"Apro Google, cerco la parola “pacchia”, pronunciata dal consigliere comunale Pettinari con un velato intento denigratorio nei confronti del consiglio comunale di Pescara che si sta occupando del Dup e del Bilancio di previsione e che, per questo motivo, si sta riunendo più volte. Google mi ricorda che “pacchia” è una “voce allusiva a una situazione straordinariamente vantaggiosa sul piano materiale”. Io non ci sto a prendere queste lezioni pseudo moralistiche da nessuno, soprattutto mi sembra assurdo che parli di “pacchia” un ex consigliere regionale di lungo corso. Pettinari, lo ricordo a chi avesse la memoria breve, per dieci anni è stato consigliere regionale: un ruolo di grande responsabilità, ci mancherebbe, che prevede un emolumento pari a circa 8.000 euro al mese. Non sto qui a calcolare la somma totale che ha percepito per la sua attività di consigliere regionale e non credo che, di fronte a quei compensi, qualcuno si sia mai permesso di offendere Pettinari. Non vorrei essere io, quindi, a scendere al suo livello e a usare la parola “pacchia” per i lauti compensi ricevuti per la sua attività istituzionale in Regione, che immagino fosse di gran lunga inferiore - come impegno - all'attività di consigliere comunale rispetto al quale c'è un tetto di emolumenti (2.700 euro lordi al mese) anche se le riunioni del consiglio comunale si susseguono per giorni e giorni".
Così in una nota Maria Luigia Montopolino, capogruppo della Lega in consiglio comunale. "Ricordo inoltre a Pettinari che se le sedute del consiglio comunale si protrarranno oltre i limiti a lui congeniali è per la miriade di emendamenti e sub-emendamenti presentati dalla minoranza che rispettiamo e ascoltiamo quotidianamente, tant’è che siamo sempre presenti in aula per votare, e lì resteremo. Insomma sono altri ad alimentare la “pacchia”, come la definisce Pettinari, sicuramente non è la maggioranza, e i tentativi di trovare una sintesi sono risultati vani, fino ad ora. Noi viviamo questo passaggio istituzionale con la massima serietà, senza sminuire né tentare di offendere chicchessia, e chiediamo lo stesso a chi crede di essere partecipe di una “pacchia”, in aula, e percepisce esattamente come tutti noi l'indennità di consigliere comunale. Mi chiedo quindi: non è, forse, che dietro tutti gli emendamenti presentati in Consiglio, c'è la volontà di raggiungere il massimo della indennità erogabile?", conclude.