L'Ospedale "San Massimo" di Penne resterà un no-Covid

Sospiri: "Stiamo lavorando per risolvere il problema della crescita esponenziale dei ricoveri nel solo Ospedale di Pescara senza ‘sporcare’ altre strutture sanitarie"

| di Riccardo Camplone
| Categoria: Politica
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“L’Ospedale civile di Penne, il ‘San Massimo’, resterà nosocomio no-Covid. Attualmente è predominante la circolazione della variante inglese del virus, che però nella città vestina non c’è almeno per ora, dunque sarebbe assurdo importarvi ‘casi’ dall’esterno. Piuttosto stiamo lavorando per risolvere il problema della crescita esponenziale dei ricoveri nel solo Ospedale di Pescara senza ‘sporcare’ altre strutture sanitarie che sicuramente saranno utili per assorbire i pazienti no-Covid per il trattamento di altre patologie.”

È la rassicurazione arrivata dal Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri intervenendo nella querelle sollevata circa la paventata possibilità di rendere di nuovo Covid-Hospital il nosocomio di Penne.

“Ritengo che la questione possa già ritenersi chiusa – ha sottolineato il Presidente Sospiri –: il ‘San Massimo’ resta un ospedale no-Covid, in questo momento non sarebbe una scelta né logica né tantomeno opportuna una diversa ipotesi. Innanzitutto, per una ragione squisitamente di strategia sanitaria, ovvero secondo i dati attuali, nella struttura almeno sino a oggi non si registrano ‘casi’ della variante inglese, che invece sono fortemente presenti a Pescara. Dunque, non ci sembra razionale importare casi al ‘San Massimo’ con ipotetiche conseguenze di trasmissibilità che tutti possiamo immaginare. In secondo luogo parliamo anche di strategia organizzativa: stiamo investendo in termini di risorse, di personale e di strutture nell’Ospedale di Penne, nella prospettiva di una sua crescita, dunque oggi la struttura può sostenere in modo efficace Pescara, che è un Covid-Hospital, nell’assorbire parte dell’utenza che deve svolgere prestazioni no-Covid e che possono essere dirottate nell’area vestina anche per effettuare le proprie prestazioni con maggiore tranquillità. Il problema generato dal contemporaneo ricovero di un numero elevato di pazienti Covid a Pescara lo risolveremo nell’ambito del ‘Santo Spirito, senza la necessità di ‘sporcare’ altri nosocomi del territorio. Di certo tale consapevolezza deve rappresentare un ulteriore monito nei confronti dei cittadini affinché tutti collaborino osservando le regole per contrastare e contenere quanto più possibile ogni possibilità di contagio.”

Riccardo Camplone

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