A mezzanotte il cielo si accende, i calici si alzano, le case si riempiono di auguri.
Ma da qualche parte le luci sono al neon, il silenzio è rotto da un campanello, e il tempo si misura in respiri.
Stanotte migliaia di infermiere e infermieri, medici, OSS, ostetriche, tecnici sono in corsia. Lontani da casa. Vicini a chi soffre.
Per loro non è festa. È cura. È responsabilità . È umanità .
C’è chi resta per permettere a un collega di tornare dalla propria famiglia. C’è chi copre un turno anche quando è stanco, anche quando non sta bene. È una solidarietà che non è scritta nei contratti né nelle leggi, ma che tiene in piedi la sanità .
Il loro brindisi è un augurio sussurrato a un letto. Un sorriso dato a chi è solo. Un abbraccio che non si vede, ma che salva. In quei gesti c’è tutto: dignità , rispetto, amore per il lavoro. C’è la parte più bella di questo Paese.
A chi stanotte veglia sugli altri, spesso invisibile, spesso dimenticato, va il nostro grazie più profondo.
E l’impegno a non smettere di lottare per la dignità del lavoro, per contratti rinnovati, per rispetto e giustizia.
Buon anno a chi cura, anche quando nessuno guarda.
RSA FP CGIL – Rappresentanza Sindacale Aziendale

