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Il Lunedì del Delfino

Qual è il vero volto di questa squadra?

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Di tanto in tanto vale la pena ricordare che il dovere di cronaca impone a chi scrive di provare a dialogare sempre in maniera oggettiva con il potenziale lettore. Potrebbe sembrare un approccio scontato, ma in rari casi così non è, come oggi, ad esempio, che ci vediamo costretti a commentare una vittoria, quasi fosse una sconfitta.

Due sono stati senz’altro gli aspetti positivi dell’incontro di sabato scorso, i tre punti, che rappresentano l’equivalente di quanto in precedenza conquistato complessivamente nelle nove precedenti gare disputate, e le due reti di Gianluca Lapadula, andate a rinforzare le attese rispetto all’unico reale e concreto obiettivo rimasto al Delfino, in altre parole la vittoria del suo bomber nella classifica dei cannonieri.

Si dirà che lo scopo di ogni squadra nel calcio è di conquistare più punti possibili, a prescindere dallo spettacolo, vero anche questo, se non fosse che Massimo Oddo ha da sempre profetizzato la teoria secondo la quale solo dal bel gioco possono arrivare anche i risultati. Come dargli torto, infatti? Da quando il suo (e nostro) Pescara ha dismesso i panni della squadra bella e concreta che aveva incantato e convinto tutti i tifosi e gli appassionati di questo sport, anche la classifica ha iniziato inesorabilmente a confermare questa semplice teoria.

Per di più la Dea bendata, che nelle ultime settimane, a detta del Mister, aveva rivolto il suo sguardo cieco verso altri lidi, stavolta ha presentato il conto agli ospiti lariani, i quali, in un’inquietante mistura a base di mala sorte e imperizia sotto rete, non sono riusciti a pareggiare una gara che, nel corso del secondo tempo, complice l’uscita dell’unico elemento davvero insostituibile (seguito a ruota dai due Gianluca in attacco) di questo Pescara, ovvero Hugo Campagnaro, è stata incredibilmente a senso unico in loro “favore”.

Qual è il vero volto del team biancazzurro? Parafrasando il titolo del celebre romanzo di Robert Luis Stevenson, potremmo discutere per giorni del “misterioso caso del Dottor Delfino e di Mister Pescara”; una squadra capace di trasformarsi completamente negli spogliatoi, durante l’intervallo, forse a causa di qualche intruglio alchemico? Oppure i motivi sono altri, ben più concreti, ma altrettanto oscuri?

Tanto nervosismo a fine gara, con atteggiamenti al limite dell’isterico da parte di alcuni elementi, la fragilità difensiva sempre più imbarazzante e l’apparente necessità, da parte di Lapadula, corso ad abbracciare l’allenatore dopo la prima rete, di mostrare la compattezza di uno spogliatoio, che mostra, al contrario, parecchi limiti caratteriali e probabili divisioni interne, celano delle verità insospettabili, le cui risposte, probabilmente, troverebbero spiegazione nelle pieghe di un Calcio, sempre meno rispettoso dei sani principi decoubertiniani cui dovrebbe ispirarsi, bensì specchio dei nostri tempi cupi e sovrastati dal Dio denaro, che, nei volti sorridenti e mefistofelici dei tanti affaristi senza scrupoli che vi ruotano intorno, mostra la totale e assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi, i quali, spesso con sacrificio e dedizione, seguono con passione sanguigna la propria squadra del cuore.

Torneremo sicuramente, nel corso delle prossime settimane, a disquisire di questi aspetti poco tecnici, soprattutto se la squadra insisterà nel mostrare atteggiamenti discutibili e poco professionali, durante le gare che restano da disputare. Nel frattempo, a chi ancora auspica una possibile promozione, attraverso l’arduo percorso dei play off, ricordiamo che se fossimo usciti sconfitti anche dall’ultimo incontro, oggi ci troveremmo sicuramente a scrutare la classifica con ben altri pensieri … ma il campionato di Serie B, da sempre incerto e combattuto fino al termine, offre spesso suggestioni di siffatta ambiguità, per cui ben vengano, da parte degli aficionados, i giusti sogni di gloria, che però andranno corroborati da una nuova continuità di gioco e risultati, di cui al momento siamo costretti a dubitare, sebbene saremmo felici di essere smentiti, fin dall’anticipo serale del prossimo venerdì, al Partenio di Avellino, dove un Delfino rimaneggiato da infortuni e squalifiche, affronterà gli irpini, ormai senza più ambizioni di classifica.

A proposito di quest’ultima, vale la pena sottolineare come i due tecnici che hanno allenato il Pescara prima di Massimo Oddo, forse troppo facilmente ripudiati dalla Società, siano inaspettatamente davanti ai biancazzurri; Marco Baroni con il Novara e Serse Cosmi con il suo Trapani, stanno dimostrando con i fatti tutto il loro valore, alla guida di organici, sulla carta, potenzialmente inferiori a quanto finora mostrato; partiti per raggiungere una tranquilla salvezza, si trovano oggi in piena corsa per raggiungere una posizione di prestigio nella griglia dei play off, oltretutto mostrando sprazzi di bel calcio.

Otto confronti al termine della stagione regolare, ventiquattro punti a disposizione, 720 minuti per dimostrare di che pasta è fatto questo gruppo, in teoria nulla è ancora perduto, ma se ne hanno, ora è davvero giunto il momento di tirare fuori gli attributi. Vogliamo e dobbiamo crederci, forse il cuore può ancora essere gettato oltre l’ostacolo, auspichiamoci un finale importante e di qualità che ci faccia ricredere ed esultare.

 

 

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