E' tornato in ospedale il 50enne che ieri era stato denunciato dalla polizia dopo aver aggredito un infermiere nel reparto di Ortopedia. L'uomo è parente di una paziente ricoverata e oggi è andato regolarmente a far visita alla congiunta, ma la sua presenza e il suo atteggiamento, secondo quanto appreso, avrebbero creato apprensione e tensione nel personale. La Asl di Pescara non commenta l'episodio odierno, ma ribadisce la necessità e l'urgenza di "strumenti di tutela più efficaci e tempestivi".
Intanto il direttore dell'Uoc di Ortopedia ha chiesto l'intervento del prefetto e del questore. L'uomo, ieri mattina, per futili motivi, avrebbe spinto a terra e preso a calci un giovane infermiere. Immediato l'intervento degli addetti alla sicurezza dell'ospedale e della polizia. L'operatore, un giovane, estremamente scosso per l'accaduto, è stato poi visitato dal personale sanitario, ma non ha riportato conseguenze fisiche significative. Il 50enne, invece, è stato denunciato a piede libero e oggi ha potuto fare regolarmente visita alla parente.
La direzione strategica della Asl di Pescara esprime "vicinanza e solidarietà al personale del reparto di Ortopedia coinvolto e ribadisce la necessità di garantire, in ogni contesto, la sicurezza e la serenità degli operatori sanitari, condizioni indispensabili per assicurare continuità e qualità dell'assistenza ai cittadini. Nel pieno rispetto delle prerogative delle autorità competenti - prosegue - la direzione ritiene doveroso richiamare l'attenzione sull'urgenza di strumenti di tutela più efficaci e tempestivi, affinché episodi simili non si ripetano e non compromettano la funzionalità dei reparti e la fiducia della collettività nel servizio sanitario pubblico".
"La violenza contro il personale sanitario - conclude la Asl - rappresenta una ferita per l'intera comunità : difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti".

