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Il Lunedì del Delfino

Il vero volto di Massimo Oddo

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Come di consueto, le rare soste del campionato ci consentono di occupare questo spazio per riflessioni a mente fredda. L’inopinata (e netta) sconfitta casalinga del Delfino, domenica scorsa, per opera dell’Empoli, sembra aver mostrato, al momento, le possibili candidate alla retrocessione in serie B: oltre al Pescara, anche Palermo e Crotone non paiono in grado di reggere il confronto con le altre formazioni. Se è vero che nel calcio nulla può dirsi scontato, in fondo non è ancora stato disputato nemmeno ⅓ dell’intera stagione, da quanto finora si è potuto vedere, il gap tecnico fra queste tre e le restanti diciassette, appare davvero notevole. Per quanto concerne il Pescara, inoltre, potremmo aggiungere che anche la “fisicità” della truppa biancazzurra, appare lontana da uno standard, anche solo lontanamente, adatto a disputare la Massima Serie.

Con la città impegnata, la scorsa settimana, a occuparsi essenzialmente di cultura, grazie a un’edizione del #FLA di altissimo livello, nonostante le scomode presenze di politici in cerca di consensi, il presidente Sebastiani e Massimo Oddo, un po’ lontani dai consueti e a volte scomodi riflettori della ribalta, avranno di sicuro avuto modo di colloquiare fra loro e con i giocatori, per provare a trovare una cura rispetto ai mali del Delfino. Non vorremmo occuparci, per ora, delle tante chiacchiere che rimandano al mercato di gennaio, sia perché ci appare davvero lontano, sia perché, di questo passo, rischia di diventare un triste anticipo di quello estivo per la prossima stagione … a buon intenditore …

Non ci resta, pertanto, che approfittarne per tentare di analizzare l’Oddo pensiero, giacché, almeno dal punto di vista dei gradimenti, il tecnico ci appare meno solido del consueto, fermo restando che Daniele Sebastiani ha ripetuto a più riprese che mai e poi mai sarà messa in dubbio la sua panchina. Ciò che maggiormente si contesta al tecnico è l’eccessivo consenso, sbandierato e proclamato a più riprese, rispetto alle operazioni di mercato estive. Se questo modus operandi poteva tradursi, in caso di risultati positivi, nell’esaltazione delle sue capacità di allenatore, ora rischia invece di diventare ciò che di peggio possa capitare a un trainer in rampa di lancio e, almeno fino a poche settimane fa, predestinato a una carriera importante: l’etichetta di “rassegnato filo-governativo”! I grandi Mister del Calcio, si sa, pur di affermare le proprie idee, non sono mai stati disposti alle mezze misure e certo non si fanno pregare, quando serve, a mettere in discussione le eventuali responsabilità societarie, anche a rischio di essere esonerati. Ma è un azzardo che, se sei davvero bravo, alla lunga “paga”, perché in questo modo si forma una sorta di background positivo che ti resta appiccicato per tutta la carriera. All’esatto opposto si trova l’atteggiamento, diciamolo pure, un tantino fastidioso, di Massimo Oddo, che se intenderà perseverare fino alla fine della stagione, in caso di, facciamo i debiti scongiuri, retrocessione, gli impedirà per sempre di raggiungere gli alti livelli auspicati: senza carattere, magari anche con atteggiamenti bizzosi e non convenzionali, nel mondo del calcio non si fanno grandi carriere, questo è di certo un dato di fatto inconfutabile.

I fatti hanno dimostrato che il nostro Mister, quando serve, sa essere un buon motivatore e un discreto psicologo all’interno dello spogliatoio, ricordiamo a tal proposito come seppe rilanciare, lo scorso anno, una squadra che pareva allo sbando, ma come affermiamo quasi settimanalmente, la Serie A è davvero troppo diversa dalla cadetteria e, fino a prova contraria, non è detto che il miglior tecnico della B, sappia anche imporsi nella Massima Serie. Anche il bel gioco d’inizio stagione, comunque mai finalizzato con la conquista dei tre punti, sembra da alcune settimane essersi smarrito, fra dubbi, paure e incertezze di schemi e ruoli. Insomma, l’involuzione in atto è sotto gli occhi di tutti, pertanto speriamo che, almeno in camera caritatis, la società sia in grado di fare chiarezza al proprio interno e trovi le chiavi per uscire al più presto da questa difficilissima situazione: le prime due della classe, Juventus e Roma, attendono fra le mura amiche il Delfino, per farne un sol boccone. Dal canto nostro auguriamoci che i pasti da esse auspicati, rimangano invece non consumati e rivolti verso altre future vittime sacrificali.

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