera di Commercio di Chieti e quella di Pescara.
Ieri la giunta con 4 voti favorevoli e 2 contrari ha dato parere positivo alla fusione il cui primo obiettivo di abbattere i costi.
Il voto è stato preceduto dall'intervento del sindaco di Chieti Umberto di Primio che ha chiesto di aspettare il rinnovo dell'organo; un intervento che non è stato preso in considerazione dalla giunta.
Di Primio,durante il suo intervento, aveva dichiarato di essere convinto che "la Camera di Commercio di Chieti non potrà che partecipare a tale discussione avendo un ruolo di assoluta protagonista, visti i numeri e i servizi che da sempre essa offre. Proprio per questo, credo che la posizione della nostra Camera di Commercio sarebbe più incisiva se dichiarata, con il conforto dell’attuale organo di governo, dalla Giunta Camerale di prossima elezione".
Il voto positivo della Giunta ha un valore di parere propositivo, ora la palla passa in mano al Consiglio camerale, composto da 27 persone, che deciderà se procedere o meno. Per procedere almeno 18 componenti dovranno votare a favore.
Sulla questione intervengono Savino Saraceni, presidente di Cna Chieti, e Letizia Scastiglia, direttore provinciale, che dichiarano che non c'è mai stato un no alla fusione e che il voto di ieri non è una sconfitta.
Entrambi contestano poi il metodo adottato ieri: "Siamo convinti che l'estrema debolezza che sta attraversando la Camera di commercio di Chieti in termini di rappresentatività non sia la migliore condizione per gestire una fase storica come la fusione con un'altra Camera di commercio. Ci battiamo perché scelte storiche per il sistema camerale vengano prese da organi rinnovati, pienamente nelle proprie funzioni e non dediti solo all'autoconservazione".
"Anche per questa ragione - sottolineano Saraceni e Scastiglia - ci chiediamo come sia possibile annunciare che la prima convocazione del nuovo Consiglio camerale avvenga prima della scadenza dell'attuale Consiglio, a dicembre, solo perché arriverà Squinzi che, vale la pena ricordarlo, non è il presidente degli imprenditori, ma di una delle associazioni che li rappresentano. La Camera è la casa delle associazioni, non di una sola di esse. Di fronte a questi atti di arroganza che non trovano fondamento neppure nelle regole, siamo fortemente amareggiati, perché con trasparenza e spirito di lealtà abbiamo cercato di portare la voce delle imprese da noi rappresentate nella gestione e nelle scelte dell'Istituzione camerale, ma c'è qualcuno che continua a volere che nulla cambi per conservare gli attuali equilibri. Ecco perché non ci sentiamo sconfitti, ed anzi continueremo la battaglia perché la fusione sia votata dai nuovi organi".

