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Il Lunedì del Delfino

Allenatori emergenti: a Simone Inzaghi la prima sfida contro Massimo Oddo

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Un po’ come nella famosa finale di Messico ’70, quando il grande Brasile riuscì ad avere la meglio di una stanca Italia solo dalla metà del secondo tempo, anche sabato, nell’anticipo pomeridiano della quarta giornata, la Lazio ha travolto il Delfino quasi con le stesse modalità. Lo Stadio Olimpico ha, evidentemente, inibito le velleità di gioco di un Pescara quasi irriconoscibile, rispetto alle tre precedenti uscite.

Onore al merito, in ogni caso, a Simone Inzaghi, che ha preparato l’incontro in maniera pressoché perfetta, mostrando quindi di tenere in grande considerazione gli adriatici, il che rende onore al lavoro di Massimo Oddo. Non è consueto, già all’inizio di stagione, che una “grande” si preoccupi di scendere in campo, tra l’altro giocando in casa, contro una neopromossa, mostrando chiaramente di averne studiate a fondo le caratteristiche, per poterla efficacemente contrastare. Cionondimeno il Pescara ha avuto addirittura la clamorosa occasione del rigore, malamente fallito da capitan Memushaj, come hanno mostrato le immagini visibilmente agitato durante i secondi precedenti il tiro, fatto abbastanza inusuale per un calciatore reduce dal palcoscenico degli Europei francesi, ma evidentemente le emozioni umane non si possono misurare con gli stessi pesi e misure. La responsabilità di avere la fascia di capitano stavolta ha pesato in maniera negativa, la storia del calcio mondiale è ricca di episodi simili, inutile stupirsi e arrabbiarsi, tanto vale voltare immediatamente pagina e guardare avanti.

Come abbiamo avuto modo di rilevare anche nelle precedenti occasioni, il calendario ha proposto al Delfino un inizio di stagione quasi impossibile, sarebbe controproducente preoccuparsi più del dovuto dei risultati che non arrivano. E’ importante, al contrario, approfittarne per prendere confidenza con la categoria, cosa finora ampiamente riuscita agli uomini di Mister Oddo, che avrà senz’altro fatto tesoro dei tanti errori finora mostrati, per lo più frutto, appunto, della scarsa attitudine a questi livelli di gioco. Si sta lavorando sulla “mentalità” insomma, affinché si possano affrontare le future sfide con le rivali per la salvezza, da protagonisti: a quel punto sì che la posta in palio diventerà l’obiettivo principale, a prescindere dal bel gioco, che comunque non potrà mai venire meno, di questo siamo essere certi.

Il primo posto in classifica del Napoli, che ha mancato la vittoria solo nella gara iniziale a Pescara e la vittoria di ieri sera dell’Inter contro la Juventus, considerata, almeno a livello nazionale, un’invincibile armata, ci offrono ulteriori spunti di positiva riflessione rispetto a questo difficile inizio, alla luce della buona ma sfortunata, prestazione del Delfino la scorsa settimana contro i nerazzurri milanesi.

Le due immediate future avversarie, Il Torino all’Adriatico dopodomani sera e il Genoa in quel di Marassi, domenica prossima, dovrebbero rappresentare la parte terminale di questo terribile ciclo iniziale. L’inizio del prossimo mese, proprio con l’anticipo di sabato 1° ottobre alle ore 18:00, in casa contro il Chievo Verona, pur con tutto il rispetto per il comunque temibile avversario, potrebbe rappresentare un nuovo inizio per la compagine del Presidente Sebastiani, il che non toglie che si debba assolutamente provare a fare risultato sia con i piemontesi sia con i liguri.

Di certo i biancazzurri, al momento, avrebbero bisogno come il pane dell’esperienza in campo dei neoacquisti Simone Pepe e Alberto Aquilani. C’è da auspicare un rapido inserimento di entrambi negli schemi già abbastanza collaudati di Oddo, cui soprattutto il secondo dei due citati dovrà imparare ad adeguarsi, propenso com’è, per caratteristica individuale, più al classico possesso palla, che non al veloce gioco “di prima”, marchio di fabbrica del nostro Mister. Se quest’ultimo l’ha fortemente voluto alla sua corte, evidentemente non dovremo preoccuparci, sarà solo questione di tempo (speriamo poco).

Vale la pena, infine, spendere alcune parole in merito alle enormi difficoltà che i tifosi biancazzurri hanno dovuto affrontare nel corso della trasferta all’Olimpico di sabato scorso. Raggiungere la capitale da Pescara è talmente semplice, dal punto di vista automobilistico, che forse nessuno avrebbe mai potuto immaginare il vero e proprio incubo in cui i circa 1500 tifosi pescaresi sono stati catapultati dall’evidente imperizia di chi si è dovuto preoccupare delle operazioni di sicurezza. Proprio la ben nota rivalità fra le due tifoserie, che per inciso nell’occasione non hanno, al contrario, mostrato alcun segno di reciproca particolare intolleranza, avrebbe dovuto suggerire un approccio molto più professionale di quello dimostrato. La Serie A è un obiettivo raggiunto dal Delfino anche grazie all’amore dei tanti supporter che seguono la squadra in tutte le trasferte, auguriamoci quindi che da qui al termine della stagione non debbano più accadere simili episodi di totale intolleranza “a prescindere” e che gli ultras biancazzurri sappiano sempre mostrare unicamente la loro passione senza esasperazioni, così come avvenuto finora.

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