Nell’ultimo editoriale della scorsa stagione, dopo l’ennesima retrocessione targata Daniele Sebastiani, chiudemmo con la consueta amarezza a cui ci siamo dovuti abituare da una quindicina di anni, con rarissime e sporadiche eccezioni, quali il 2016 di Gianluca Lapadula e il 2025 di Silvio Baldini. In entrambi i casi non c’è stato nemmeno il tempo di festeggiare, che immediate sono giunte le delusioni nell’annata seguente. Al suo poco invidiabile palmares Daniele Sebastiani può vantare anche la retrocessione del suo primo anno intero di presidenza, quella del 2013. Per inciso anche con l’accompagnamento vergognoso di tanti record negativi e/o macchie indelebili come quella di Padova dell’ultimo campionato.
Altra caratteristica di questa società è quella dei ritorni, ovvero di veder ripresentarsi, per vestire la casacca biancazzurra, tanti ex, venduti appena possibile per fare cassa e plusvalenze, salvo poi non riuscire quasi mai ad incidere altrove, per poi riproporsi all’ovile gratis o quasi, come ad esempio Vincenzo Fiorillo, del quale profeticamente scrivemmo così: “…Il prossimo dovrebbe essere Fiorillo…”, disquisendo dell’argomento, per l’appunto. Nel merito dobbiamo osservare che effettivamente la gestione danarosa del sodalizio è pressoché perfetta da sempre, a scapito dei risultati sul campo.
All’orizzonte non appare nulla che possa cambiare lo stato delle cose. Sarebbe necessario un “click” che resetti tutto. In effetti ci sarebbe in vista la travagliata nascita della Grande Pescara, che potrebbe creare una visibilità oltre i confini nazionali e attirare anche da queste parti gli interessi di importanti società straniere, come già sta accadendo in altre città. Certo chi volesse investire con il Delfino dovrebbe innanzitutto scontrarsi con Daniele Sebastiani, che a dispetto delle solite, anche quelle, chiacchiere estive, non vorrà mai mollare la sua personale gallina dalle uova d’oro e poi con la necessità, ormai non più procrastinabile, del nuovo stadio. Il glorioso Adriatico rappresenta in pieno la decadenza del calcio locale, un impianto obsoleto e, forse, anche pericoloso, che dopo parecchi decenni di onorato servizio, andrebbe abbattuto e ricostruito da zero.
Nel frattempo la nuova stagione è iniziata, con l’immediata eliminazione dalla Coppa Italia di serie C, il buon esordio vincente casalingo con la Vis Pesaro, la vergognosa e inspiegabile anche per il tecnico, sconfitta di Forlì e il pareggio a reti bianche di ieri pomeriggio con il Ravenna, una delle favorite alla promozione diretta. Le aspettative stagionali per il Pescara non possono che essere le solite, ovvero arrivare a disputare i play off, per poi provare a vincerli, come immaginerà di fare anche la rimanente trentina di contendenti. Si tira a campare e sperare, insomma, come sempre.
Da parte nostra, fin dalla prossima settimana proveremo a dettagliare anche le questioni tecniche, per quel che potrà servire, senza mai dimenticarci, però, di ricordare in quale abisso siamo precipitati, calcisticamente parlando, perché la memoria storica un giorno dovrà recuperare i fatti di questi anni.
Per chi volesse approfondire ulteriormente tali aspetti, ricordiamo che anche durante questa stagione, fin dalla prima puntata in onda venerdì prossimo, 11 settembre, saremo saltuariamente ospiti della trasmissione PRENDILA COSI’, condotta da Silvio Sarta, con in studio Giorgio Repetto e in onda dalle ore 21 circa su LAQTV, canale 12 del digitale terrestre.
Rammentiamo, infine, che il Delfino scenderà di nuovo in campo, in occasione della quarta gara di campionato, sabato 12 settembre, in trasferta contro l'Atalanta U23, con fischio d'inizio alle ore 15.

