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La Roma espugna facilmente l'Adriatico

1 - 4 il risultato finale e Pescara matematicamente in serie B

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Prevedibile sconfitta per il Pescara contro la Roma, 1 - 4 il risultato finale, biancazzurri matematicamente in serie B, anche stavolta dopo una sola stagione, a cinque giornate dal termine. Unico mediocre obiettivo rimasto, evitare l’ultimo posto in classifica ai danni del Palermo, in questo momento due punti avanti. Presumibilmente si deciderà a chi assegnare la virtuale maglia nera nella sfida diretta della penultima giornata.

Posticipo del lunedì per la 33ª giornata del Campionato di Serie A 2016/17. Al calcio d’inizio la temperatura era di 16° allo stadio Adriatico, per la direzione arbitrale di Massimiliano Irrati della sezione di Pistoia. Le due compagini si erano così schierate al calcio d’inizio:

I padroni di casa, con il consueto 4-3-3, schieravano in porta Fiorillo, Zampano, Bovo, Coda e Biraghi in difesa, Muntari, Coulibaly e il capitano Memushaj a centrocampo, Caprari, Bahebeck e Benali sulla linea d’attacco.

La Roma di Luciano Spalletti, si era presentata con un 4-2-3-1. Szczesny in porta, Emerson, Fazio, Manolas e Rudiger difensori, Strootman e Paredes centrocampisti, El Shaarawy, Nainggolan e Salah sulla trequarti e Dzeko in attacco.

Prima di dare il via alla contesa è stato osservato un minuto di raccoglimento per ricordare la tragica scomparsa del ciclista Michele Scarponi.

La cronaca, ricchissima di episodi:

Giustamente annullato un goal di Salah al 2’ per fuorigioco, inizialmente non visto dal guardialinee.

Bella azione di Bahebeck al 5’ che lasciava partire un tiro insidioso dal limite dell’area, deviato in angolo. Sulla ripartita era El Sharaawy a impegnare Fiorillo, che respingeva il tiro centrale con i piedi.

Ancora il faraone al 10’ sfiorava la rete in scivolata su preciso cross dalla destra di Rudiger.

Al 13’ ci provava Dzeko, di testa, su cross di Nainggolan, leggermente alto sopra la traversa.

Clamorosa occasione per l’attaccante bosniaco al 17’, che raccoglieva in area un rimpallo errato della difesa pescarese, ma Fiorillo s’immolava salvando il risultato. Ormai un assedio dei giallorossi, il Delfino non riusciva a superare il centrocampo, palla al piede.

Stop a seguire entrando in area e cannonata di destro da parte di Nainggolan al 19’ che impattava la traversa.

Bella iniziativa in solitaria di Bahebeck al 29’ che con uno slalom si affacciava sulla sinistra davanti al portiere giallorosso, il quale parava di giustezza. Di nuovo dopo un minuto in contropiede il francese che sfiorava il palo destro di Szczesny, con una deviazione la palla finiva in angolo.

Prima ammonizione della gara al 36’: Biraghi stendeva sulla fascia destra Salah che si stava pericolosamente involando.

Stesso provvedimento per Muntari al 39’ che atterrava Paredes sulla trequarti con un intervento in ritardo.

Uno – due micidiale della Roma al 43’ e al 44’. Prima Strootman su assist di El Sharaawy e poi Nainggolan su passaggio di Dzeko sbloccavano la gara: 0 -2.

Terminava così la prima parte di gara, peccato per il finale.

Al calcio d’inizio della ripresa il Pescara si presentava con Bruno al posto di Muntari.

Dal limite dell’area Salah la piazzava di giustezza alla destra di Fiorillo: 0 – 3 al 48’.

A risultato acquisito saltavano gli schemi, sarabanda di occasioni, soprattutto per la Roma, con Dzeko che cercava disperatamente il goal, impossibile elencarle tutte.

Ancora Salah per lo 0 – 4, al 59’, su assist di uno straripante El Sharaawy.

Al 67’ Verre, sotto una bordata di fischi tutti per lui, sostituiva uno spento Coulibaly, autore stasera di una pessima prova.

Prima sostituzione anche per la Roma al 70’, Grenier al posto di un deluso Dzeko.

Ci provava Caprari al 76’ con un tiro “alla Del Piero” ma il portiere romanista deviava in angolo.

Juan Jesus occupava il posto di Emerson all’80’.

All’82’ Perotti sostituiva Paredes e immediatamente dopo, su assist di Memushaj, era Benali a mettere a segno il goal della bandiera, una rete comunque storica perché stabiliva il record di marcature (48) in una sola giornata, la più prolifica della Storia del Calcio italiano: 1 - 4.

Colpiva il palo alla sinistra di Szczesny un buon Biraghi, su calcio di punizione da oltre 20 metri, all’87’.

Nonostante avesse annunciato due minuti di recupero, invece l’arbitro fischiava la fine esattamente al 90’.

Qualche statistica di seguito:

58% di possesso palla per la Roma. 22 tiri, di cui 10 verso la porta, per i giallorossi, contro gli 11, di cui 6, per i biancazzurri. 9 a 5 per il Pescara i calci d’angolo.

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