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Il Lunedì del Delfino

Pochi punti ma tanta qualità: bene così per ora

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Bisognerebbe scomodare i più illustri statistici del calcio per riuscire a scoprire se, almeno nel nostro campionato, una formazione abbia mai terminato due incontri consecutivi in undici contro nove. L’impresa, se così possiamo definirla, è clamorosamente riuscita al nostro Delfino, cosa ancora più strana, pertanto, se pensiamo che, generalmente, accade più spesso che una “grande” finisca l'incontro in superiorità numerica, considerando anche il differente tasso tecnico come discriminante per subire o no il maggior numero di falli e, quindi, di ammonizioni ed espulsioni.

A fare da contraltare, apparentemente negativo, le mancate vittorie in entrambe le occasioni. Sono però tutt’altro che ovvie le riflessioni che tale accadimento ci offre, proviamo pertanto ad analizzarle, partendo proprio dalla caratura delle avversarie. Torino (mercoledì scorso) e Genoa (ieri pomeriggio) rappresentavano gli ultimi due insidiosissimi ostacoli di questa prima parte di stagione, che come abbiamo spesso ricordato, consegnava ai biancazzurri un calendario sicuramente in salita. Gli attuali sei punti in classifica costituiscono un bottino che, oggettivamente, appariva abbastanza improbabile da raggiungere, poco prima che iniziasse il campionato e ciò deve necessariamente ricondurci a un clima di più che moderato ottimismo, in prospettiva futura. Se i granata, reduci come detto dal pareggio infrasettimanale all’Adriatico, ieri hanno letteralmente demolito le velleità di una Roma sulla carta superiore, con un netto 3-1, mentre i genovesi, nel turno precedente, si erano concessi il lusso di bloccare l’ex capolista Napoli sullo 0-0, qualcosa vorrà pur dire in termini di livello tecnico rispetto a queste due formazioni che hanno incrociato il cammino del Pescara. Poiché non ci è parso, nonostante le esagerate e accusatorie dichiarazioni a caldo del Presidente dei grifoni, Enrico Preziosi, che gli arbitraggi abbiano volutamente favorito il Delfino, ne possiamo assolutamente dedurre che il volitivo gioco dei ragazzi di Massimo Oddo, abbia messo in chiara difficoltà i più titolati e qualificati avversari, costringendoli a interventi palesemente fallosi e scorretti, puniti come da regolamento, lo stesso che, vale la pena ricordarlo, ha giustamente consegnato al Pescara la vittoria a tavolino contro il Sassuolo.

La strada intrapresa, perciò, riteniamo possa essere quella giusta; tanto impegno, sacrificio, umiltà e rispetto di regole e decisioni arbitrali, soprattutto al cospetto di avversarie potenzialmente più forti, rappresentano sicuramente le migliori chiavi di volta per il raggiungimento, magari anche con qualche giornata di anticipo, degli obiettivi prefissati: la tranquilla salvezza e la valorizzazione dei tanti giovani in rosa. Le facili polemiche e i sogni pindarici, meglio lasciarli a chi ha investito tanto, soprattutto in termini economici. Il rapporto fra il Delfino e la serie A non è mai stato idilliaco, è giunto il momento di iniziare a costruirne uno solido e duraturo; le premesse ci sono tutte, l’ambiente nella sua interezza dovrà solo mantenere calma e sangue freddo, al resto penseranno, sul campo, Mister Oddo e la sua squadra, con una crescita sul piano mentale, auspicabile ma già evidente.

Le critiche circa il mancato utilizzo dal primo minuto, in queste prime sei gare, di una punta di ruolo, le riteniamo pretestuose e non rispettose dell’ottimo lavoro fin qui svolto dal nostro allenatore, che invece, consapevole di non avere più un Gianluca Lapadula (a proposito, che tristezza e quanti rimpianti nel vederlo seduto in panchina con la sua nuova maglia del Milan) al centro dell’attacco, ha preferito approcciarsi al nuovo campionato preferendo il possesso palla e il gioco corale. Tutti i giocatori, in questo modo, si rendono ugualmente utili e, come si evince dal costante pressing attuato a centrocampo, lo spirito di squadra ne trae giovamento. Come ben si sa, il raggiungimento dei risultati passa soprattutto attraverso la creazione di un ambiente sano e cosciente all’interno dello spogliatoio. La consapevolezza di un avvio, calendario alla mano, in salita, ha fatto sì che, intelligentemente, il Mister puntasse a cementificare dal punto di vista psicologico un team ricco di talenti ma (molti) ancora acerbi; sono arrivati anche sei punti … chi pretendeva di più, probabilmente, a nostro modesto parere, non ha così a cuore le sorti del Delfino.

L’anticipo pomeridiano di sabato prossimo, per la settima giornata, vedrà finalmente il Pescara opposto a una formazione più abbordabile, anche se in questa prima parte di stagione il Chievo Verona ha saputo mostrare tutte le qualità di una squadra ben rodata e che gioca a memoria. Difficile, ma non impossibile, fare risultato pieno; il pubblico e l’ambiente tutto, potrebbero fare la differenza, a sostegno di questi ragazzi, che meritano massima fiducia per quanto stanno mostrando: restiamo sintonizzati, ne vedremo delle belle.

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