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Dalla storia alla modernità: presentazione del libro Cervelli scritto dal Dottor Nicola Chiulli

Sabato 18 gennaio si è tenuto un incontro significativo organizzato dall'associazione Spazio Donna Abruzzo

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Sabato 18 gennaio si è tenuto un incontro significativo organizzato dall'associazione Spazio Donna Abruzzo. Hanno partecipato il Sindaco Carlo Masci e l'Assessore Valeria Toppetti, i quali hanno offerto a tutti i presenti spunti di riflessione, sottolineando l'importanza di interrogarsi sul tipo di educazione che stiamo trasmettendo ai bambini di oggi, futuri uomini di domani. È fondamentale avviare questo percorso a partire dalle scuole, dalle istituzioni e dalle comunità educanti. 

Sono seguiti i saluti del professor Paolo Rosato, che ha presentato l'associazione Profumo di Scena. Rosato ha evidenziato l'importanza del contesto e il coinvolgimento dei ragazzi nella promozione di attività artistiche, sottolineando come l'espressione teatrale rappresenti non solo una forma di apprendimento, ma anche un modo per valorizzare le emozioni e le forme espressive dei giovani. Inoltre, ha portato i saluti di Dario Verziulli, presidente dell'associazione Autismo Abruzzo, con la quale condividono uno spazio comune insieme all'associazione Spazio Donna Abruzzo. 

La giornata è proseguita con la presentazione del romanzo "CERVELLI," scritto dal dottor Nicola Chiulli, ambientato in un manicomio nella laguna di Venezia. L'autore ha condiviso diversi brani del suo libro, descrivendo la realtà di queste strutture e il destino delle persone internate, molte delle quali soffrivano di patologie psichiatriche. Chiulli ha evidenziato un periodo di trasformazione della società, in cui venivano internate non solo persone con gravi disturbi, ma anche individui considerati indesiderabili, creando un parallelo con i clochard di oggi e le difficoltà che questi malati affrontavano nel reinserirsi in una società che non riconoscevano. Spesso, al momento delle dimissioni, si rifiutavano di lasciare le strutture, che rappresentavano un conforto per loro.

L'autore ha descritto le varie sfumature delle loro esperienze e come la società reagisse di fronte a queste problematiche, mostrando comprensione e accettazione. Ha anche sottolineato l'importanza della legge Basaglia (Legge 180), che ha segnato l'inizio di una svolta determinante nella chiusura dei manicomi, un processo avvenuto in modo lento e progressivo, ponendo fine alla vita di sofferenza di queste persone all'interno delle strutture.
Dopo la narrazione del dottor Chiulli, moderata dal giornalista Enzo Verrengia, è proseguito un dibattito, introdotto dal sindaco e dall'assessore Toppetti, che hanno partecipato attivamente insieme alla dottoressa Carmen Cini. Quest'ultima ha condiviso la sua esperienza di 40 anni nel CEIS Pescara, sottolineando il rischio dell'uso prolungato e incontrollato di smartphone, social media e altre piattaforme online, che hanno portato a una vera e propria dipendenza digitale tra i giovani. Questa condizione, caratterizzata da un'ossessione per lo scrolling e la continua connessione a Internet, comporta vari pericoli, tra cui l'isolamento sociale, l'esposizione a contenuti inappropriati e un impatto negativo sulla salute mentale, con ansia, depressione e problemi di autostima. 

La dipendenza digitale coinvolge non solo i giovani, ma l'intera famiglia, poiché le tensioni e le preoccupazioni diventano parte della dinamica familiare. Risolvere queste dipendenze richiede un approccio olistico che coinvolga genitori, educatori e professionisti della salute, sviluppando strategie di prevenzione e intervento che considerino tutte queste problematiche interconnesse. 

Su questo tema, il dottor Marco Diodato, referente della mAd Academy, ha sottolineato l'importanza di instaurare un dialogo aperto con i ragazzi, affinché possano comprendere chi detiene realmente il controllo: loro stessi, o il loro cellulare. Questo dialogo è essenziale per promuovere l'autoconsapevolezza nei giovani e incoraggiarli a riflettere sul proprio rapporto con la tecnologia, favorendo un uso responsabile e consapevole dei dispositivi digitali. 

A chiusura dell'incontro, Luciano Pasetti, vicepresidente provinciale di Pescara e consigliere regionale dell'associazione AIDO, ha messo in evidenza la necessità di sensibilizzare le scuole sull'uso di droghe e alcol tra gli adolescenti. Tali comportamenti possono compromettere la salute dei ragazzi e aumentare il rischio di dover affrontare un trapianto di organi.

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