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Ad Auschwitz c’era un’orchestra femminile

Musica e teatro per il giorno della Memoria, 24 gennaio ore 21 al Teatro Massimo

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Terza edizione della rassegna Musica e Società per la giornata della Memoria, in scena sabato 24 gennaio alle ore 21 al Teatro Massimo con lo spettacolo teatrale e musicale “Ad Auschwitz c’era un’orchestra femminile”, grazie all’orchestra Femminile del Mediterraneo, diretta da Antonella De Angelis, alla partecipazione della Fondazione Dean Martin, con il patrocinio della Biblioteca Provinciale di Pescara, l’Anpi provinciale di Pescara, la Commissione Pari Opportunità della Regione, nonchè del Comune di Pescara e della Fondazione Pescarabruzzo.

Unanime l’intento degli organizzatori e patrocinatori di mantenere viva la conoscenza del passato, per ricordare gli orrori dei fanatismi che ancora oggi purtroppo si ripropongono a livello mondiale. Lontani da voler banalizzare la ritualità della giornata dedicata alla Shoah, gli enti coinvolti intendono veicolare i concetti di cultura ed umanità, supportando anche le iniziative di Emergency nel mondo e di Rishilpi Intenrational Onlus, contro le bambine spose del Bangladesh.

Le vicende raccontate in occasione del concerto, toccheranno dal vivo il pubblico narrando storie di vita vere di giovani donne internate.
I fatti portati in scena, infatti, sono tratti liberamente dal libro “ Ad Auschwitza c’era un’orchestra” della pianista cantante Fania Fènelon, deportata nel famigerato campo di concentramento, luogo in cui le SS vollero costituire un’orchestra femminile con le prigioniere. Verranno eseguiti brani amati dai gerarchi nazisti: Puccini, Mascagni, Beethoven, Brahms, Strauss, Caccini e Sibelius, che si intersecheranno con la narrazione e la drammatizzazione delle protagoniste , mettendo in luce gli stati psicologici delle deportate musiciste, costrette a suonare fino a 18 ore al giorno davanti ad un pubblico di prigionieri e carnefici.

Protagoniste del libro sono Fania Fènelon e Alma Rosè, interpretate  sul palco da Tiziana Di Tonno e Edma Marzoli, dopo un’analisi approfondita dei loro personaggi ed un’intensa riflessione sulle emozioni e suggestioni vissute da quelle donne nella tragicità degli eventi in corso.

Fania Fènelon, musicista francese, entrò a far parte dell’orchestra femminile, grazie alle sue doti canore e alla sua maestria al pianoforte. Aveva il compito di accompagnare le prigioniere al lavoro all’alba e al tramonto, di accogliere ogni nuovo arrivo di deportate e di allietare i momenti di svago degli ufficiali SS, capaci di commuoversi all’ascolto della musica e di mandare il giorno dopo i prigionieri nelle camere a gas. Fania scrisse il libro alcuni anni dopo la sua liberazione, avvenuta per mano delle truppe dell’Armata Rossa il 27 gennaio 1945, evento che pose fine al campo di concentramento di Auschwitz.

Alma Rosè invece era un’eccezionale violinista ebrea, nipote di Gustav Mahler e direttrice dell’orchestra. Il rapporto che nasci tra le due musiciste mette in luce il loro diverso modi di vivere il lager e la necessità di fare musicia: per Fania, suonare era un mezzo per sopravvivere e mantenere intatta la propria umanità; per Alma la musica era il fine su cui aveva costruito la propria identità e nulla le importava più se non fare bene il proprio lavoro e realizzare musiche sublimi, disinteressandosi degli effetti collaterali delle proprie azioni.

Lo spettacolo teatrale verrà proposto anche martedì 27 gennaio alle ore 21 al Teatro Comunale di Città Sant’Angelo e mercoledì 28 gennaio alle ore 21 al Teatro F.P. Tosti di Ortona.

 

 

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