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Il Lunedì del Delfino

Diamo i numeri, che non sono buoni

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Come anticipato la scorsa settimana approfittiamo della sosta per dare un po’ di numeri sul Delfino. In particolare ci concentreremo sul totale di quanto espresso nel corso di questi primi quattordici anni di presidenza Sebastiani. 

A partire quindi dal campionato di serie A 2012/2013 e non dal precedente, quello zemaniano che ha mandato in visibilio mezza Europa, da non assegnare come competenza a Daniele Sebastiani, in quanto opera di Giuseppe De Cecco, che se ne andò offeso in corso d’opera, lasciando incompiuto il progetto di mantenere competitivo il Pescara nella Massima Serie per almeno tre anni. Anzi, visto il modus operandi in stile mercante successivamente poi intrapreso, c’è solo da ringraziare che durante quel magico campionato non avesse ancora fatto in tempo a comprendere certi meccanismi, altrimenti non sarebbe stata da escludere una svendita a gennaio dei pezzi migliori …

Orbene, dei suddetti quattordici campionati, il Delfino ne ha disputati due in serie A, otto in B (compreso l’attuale in corso) e quattro in C. Complessivamente ha giocato 571 (cinquecentosettantuno) gare, vincendone 194 (centonovantaquattro), pareggiandone 158 (centocinquantotto) e perdendone 219 (duecentodiciannove), mettendo a segno 756 reti (con una media di 1,32 a partita) e subendone 820 (1,44). Già così i numeri sono evidentemente negativi e impietosi, nonostante i quattro campionati di serie C, che per evidenti ragioni di scarso lignaggio hanno fatto lievitare i numeri verso l’alto. Il tutto, per inciso, ha generato, nel complesso, due promozioni e tre retrocessioni.

Se, infatti, volessimo analizzare i dati raccolti, raggruppandoli rispetto a quanto finora espresso nelle relative categorie, esclusa appunto la terza serie, avremmo un quadro di gran lunga più misero: delle 76 gare di serie A, ne ha vinte sole 9 (nove), pareggiate 13 (tredici) e perse ben 54 (cinquantaquattro), con 64 reti (media 0,84 a partita) segnate e la bellezza (sic) di 165 (centosessantacinque) subite (2,17 di media). Gli otto di serie B hanno invece espresso complessivamente 325 (trecentoventicinque) gare, di cui vinte 106 (centosei), 99 (novantanove) pareggiate e 120 (centoventi) perse, con 426 reti realizzate (media 1,31) e 454 (quattrocentocinquaquattro) subite (media 1,40).

Insomma, che aggiungere, se non dare adito anche ad una buona dose di fortuna per il fatto di militare attualmente in serie B, nonostante l’impietoso calcolo dei dati raccolti? Se è vero, d’altronde, che l’audacia premia da sempre la buona sorte, sicuramente questa non è una dote che si può negare a Daniele Sebastiani, capace di riuscire a mantenere a galla la squadra, pur avendo regalato ai tifosi un numero di tristezze nettamente superiori alle gioie. Esempi lampanti, fra gli ultimi in ordine di tempo, della dea bendata a lui favorevole, sono Antonio Di Nardo, acquistato in estate per fare la panchina in eventuale sostituzione di Tsadjout, invece titolare inamovibile quasi da subito (e per forza, non c’erano altri attaccanti a disposizione …), causa infortunio permanente del calciatore in prestito dalla Cremonese e quindi diventato addirittura vice capocannoniere della cadetteria, nonostante i tanti goal mancati, proprio perché gioca sempre a prescindere, ma anche e soprattutto l’arrivo a gennaio di Lorenzo Insigne, che è tornato in riva all’Adriatico solo dopo il rifiuto del Napoli (da ricordare che si deve a De Cecco e Zeman, anche in questo caso, il suo amore per il Pescara, non certo a Sebastiani), al quale sono affidate tutte le residue speranze di salvezza. A sua discolpa dirà che fa quello che può, con quello che ha, ma ama il Delfino in maniera viscerale. Non abbastanza però da metterlo in vendita, con tanto di cartellino del prezzo in bella evidenza, con la speranza di venderlo a chi avrebbe, eventualmente, maggiori possibilità: chi lo vuole deve bussare alla sua porta e parlare a quattr’occhi solo con lui … chissà cosa si direbbero.

Le prossime due gare diranno tantissimo circa le possibilità di farcela: la prima a Reggio Emilia, con il nuovo allenatore Bisoli, non proprio un tipo capace di farsi amare dai suoi uomini, quindi potenzialmente divisivo (speriamo …), lunedì prossimo e la seguente sabato 11 aprile all’Adriatico contro la Sampdoria, entrambe con fischio d’inizio alle ore 15. In virtù del lunedì di Pasquetta del 6 aprile, la prossima edizione del nostro (e vostro) editoriale, per la precisione il numero 387, sarà fruibile eccezionalmente dal giorno seguente, martedì 7. Buona Pasqua a tutte e tutti le/i tifose/i del Pescara!

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