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Dragaggio, Amicone replica a Febbo: "I pescatori sanno di chi è la responsabilità"

Redazione
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Mario Amicone, Direttore generale dell'ARTA Abruzzo, risponde all'assessore regionale all'agricoltura, Mauro Febbo, in merito al dragaggio del porto di Pescara: "E' vero - afferma Amicone - che l'ARTA aveva concordato 15 giorni di tempo per presentare le controanalisi e validare gli ultimi dati analitici sui sedimenti del porto, fissando per il 22 marzo il termine ultimo di consegna della documentazione dopo che il Sottosegretario Improta aveva annunciato nella riunione del 6 marzo che l'impresa appaltatrice aveva inviato nello stesso giorno all'Agenzia i risultati del proprio laboratorio di riferimento; ma tali dati in realtà sono pervenuti all'ARTA il 27 marzo scorso".

Amicone ribadisce che "i dati diffusi con la relazione di validazione dell'ARTA sono ancora ufficiosi perché è stata la stessa ditta Geopolaris, incaricata dalla SIDRA, a trasmetterli all'Agenzia in modo informale, senza alcuna firma nè rapporti di prova a corredo che ne certifichino l'ufficialità". E' dunque "irrilevante e superflua" la dichiarazione rilasciata da Improta, "secondo il quale il dragaggio non poteva iniziare senza la validazione dell'ARTA e che di conseguenza, senza dubbio in buona fede perché non aggiornato sull'evoluzione dei fatti, attribuiva all'ARTA stessa la responsabilità del mancato inizio del dragaggio".

Per quanto riguarda, invece, la richiesta della rimozione di Amicone dall'incarico di Direttore generale dell'ARTA che Febbo vorrebbe avanzare al Consiglio regionale, il diretto interessato ribatte: "Ma Febbo non è forse al corrente che la nomina e revoca di tale incarico è di competenza della Giunta di cui fa parte?".

E poi aggiunge: "Se l'Assessore dovesse davvero accertare danni alla marineria pescarese legati ai ritardi nel dragaggio, sono convinto che i pescatori non avrebbero certo bisogno della sua difesa, in quanto sanno benissimo di chi è la responsabilità di questa infinita emergenza. Piuttosto si preoccupi Febbo di trovare i ristori di cui la marineria ha diritto e non perda tempo a mettere insieme dossier a mio carico con prove inesistenti".

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