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Crollo asse attrezzato, il comitato No Rifiuti: "Fogna nel fiume, è emergenza ambientale"

"Intervenga la Procura". Il Comune: "Attivata la vecchia condotta"

la redazione
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Aggiornamento ore 15.00

In funzione la vecchia condotta, per bypassare quella danneggiata dal crollo del muro di sostegno dell'asse attrezzato. Lo rende noto il vicesindaco di Pescara, Enzo Del Vecchio, sottolineando che "per tenere sotto stretto monitoraggio lo stato della condotta, il flusso è stato prima interrotto e successivamente riattivato, tanto che attualmente la condotta è in funzione sia pure con una portata ridotta. Un passo importantissimo - dice il vicesindaco - perché consente innanzitutto al depuratore di non interrompere il suo ciclo e di monitorare la quantità che arriva allo stesso impianto".

"Proseguono a ritmo serrato su via Raiale tutte le attività lavorative programmate per ripristinare la funzionalità di tutte le infrastrutture coinvolte nel cedimento di parte dell’asse attrezzato - afferma ancora Del Vecchio - Anas e Aca operano senza sosta da domenica notte, hanno continuato a lavorare anche durante la scorsa notte per verificare lo stato della condotta dismessa da utilizzare in via emergenziale in sostituzione di quella andata distrutta. Dopo aver effettuato delle riparazioni nella giornata di ieri e durante la notte, stamane è stato possibile riattivare le pompe che hanno immesso gradualmente acqua all’interno della condotta e senza troppe forzature la stessa al momento garantisce funzionalità.


“Il crollo della condotta fognaria che portava gli scarichi cittadini al depuratore è una vera e propria emergenza ambientale”. Lo dichiara Alessio Di Pasquale, segretario del Comitato No Rifiuti. “Da tre giorni i liquami finiscono direttamente nel fiume Pescara e, da lì, al mare. Un caso eclatante di inquinamento per questo chiediamo che la magistratura faccia il suo dovere accertando e trovando i responsabili di questo danno incalcolabile all’ambiente e alla salute dei cittadini".

"Troviamo vergognoso – aggiunge Di Pasquale – che il vicesindaco di Pescara dichiari che 'l’unica certezza è che, con la fogna fuori servizio, i liquami di Pescara non finiscono più al depuratore ma direttamente nel fiume'. Tutto lascia presagire che i residui fognari continueranno a finire nel fiume, anziché nel depuratore, per altri giorni aggravando e compromettendo ulteriormente la salute del nostro fiume e del nostro mare a pochi giorni dall’apertura della stagione estiva e senza conoscere gli effetti sul pescato".

"Una notizia che non avremmo mai voluto sentire proprio il giorno in cui viene pubblicato il report sullo stato di salute del mare che parla di fiumi troppo inquinati. In questi tre giorni - dice ancora il segretario - poteva essere già rimessa in funzione la vecchia conduttura che avrebbe assunto la funzione di un vero e proprio bypass evitando ulteriore sversamento nelle acqua del Pescara. Chiediamo anche certezza sui tempi di ripristino della condotta crollata: una tempistica che indichi senza dubbi o giochi di parole. Non ci accontentiamo di sentirci dire che “è difficile stabilire i tempi”: una amministrazione deve essere in grado di fronteggiare anche le emergenze e gli imprevisti soprattutto se sono di questa portata e se mettono a rischio, come succede quando una fogna che raccoglie le acque nere di oltre 120.000 persone al giorno sversa nel fiume e, quindi, nel mare, la salute di decine di migliaia di persone".

"A questo punto non possiamo accettare le dichiarazioni 'soporifere' del sindaco di Pescara né quelle dell’assessore regionale all’ambiente. Chiediamo ufficialmente alla Procura di Pescara di accertare le responsabilità sia del crollo della struttura che dell’inquinamento del fiume e del mare che procede ininterrotto da tre giorni”, conclude Di Pasquale.

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