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Trovato, nel tardo pomeriggio, l'accordo sul dragaggio

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Nel tardo pomeriggio, la protesta della marineria di Pescara è arrivata a Palazzo di città, mentre andava avanti l'occupazione dell'asse attrezzato che è rimasto chiuso nel tratto tra il cementificio e il centro. Lunghe file di auto hanno caratterizzato Pescara e dintorni.

Nel momento in cui il presidente del Consiglio Roberto De Camillis ha cominciato a fare l'appello dei presenti, armatori e pescatori, presenti in aula con una piccola delegazione, hanno cominciato a urlare, facendo notare che "Il fiume sta morendo" e che "180 famiglie non sanno cosa mangiare".

Non essendoci il numero legale, i lavori del Consiglio non sono cominciati. Poi l'incontro a porte chiuse con i rappresentanti della Regione. Dopo due ore di riunione è stato raggiunto l'accordo tra la marineria pescarese e la Regione Abruzzo, e immediatamente i manifestanti hanno abbandonato l'asse attrezzato che è tornato transitabile alle auto.

Domani in Consiglio regionale emenderà il decreto per l'impiego di 650 mila euro concernenti il fermo pesca straordinario di marzo e aprile 2013. 450 mila euro andranno alla marineria, e 200 mila euro agli operatori marittimi.

Per la questione concernente la cassa integrazione, la Regione si è impegnata a trovare l'accordo con l'Inps per l'anticipazione di 700 mila euro che sarebbero stornati dai tre milioni di euro vincolati per la marineria pescarese nell'ambito del Decreto Sviluppo. Il presidente Chiodi, durante la riunione ha avuto un colloquio telefonico con il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, ha riferito che il 23 e il 24 aprile saranno a Bruxelles per cercare un’accelerazione dello sblocco dei fondi europei destinati alla marineria pescarese.Intanto la giunta comunale di Pescara ha deciso la sospensione, sino a marzo 2014, del pagamento dell'Imu, della Tarsu e dell'addizionale dell'Irpef comunale per gli esponenti della marineria di Pescara, armatori, dipendenti, e chi è collegati all'indotto della categoria, che da oltre un anno e mezzo non possono lavorare.

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