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Anna Tosti e Giorgio Ciampoli – Quali Ricordi

La storia di una vita raccontata in un libro

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19 luglio 2026, presso Porto Antico di Pescara, nell’ambito del Festival Il Fiume e la Memoria, la presentazione di un particolare libro che racconta della vita e della storia di una famiglia tratti dai ricordi di un uomo che ha attraversato un’epoca storica dalla fine dell’ottocento al dopoguerra.

Quest’uomo era Giorgio Ciampoli che con la moglie Anna Tosti aveva formato una famiglia classica italiana vivendo la propria vita con onestà, rettitudine, rispetto e amore.

Il desiderio di raccontar e di scrivere di questa famiglia nasce nel momento in cui per ricostruire un immobile si sono dovuti togliere masserizie e ricordi dall’appartamento del padre di Giorgio Ciampoli che per molti anni ha creato e gestito un’importante attività economico commerciale nella zona di Porta Nuova in Pescara.

Come capita spesso da un lavoro difficile e a volte noioso nasce un’idea suffragata dalla capacità narrativa di Vittorina Castellano che insieme al marito Giorgio Ciampoli, omonimo del nonno, di far conoscere la storia della famiglia traendo spunto da ricordi, scritti e foto trovati in una vecchia scatola di cartone conservata nello scrittoio.

Giorgio Ciampoli era un giovane carabiniere, con la semplice terza elementare, che fece carriera nell’arma dei Carabinieri e sposò Anna Tosti nipote di Francesco Paolo Tosti musicista. 

Le storie e la storia della famiglia ricavate dai documenti ritrovati hanno restituito al nipote Giorgio la memoria della narrazione fatta dal nonno e soprattutto dal padre che raccontava sempre episodi di vita vissuta.

La lettura degli appunti scritti in un quadernino ha dato lo spunto e la voglia di scrivere un libro dedicato al protagonista e alla sua famiglia da qui il titolo: Anna Tosti e Giorgio Ciampoli – Quali Ricordi.

Giorgio Ciampoli, dopo l’introduzione della tappa del Festival fatta da Milo Vallone e dalla presentazione del giornalista Luca Pompei, invitato dalla moglie Vittorina Castellano, ha raccontato che il nonno aveva scritto le memorie in età avanzata proprio con l’obiettivo di non far dimenticare una vita trascorsa.

“Scrivo queste pagine perché i miei figli sappiano pensare e considerare che cosa sia stata la vita di chi non disponendo che della propria volontà e di un sano sentire privo di mezzi e di appoggi ha dovuto costruire il proprio cammino passo dopo passo non vi è stato nulla di straordinario nelle mie vicende se non la determinazione a non cedere, a non compiere quel passo falso che senza dubbio avrebbe potuto trascinarmi a toccare il fondo lontano dalla strada onesta così ebbe inizio il mio arduo cammino non con privilegi ma con sacrifici, non con certezze ma con speranza e se sono giunto a una vita dignitosa lo devo a quelle radici sane e profonde al cuore grande di mia madre, all'esempio di mio padre e a quella voce interiore che fin da ragazzo mi spronava ad agire con coscienza e mi diceva di restare fedele a me non sono mai stato capace di disobbedire né di mancare di affetto e di figliale rispetto verso mio padre il quale peraltro era spesso soggetto a indisposizione d'altra parte una famiglia numerosa aveva bisogno di pane e il pane si guadagna con il lavoro senza tante chiacchiere né con indugi”

Questi primi pensieri ad apertura dei ricordi scritti nel quadernino che sono stati il motivo conduttore che ha fatto conoscere uno spaccato di vita dell'Italia. Storia dell'Italia attraverso queste memorie che ricostruiscono periodi dal secondo decennio di fine ottocento fino agli anni sessanta.

Giorgio Ciampoli lavorava ad Ortona con la famiglia perché avevano i trasporti e quindi, fin da bambino, curava i cavalli, portava i bagagli, si dava da fare perché aveva una famiglia molto numerosa in quanto, dopo la morte della mamma, il padre si risposò con un'altra signora vedova con figli e in totale avevano 11 bocche da sfamare.

Nacque nel 1973 e a 20 anni, con la sola terza elementare, si arruolò nell’Arma dei Carabinieri e girò tutta l’Italia con vari gradi di comando. Si congedò nel 1926 conservando sempre una fedeltà al bene, vero volano per una vita straordinaria.

Il suo tour italiano non fu semplice perché visse tutti i periodi storici difficili della guerra e della ricostruzione, dalla costituzione delle colonie africane fasciste ai moti dei contadini alla malaria delle terre ferraresi, agli anarchici che assaltavano le caserme.

Nel libro oltre la storia dell’Italia raccontata attraverso l’esperienza del protagonista è importante ricordare la grande storia d’amore di Giorgio Ciampoli.

Conobbe Anna Maria Tosti durante una vacanza quando fece ritorno ad Ortona. S’innamorarono subito e decisero di sposarsi approfittando del ritorno dello zio ad Ortona Francesco Paolo Tosti che regalò alla nipote un paio di orecchini. Orecchini che attualmente sono portati non senza orgoglio da Vittorina Castellano.

“Quando sono arrivata io in famiglia – ha raccontato Vittorina - giustamente mi hanno un giorno chiamato da parte i miei suoceri con un sacchettino dicendo ora ti diamo un bene di famiglia, devi conservarlo perché noi siamo molto legati a questa cosa ma non tanto proprio come valore ma come ricordo di famiglia”

Bisogna ricordare che durante lo sfollamento chi rimaneva nelle città molto spesso depredava le case rimaste incustodite e anche la loro famiglia fu oggetto di tali imprese criminose, quindi gli orecchini hanno ancora di più importanza.

Nel libro presentato si parla anche di due lettere che la zia Berthe, la moglie di Francesco Paolo Tosti, aveva scritto al fratello della nonna Anna che viveva a Roma. Questa zia non volle che si scrivessero le memorie di Tosti perché diceva di essere la sola a corrente di tanti episodi delicati della vita del marito e anche dei pettegolezzi che lo avevano accompagnato nella vita.

Il racconto del libro fatto, da Vittorina Castellano e da Giorgio Ciampoli. ha affascinato i presenti che sono giunti numerosi per ascoltare ed elogiare chi ha saputo, attraverso gli appunti e le frasi ritrovate, ricreare la storia di una famiglia nel contesto italiano.

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