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Giovani vincenti: Giuseppe di Paolantonio e Adriana Mansi ci presentano l'orto urbano di via Sacco

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Può esistere un angolo di paradiso bucolico nel bel mezzo della città? A Pescara sì, per di più a Rancitelli, uno dei quartieri più tristemente noti alle cronache locali.

Dopo la storia di Chiara Spina, che ci ha parlato della sua vita da "mamma edicolante", questa settimana incontriamo un gruppo di giovani vincenti molto particolari, i ragazzi dell'orto urbano di Via Sacco a Pescara.

Portavoce del gruppo sono Giuseppe di Paolantonio e Adriana Mansi. Trentasei anni lui, trentatré anni lei, entrambi teramani di nascita ma pescaresi di adozione, sono rispettivamente presidente e vicepresidente dell'associazine di promozione culturale e sociale Radici. Fondata nel 2013 da Adriana e Giuseppe con Antonio Petroccione e Claudio Di Lorenzo, l'associazione ha sede in via Sacco, appunto, e si occupa della gestione dell'orto urbano, un piccolo gioiello naturalistico incastonato tra i palazzi di Rancitelli.

Buongiorno ragazzi, che cosa è l'orto urbano?

Adriana - E' uno spazio in cui coltiviamo i prodotti della terra praticando un tipo di agricoltura biologica e sinergica.

Come vi è venuta l'idea di creare un orto in città?

Adriana - Tutto è iniziato alcuni anni fa ed è partito da un laboratorio artigianale che si trova appunto in via Sacco. Il vecchio proprietario di questo laboratorio, un anziano restauratore, accoglieva nella sua bottega dei ragazzi per insegnare loro il mestiere. Proprio accanto a questo laboratorio c'era un terreno incolto, usato praticamente come discarica. Alcuni ragazzi che frequentavano il laboratorio hanno deciso di ripulire e bonificare questo terreno per crearci qualcosa di produttivo ed è nato l'orto. Piano piano questo spazio ha iniziato a essere sempre più frequentato, ha iniziato a essere un luogo di incontro, di scambio di idee e comunione di intenti e attività. Con il passare del tempo ha assunto una forma sempre più organizzata, fino ad arrivare nel settembre del 2013 alla fondazione dell'associazione.

Avete detto che nell'orto si pratica l'agricoltura sinergica. Di cosa si tratta?

Giuseppe - Nell'orto ė sempre stata praticata un'agricoltura biologica, senza l'ausilio di prodotti chimici. Inizialmente ci basavamo su un tipo di agricoltura tradizionale, cercando tra i prodotti e gli strumenti della natura i metodi per curare le piante, il classico esempio ė quello degli insetti buoni che scacciano gli insetti nocivi. Con il passare degli anni ci siamo ispirati sempre di più ai principi dell'agricoltura sinergica, che consiste nello sfruttare la capacità delle piante di aiutarsi a vicenda. In poche parole esistono delle piante che, se messe vicine ad altre, ne favoriscono la crescita e la produttività.

Come  vi organizzate per la cura e la gestione dell'orto?

Adriana - Abbiamo un calendario di turni, soprattutto in Estate, quando bisogna dare l'acqua quotidianamente. Il sabato ė la giornata del lavoro comune e del raccolto. Naturalmente il lavoro comune diventa anche un momento di condivisione e convivialitá, ci riuniamo, prepariamo da mangiare, stiamo insieme. A fine giornata, se c'è abbondanza di prodotti, tutto viene spartito equamente a seconda delle necessità di ognuno.

Giuseppe - L'orto rappresenta un momento di condivisione non solo dei prodotti della terra ma anche di esperienze e rapporti umani. Le persone, come le piante, sono tutte diverse le una dalle altre e possono essere in maggiore o minore sinergia tra di loro. Noi abbiamo adottato un sistema di regole per mantenere alta la nostra sinergia. Per fare un esempio, nell'orto e nelle nostre attività non si parla di politica. Anche quando si creano delle discrepanze Ä— proprio l'orto lo strumento che utilizziamo per risolvere i conflitti. Il nostro obiettivo principale  Ä—, infatti, il benessere dell'orto e abbiamo tutti la consapevolezza che è necessario che tutti ci impegniamo a lavorare per garantirlo. Questo ci porta automaticamente a mettere da parte i conflitti.

Che genere di attività svolgete nel vostro spazio?

Adriana - organizziamo molte attività aperte a tutti, non solo ai ragazzi dell'orto. Le nostre attività non riguardano solo l'agricoltura in senso stretto. Abbiamo costruito un forno a legna e facciamo spesso il pane, organizziamo laboratori  di riciclo e recupero creativo per bambini, laboratori artistici e di teatro. Tutto questo Ä— possibile grazie a un lavoro di rete che svolgiamo con altre associazioni del territorio come Terraemani, Snodo, Meriarte, Sinergi Natura e il gruppo di teatro DDT di Via Sacco. La nostra idea Ä— quella di creare una sorta di "banca del tempo". Io dono il mio tempo per fare qualcosa con te e viceversa. Lo scambio sta alla base di tutte le nostre attività, non c'Ä— nessun lucro in quello che facciamo. Spesso, per esempio, partecipiamo ai mercatini portando in scambio i nostri semi.

Giuseppe - Per fare un altro esempio, qualche tempo fa abbiamo organizzato "Arte in orto". Abbiamo invitato alcuni artisti a realizzare delle opere nel nostro orto, in cambio noi abbiamo preparato da mangiare con i nostri prodotti. Le loro opere ci sono poi state donate e sono diventate parti integranti dell'orto.

Come vi fate pubblicità?

Giuseppe - Fondamentalmente con il passaparola. Spesso le persone vengono a trovarci perché hanno sentito parlare di noi. Io personalmente sono stato invitato da due signore a fare l'orto a casa loro. Una abita poco fuori Pescara, l'altra dietro la stazione. Questa ė una cosa significativa, proviamo a pensare a cosa potrebbe succedere se si potesse estendere in alte zone della città...

Adriana - Crediamo in quello che facciamo e, considerato quello che siamo riusciti a realizzare a Rancitelli, pensiamo che la nostra idea si potrebbe estendere ad altre zone della città. Abbiamo provato a cercare anche il sostegno delle istituzioni, ma abbiamo capito che non è la via giusta da prendere.

Perché?

Adriana - Per fare un esempio, io sono una maestra nella scuola dell'infanzia. Naturalmente ho fatto l'orto a scuola ed è stata un'esperienza molto positiva per i bambini. Prendersi cura di esseri "viventi", perché la piantina senza acqua muore, li aiuta a responsabilizzarsi. Senza considerare che l'orto aiuta a diffondere uno stile di vita e di alimentazione più sano e consapevole. I bambini imparano che le carote che mangiano nascono dalla terra e non nel supermercato. Ho avuto tanti bambini che prima non mangiavano le verdure e ora lo fanno, con grande gioia mia e dei genitori. Tutto ciò, però, ė stato possibile perché lavoro in una scuola privata. Ho provato a presentare il progetto nelle scuole pubbliche, ma non ci sono mai le risorse per realizzarlo.

La vostra non è un'attività lavorativa in senso stretto, ma è molto significativa. Vi sentite, per questo, giovani vincenti?

Giuseppe - io mi sento per lo più un "giovane camminante". Credo fortemente nella produzione di cultura e che questa vada fatta a piccoli passi, attraverso il nostro esempio si potrebbe educare la gente a uno stile di vita più sano e sostenibile, anche dal punto di vista dei rapporti umani e della socialità. Anche all'interno delle città si possono ricreare dei luoghi in cui sentirsi come in una "grande famiglia".

Adriana - Nel nostro orto alberga un riccio, ci sono varie specie di uccelli, tra cui passeriformi e merli, ci sono le rane. Addirittura sono tornate le lucciole, che in natura sono indicatori della salubrità dell'aria. Se tutto questo Ä— stato possibile in una città, il  risultato non può che essere considerato una vittoria.

Un'ultima domanda...un esempio di piante sinergiche e non sinergiche tra loro?

Adriana - Mi viene da pensare al pomodoro e alla melissa, quest'ultima addirittura riesce a esaltare il sapore del primo.
Giuseppe - In genere non sono sinergiche le piante appartenenti alla stessa famiglia, per esempio il pomodoro non andrebbe piantato vicino al peperone.

Marzio Santoro, autore delle clip video che aprono e chiudono Italy in a Day, il "social film" di Gabriele Salvatores, ha realizzato questa magnifica clip video per l'orto di via Sacco.

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