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Pescara Calcio: presentati l'allenatore Colombo ed il direttore sportivo Delli Carri

il neotecnico: "Mi aspetterà un compito complicato ma allo stesso tempo stimolante". Il Ds: "Ripartire da qui è importante perché è come se fosse casa mia"

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Questa mattina, presso l'Hotel Ekk di Città Sant'Angelo sono stati presentati il neoallenatore del Pescara Alberto Colombo ed il direttore sportivo Daniele Delli Carri alla presenza del presidente Sebastiani. Queste le parole in conferenza stampa:

SEBASTIANI: “Giugno è stato un mese che ho utilizzato moltissimo per l’attività principale, cioè quella di trovare dei partner in società. Devo dire, oggi non dirò chi saranno se non che c’è un accordo e spero di avere il prima possibile questi soci con me. Con loro ho condiviso molte scelte se non tutte che abbiamo fatto. Per quanto riguarda il mister avete saputo un po’ in ritardo ma ci siamo visti nel pomeriggio di sabato 4 giugno nel mio ufficio, con un colloquio di un paio di ore. Dopodiché ho chiesto al mister di avere un po’ di pazienza perché volevo condividere questa scelta con le persone che ci affiancheranno in società ma era una scelta, per quanto mi riguardava il giorno 4, perché mi aveva fatto una bellissima impressione, seguendolo quest’anno e negli anni passati. È il profilo giusto per Pescara. Volevo ringraziare il mister perché ha avut pazienza e ha creduto nelle parole del 4 giugno. Credo abbai rifiutato qualcosa di più importante per la sua carriera aspettando il Pescara e questo mi fa piacere. Quanto è stato difficile iscrivere la squadra al campionato? L’iscrizione è difficile ogni anno. In serie B ci sono dei parametri così come in Serie C ed in Serie A. Credo che dare una notizia “mi sono iscritto” per me è un obbligo, se gestisci una società di calcio almeno devi iscriverla ad un campionato e da qui si parte per fare il campionato stesso. Che indirizzo ho dato al direttore? Quello di costruire una buona squadra con un giusto mix di bravi e non di età e su questo siamo fortunati perché viviamo in una piazza dove i giovani bravi vengono volentieri. Avremo maggiore facilità rispetto ad altre piazze dove c’è da convincere un ragazzo. 

Pescara se non hanno di meglio vengono e questo è un aspetto importante. Quando parlo di giovani non si parla di età, a me fa sorridere queste nuove norme che parlano solo di età, non si parla più di un giocatore ma se ho un classe 2002. Giovani e meno giovani con questi ultimi che dovranno essere con grande cultura del lavoro. Lo dicevo prima con il mister, non che io voglia togliere qualcosa a chi è stato con noi oppure chi è ancora sotto contratto ma l’idea è quella di rinnovare il più possibile. Rinnovare può significare anche avere delle battute a vuoto oppure non ottenere subito i risultati sperati. Rinnovare per noi è importante perché veniamo da risultati stagnanti, dobbiamo cambiare facce. Pescara è sicuramente una piazza bella, quelli che vengono si trovano bene, vogliono comprare casa ma bisogna capire che chi viene a Pescara dovrà giocare per ottenere i risultati. Questa è la mia idea poi sarà il campo a dire cosa sarà andato bene. Anche quest’anno abbiamo visto che per uscire da questa categoria non è facile. Sicuramente faremo una squadra per provare ad essere protagonisti. Come ho detto prima il Pescara i è iscritto regolarmente al campionato, ha pagato quel che doveva, se non annuncio oggi chi saranno i miei partner lo faccio per rispetto nei loro confronti di persone che hanno chiesto questo. Sono tranquillo e sereno e da qui a breve la società avrà un partner che rafforzerà ancora di più la società. Lo ribadisco: il Pescara andrà avanti con o senza partner, questo è un punto fermo. Se ci saranno probabilmente faremo qualcosa in più. Se ci saranno dei partener come certo che ci saranno faremo programmi diversi non solo per il campo. Per quello che riguarda tutto quello che ha una società di calcio credo il Pescara abbai tutto se non troppo, forse per questa categoria anche troppo ma anche per quelle superiori. Si può sempre migliorare e questi possibili investimenti saranno direzionati non solo sul campo ma anche per direzionare il club. Non dico né nomi che cognomi. 

L’ambiente? Vivo Pescara forse molto più di altri che palano non ho mai avuto problemi con nessuno e credo di non averne. Credo sia arrivato il momento di togliermi qualche sassolino: sapete tutti da dove nasce questa situazione. Ho sempre lavorato per i bene del Pescara. Credo che la piazza debba fare qualcosa, se vogliamo ritenerci una piazza importante non possiamo avere uno stadio da duemila persone, non possiamo vedere situazioni come quelle che si sono viste ultimamente. Se si vuole veramente bene al Pescara compresi voi bisogna lavorare in un’unica direzione. Se vinciamo con un gol al 90’ si contesta che non abbiamo giocato bene, se vinciamo perché abbiamo preso un rigore inesistente si contesta perché non abbiamo giocato bene ma abbiamo vinto mentre se perdiamo si contesta. Se vogliamo ricostruite qualcosa serve la mano di tutti, non solo del presidente che è stato a disposizione di tutti e soprattutto ha sempre dimostrato grande serietà nei confronti di tutti, perché se questa società in 12 anni di gestione non ha mai avuto un problema credo che più di questo non debba fare il clown per strada ma essere concreto ed è quello che ho fatto. Se oggi la concretezza non dovesse bastare non posso fare nulla. La piazza non viene allo stadio per me? Credo che la tifoseria che c’è l’ha con me venga allo stadio. I tifosi quelli veri che mi contestano vengono allo stadio e tanto di cappello perché nonostante mi contestino vengono. Campagna abbonamenti? Come abbiamo sempre fatto andremo incontro a tutti per cercare di riportare la gente allo stadio. Stiamo facendo di più con le scuole perché vogliamo invitare allo stadio i ragazzi. Vogliamo avere più gente possibile intorno alla squadra perché sappiamo quanto siano importanti i tifosi e soprattutto vogliamo portare anche chi non viene per tenerli vicini durante una partita. La Primavera? Saprete nei prossimi giorni, sarà allenata da Ledian Memushaj perché ha smesso di giocare. Come ho sempre detto a fine dei vari campionati ho liberato tutti perché mi sembra giusto condividere con le persone che mi affiancheranno tutto il proseguo e le strategie che sono inserite nel discorso squadra. Al momento sono tutti liberi e sono ragionamenti che abbiamo fatto insieme. Iacobucci? Ho letto una cosa che non mi è piaciuta: che qualcuno abbia promesso a Iacubucci di rimanere a Pescara per lo meno non ne so nulla e sicuramente non è venuto dalla società. È un giocatore che apprezziamo molto ma dobbiamo capire che fine farà Sorrentino. Se dovesse rimanere e noi saremo felicissimi di averlo con noi non credo che un giocatore così importante come Iacobucci possa stare a Pescara a fare il secondo. Se Sorrentino dovesse andare via ragioneremo. Capisco che avrà tante richieste ma come ho detto prima sono liberi di valutare tutto. l’unica cosa che non mancheranno sono i giocatori.”

DELLI CARRI: “Naturalmente sono contento, ripartire da qui è importante perché è come se fosse casa mia. Ripartire con il presidente ancora di più perché nonostante negli anni ci siamo allontanati ma c’è sempre stata questa vicinanza nei confronti di Pescara e del Pescara. Le scelte ve le ha spiegate il presidente, sull’allenatore avevamo le idee e chiare e sapevamo cosa fare, è stato solo un problema di tecnicismo. In campo parlerà l’allenatore mentre sul mercato parlerò io. La questione Zeman era già chiusa da un pezzo. Il 4 giugno eravamo andati su una direzione ed era una problematica di tempi. Mercato? Strategicamente non sono abituato a parlare. Il mio lavoro è strategico e lo faccio con il presidente e l’allenatore. Se qualcuno dovesse chiedermi di più sono abituato a dire bugie così come fanno tutti i direttori sportivi. 

Se noi ci buttiamo su un giocatore è capace che il giorno dopo vada in un’altra squadra. Preferisco dire qualcosa di sbagliato. Nella prima settimana di luglio qualcuno arriverà. Analizzeremo insieme al mister quello che sono oggi attualmente i giocatori tesserati dal Pescara. Senza nulla togliere a nessuno decideremo chi farà parte di questo progetto e naturalmente non abbiamo giocatori grandi che hanno fatto bene lo scorso anno. Qualcuno rimarrà altri invece decideranno se andare via o per volontà nostra ma l’analisi completa non è ancora stata fatta. In linea di massima ne abbiamo parlato senza raggiungere un accordo. Il mio stimolo va al di là delle questioni tecniche. Gli stimoli mi piacciono, le sfide difficili e complicate dopo tutto quello che è successo. Sono dedicato al lavoro, sono emozionato e non lo nascondo. Con il lavoro si arrivano a degli obiettivi e la mia priorità è sempre stata Pescara. Continuo a dire che il lavoro ripaga tutto. Quando sono stato qui 10 anni fa il lavoro mi ha ripagato. Non mi sono mai preoccupato di niente sotto tutti gli aspetti.

A Pescara non mi è mai successo nulla, è una città civile con una tifoseria esigente ma alla fine la sostanza dobbiamo guardare il lavoro. Le chiacchiere stanno a zero. Non posso pensare che una città non venga allo stadio perché ce l’ha con il presidente. C’è l’amore per la propria squadra a prescindere dal presidente. Fondamentalmente i giocatori che abbiamo sono quasi tutti giovani di proprietà. L’analisi di 5-6 elementi non solo tecnica ma anche umana di chi può darti una mano. L’obiettivo deve valere per tutti. Valuteremo con il mister. Ritiro? Ne abbiamo parlato con il mister, abbiamo stabilito le date che saranno dal 15 al 27 luglio a Palena, poi torneremo in sede di ritiro fino al 6 agosto poi ci sarà un mini-ritiro dal 9 al 21 agosto facendo sempre pranzo e cena insieme."

COLOMBO: "Prima di tutto voglio ringraziare chi mi ha dato questa grande possibilità, vale a dire il presidente ed il direttore. Nel contempo vorrei ringraziare chi ho lasciato: dal presidente Laricchia al direttore Chiricallo e al patron Lopez così come tutto lo staff che mi ha supportato e la squadra. Se sono qui il merito è anche loro. Mi aspetterà un compito complicato ma allo stesso tempo stimolante, quello che ricercavo era una piazza che potesse darmi o crearmi difficoltà superiori rispetto ad altre piazze della Serie C. Come dicevo ieri sono delle pressioni esterne ed è inevitabile che una piazza come Pescara le abbia perché è sempre stata abituata ad altri palcoscenici. Rimisurarmi perché ho avuto la fortuna di stare in piazze come Reggio Emilia e Vicenza che mi avevano già dato questo tipo di sensazione.

È chiaro che oggi ho qualche motivo in più essere un po’ più sicuro di me stesso, ho qualche esperienza alle mie spalle e posso gestire al meglio queste pressioni che in altri momenti possono portare a delle difficoltà. C’è stata maturazione nel percorso ed ora parlerà il campo. Non sono molto avverso a proclami anche perché sarebbe troppo facile in un’occasione come questa spendere parole che sappiano più di fumo negli occhi. Alla fine conta molto la concretezza e c’è solo una cosa che conterà, ovvero il risultato ma in una piazza come questa anche come si raggiunga. Cercheremo di mettere insieme le due cose ma la cosa primaria è potermi misurare con il blasone e l’importanza di una piazza come Pescara. Come mi sento? Credo che per un allenatore, ogni anno, è una possibilità per incidere sul proprio futuro. In ogni squadra l’obiettivo è fare bene il proprio lavoro.

 È chiaro che in società in società cambiano responsabilità ed il peso. Di sicuro il lavoro non mi spaventa, se né ce sarà da fare con i giovani io sono riuscito prima ancora di fare l’allenatore dei professionisti da 5 anni di allenatore nei settori giovanili. Per cui credo nel lavoro sui giovani. Al di là di loro l’importante sarà trovare gente che siano mentalizzati per questo tipo di categorie. È una categoria dove molte partite si vincono in modo sporco. Serviranno giocatori che abbiano un certo tipo di motore e mentalità quasi operaia dandogli un estremo valore perché negli avversari Pescara suscita un certo tipo di stimoli superiori. Dovremo essere consci di quello che rappresentiamo sia per la città e per i tifosi ma anche per gli avversari. Al di là del nome e dell’età credo che ci vogliano giocatori che sappiano non a Pescara ma in Serie C una determinata mentalità perché è un campionato duro, meno tecnico ma molte volte basato sull’aspetto caratteriale che avrà rilievo a livello di risultato. Il modulo? Nella discussione che abbiamo avuto lo scorso 4 giugno si è pensato di dare un’impronta alla line a 4 ed un centrocampo a 3. La speranza di trovare dei giocatori offensivi di caratteristiche diverse da utilizzare in base alla partita o al momento della partita. Questo è il progetto anche se nel calcio nulla è definitivo. Però partire con idee ben chiare aiuterà anche in fase di mercato la scelta delle caratteristiche dei giocatori. 

Un’idee di costruzione di sistema. Credo che in una piazza delusa oppure distaccata credo che il prima passo la debba compiere la parte tecnica. Prioritario il risultato perché dà fiducia ai giocatori, staff e ambiente ed il primo passo starà a noi riavvicinare e riesplodere l’affetto che il pubblico di Pescara ha sempre dimostrato. Non sto chiedendo nulla, io ho il dovere di lavorare, dimostrare e dare per primo per poi ricevere qualcosa in cambio. Mediamente il Girone B ha più qualità tecnica mentre nel Girone C l’aspetto ambientale e caratteriale mediamente è superiore e influisce. Questo non significa che non ci siano altissime squadre di altissima qualità del Girone C come Palermo, Bari, Catanzaro e Avellino. I Gironi A e B mediamente in modo prevalente hanno qualcosa in più. Magari c’è più tempo e spazio per il profilo dell’intensità ed il fattore ambientale, con il Covid, c’è meno flusso. 

Un numero di giocatori che mi piacerebbe portare da Monopoli? Porto rispetto alla società dove sono stato, non faccio nomi perché bisogna condividerle con la parte dirigenziale qualunque tipo di scelta tecnica che potrei o voglio dare. Essendo alcuni giocatori sotto contratto sarebbe una mancanza di rispetto verso il Monopoli. Dobbiamo individuare le caratteristiche giuste per pescar e per quello che abbiamo in testa di fare. Non voglio dire numeri o altro per mancanza di rispetto nei confronti della mia vecchia società a cui devo tanto."

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