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Ospedale di Penne smantellato, Sospiri: "E' una vergogna"

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“Il silenzio del sindaco di Penne, Rocco D’Alfonso, dipendente del Governatore D’Alfonso, cooptato per un posto nella sua Segreteria particolare, è valso la distruzione dell’ospedale civile ‘San Massimo’ completamente smantellato: via la gestione delle emergenze, via il Pronto soccorso, sostituito da un’autoambulanza attrezzata, via interi reparti, resta una cattedrale nuova, trasformata in poliambulatorio, con una mortificazione spaventosa del personale. Una vergogna che porta la firma del Pd che ha cancellato il diritto alla salute della popolazione vestina, e contro la quale Forza Italia continuerà una battaglia senza tregua”.

Lo ha annunciato il Capogruppo di Forza Italia, alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri.

“Con un colpo d’accetta il Governatore D’Alfonso, Commissario straordinario alla Sanità, ha applicato la tagliola del Decreto Lorenzin e ha smantellato un ospedale di portata strategica come il ‘San Massimo’ di Penne – ha ricordato il Capogruppo Sospiri -. Nel linguaggio politichese la chiamano ‘riconversione’ da ospedale di primo livello a ospedale di area disagiata, con l’obiettivo di edulcorare la pillola agli occhi dei cittadini che però devono sapere che d’ora in avanti per farsi curare, soprattutto in caso di emergenze, come un infarto o un ictus, dovranno arrangiarsi, ovvero farsi portare sino a Pescara e sperare nella salvezza. Cancellate l’emergenza, la rianimazione e la terapia intensiva, il neo-direttore generale parla della conservazione del Pronto soccorso, ben sapendo che la struttura potrà garantire solo un’assistenza in loco per i codici bianchi o verdi, ovvero per i ‘casi’ blandi, insomma una stanza in cui somministrare aspirina, e verrà invece sostituito da un’autoambulanza attrezzata per il trasporto dei codici gravi, gialli e rossi, su Pescara o dove ci sarà posto, una roulette russa per i pazienti, costretti a percorrere chilometri, in qualunque condizione, anche con la neve, per essere curati. Non solo: chiusi i reparti, e questo è già evidente oggi, basta fare un giro nella struttura per trovare lunghi corridoi vuoti, ascensori fermi, personale ridotto e demotivato, resteranno solo gli ambulatori per le visite e gli esami dall’esterno, una sorta di ‘presidio di base territoriale’, dunque, sullo stile dell’ex Baiocchi a Pescara, nulla a che vedere con l’ospedale efficiente, operativo, con reparti d’eccellenza, che è sempre stato il ‘San Massimo’, capace di reggere 14.415 accessi l’anno al solo Pronto soccorso, utenza che ora sarà dirottata sul Pronto soccorso di Pescara, già al collasso, e con un tasso di occupazione dei posti letto l’anno pari all’84,38 per cento. Ma la vergogna inaccettabile è che tale declassamento stia avvenendo nel completo silenzio del sindaco Rocco D’Alfonso, che ha completamente abdicato e ha tradito il mandato affidatogli dai suoi cittadini, ovvero difendere i loro bisogni e il loro diritto alla salute.

Ed era scontato visto che parliamo di un sindaco che dallo scorso gennaio è entrato a far parte come dipendente della Segreteria particolare del Governatore D’Alfonso, ovvero di colui che ha posto la propria firma sulla morte del ‘San Massimo’, un sindaco che ovviamente oggi non può più parlare, senza rischiare di perdere la propria occupazione, il suo silenzio, dunque, per la chiusura di un intero ospedale. Forza Italia, ovviamente, si prepara a salire sulle barricate, come già stiamo facendo a Popoli, dove c’è ormai un presidio fisso per ‘occupare’ l’ospedale e impedirne la chiusura, in questo caso però vedendo schierato contro la Regione anche il sindaco Pd. Da mesi abbiamo presentato le nostre controproposte al Governatore D’Alfonso, ovvero misure alternative al Decreto Lorenzin perfettamente attuabili nella Asl pescarese che è in perfetto pareggio di bilancio; non ha eccedenze di posti letto, e per i Lea, ossia le eccellenze, siamo a metà classifica. Da un lato abbiamo proposto il riconoscimento per Pescara, ossia per un bacino di 350mila abitanti, di 1 Dea di primo livello e 2 ospedali di base, Penne e Popoli, esattamente come per Teramo. In seconda istanza abbiamo chiesto di predisporre che l’intera rete della sanità pescarese venga organizzata come ‘Ospedali Riuniti Pescaresi’ e che i 121mila accessi annui minimi nei tre Pronto soccorso (dato 2014: 95.696 Pescara; 14.415 Penne; 11.718 Popoli) siano pensati come ‘spalmati’ sui tre territori. Rilanciamo formalmente le due iniziative – ha detto il Capogruppo Sospiri -, ricordando al Governatore D’Alfonso che, tra meno di due mesi il suo dipendente, Rocco D’Alfonso, non sarà più sindaco di Penne e a quel punto non potrà più silenziare la protesta del territorio che porteremo in piazza”.

 

 

 

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