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Il Lunedì del Delfino

Robert Murić: un nuovo Vate alla corte del Delfino

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Come tutti già sappiamo, le ultime ore di Mercato non hanno dato i frutti tanto attesi, nessun nuovo difensore centrale, nessuna prima punta, per il momento l’organico rimarrà così, salvo che eventuali e, fatti i debiti scongiuri, non auspicabili infortuni, costringano la Società, obtorto collo, a pescare nel rischioso mare degli svincolati. E’ da considerare certamente saggia la scelta di non aver forzato la mano, cercando di accaparrarsi, a tutti i costi, calciatori dal costo esagerato e con stipendi fuori dalla portata di un Delfino che non può permettersi “prime donne”, avendo nella forza e nella coesione del gruppo le sue principali armi vincenti. Massimo Oddo ha già ampiamente e brillantemente dimostrato di essere in grado di far giocare i suoi ragazzi con schemi diversi, da modificare anche durante la partita, sopperendo a eventuali assenze e infortuni, magari non riuscendo sempre a raggiungere l’obiettivo dei tre punti, ma uno dei suoi mantra, appare ormai evidente, consiste nel puntare a vincere la “guerra”, anche a scapito di qualche sporadica battaglia persa.

Emblematica, in tal senso, la gara disputata domenica scorsa contro il Sassuolo, vinta ai punti dai biancazzurri, come si suole dire in questi casi, per l’enorme mole di gioco mostrata rispetto ai forse un po’ scarichi avversari emiliani, reduci dagli impegni europei, ma persa sul campo e in seguito riconquistata d’ufficio per la ben nota vicenda della mancata comunicazione del tesseramento dell’ex pescarese Antonio Ragusa. Come dire che la filosofia del Mister, secondo cui il bel gioco è destinato sempre a pagare, in questo singolare caso ha raggiunto, forse, l’apice estremo della sua dimostrazione in termini concreti!

A tal proposito vale senz’altro la pena ricordare, anche in questo editoriale, a scanso di equivoci, quanto possa essere ritenuto infondato e privo di possibile successo, il ricorso intentato dai legali del Sassuolo. Se, come appare probabile, chi si occupa di comunicazioni informatiche in seno alla società, ha commesso l’errore di digitare l’indirizzo PEC inesatto, per comunicare l’avvenuto acquisto, bene ha fatto la Lega Calcio, limitandosi a far osservare, sic et simpliciter, quanto prevede la normativa in proposito, a ribaltare il risultato del campo, commutandolo in 0 -3 a tavolino a favore del Pescara. Le dichiarazioni a caldo dei dirigenti nero verdi, certi di poter chiarire a proprio favore lo “spiacevole equivoco”, pur non avendo, al momento delle stesse, fatto ancora le opportune verifiche, hanno, in realtà, dimostrato in misura ancora maggiore, quanto, per loro, la “volontà” di adempiere un dovere, fosse notevolmente più importante del semplice rispetto delle regole scritte e, tacitamente accettate, da tutte le società.

Calendario alla mano, davvero in pochissimi potevano immaginare che il Delfino avrebbe raggiunto la quota di quattro punti dopo le sole prime due gare di agosto, il che fa davvero ben sperare nel proseguimento di questa striscia positiva, fin dalla prossima gara, alla ripresa dopo l’attuale sosta, nel posticipo serale e domenicale contro un Internazionale ancora in fase di costruzione, dopo l’addio di Roberto Mancini, per un Frank de Boer che sembra ancora ben lontano dall’essere riuscito a dare una personale impronta vincente alla Beneamata, come il celebre giornalista Gianni Brera soleva chiamare la sponda nerazzurra del calcio milanese.

Sarà senz’altro interessante vedere all’opera, quanto prima, i nuovi acquisti non ancora utilizzati, primo fra tutti quell’Alberto Aquilani, fortemente voluto dal nostro Mister, in grado, potenzialmente, di far operare un grande salto di qualità al nevralgico reparto di centrocampo, finora già molto positivo, ma estremamente bisognoso di quell’esperienza e quella tecnica che il talentuoso principino romano potrebbe fornire nell’arco costante dei novanta minuti. Senza dimenticare l’altro ex Nazionale, Simone Pepe, anch’egli in grado di dare un importante contributo alla causa biancazzurra, se in grado di tornare, anche solo parzialmente, agli standard qualitativi antecedenti i suoi infortuni, che ne hanno fortemente condizionata la seconda parte di carriera, ma grande curiosità desta, altresì, l’atteso debutto del croato Robert Murić, un’ala offensiva dotata di un enorme potenziale, finora solo parzialmente espresso, soprattutto per colpa di un carattere non proprio semplice da plasmare; nella sua scheda anagrafica abbiamo scovato una singolare combinazione, che potrebbe renderlo un predestinato, qui sulle nostrane sponde dell’Adriatico: la sua data di nascita, 12 marzo 1996, è la medesima, giorno e mese chiaramente, di Gabriele D’Annunzio. Del Vate pescarese, il talentino croato possiede l’identica folle e geniale anarchia che allontana dal “consueto” e se è vero che l’aria di Pescara sembra favorire gli spiriti eclettici, perché non auspicare la sua definitiva esplosione tecnico-tattica proprio con indosso la maglia biancazzurra?

Insomma, anche quest’anno ci sarà di che divertirsi, ma stavolta nel palcoscenico che (quasi) mai ha visto trionfare il nostro Pescara: la Serie A.

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