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San Massimo e la rinascita di Penne

| di Francesca Di Giovanni
| Categoria: Territorio | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Dopo sei anni di attesa, i cittadini di Penne possono tornare finalmente a rendere omaggio al loro santo patrono. San Massimo, eroico martire che ha benedetto il pescarese con il suo corpo, verrà festeggiato il 6 e 7 maggio con numerosi appuntamenti religiosi e civili.

Il novello Comitato festeggiamenti San Massimo di Penne, composto da volontari locali con un grande legame con la propria città, ha riportato in vita una festa che per anni è rimasta nell’oblio. Il desiderio dei cittadini di riunirsi il 7 maggio in onore del Santo, invece, non è mai svanito e quest’anno tornerà ad essere soddisfatto. Il programma religioso prevede il triduo da svolgere nei 3 giorni precedenti, la messa mattutina presso la cattedrale a lui intitolata, preceduta dal passaggio della banda per le vie cittadine, la solenne Ponteficale del Mons. Tomaso Valentinetti e si concluderà con la solenne processione. Il programma civile comincia con una particolare attenzione rivolta ai più giovani, con le esibizioni delle scuole presso il Duomo, l’animazione dedicata ai bambini e la musica di un’orchestra e un dj in serata in piazza Luca da Penne. Il sabato sono previste le gare di Speed Down e freccette e lo spettacolo di Vincenzo Olivieri, per poi concludere la manifestazione con lo spettacolo pirotecnico. In entrambi i giorni si potrà prender parte alle visite guidate del FAI presso la Torre campanaria e passeggiare al viale Ringa che per l’occasione si veste da fiera mercato grazie al supporto del circolo Antichi Mestieri di Roccafinadamo. Una manifestazione che vuol buttare le basi per edizioni future, con la speranza di maggior collaborazione per una miglior crescita collettiva.

Un patrono coraggioso e fiero del suo credo che si è battuto per Cristo e per tutti i suoi fratelli, trovando pace infine nel fiume Pescara. Lui è colui che rappresenta i pennesi e la sua storia non si dovrebbe far piombare nel dimenticatoio; in occasione della resurrezione della festività, anche il professor Candido Greco ha voluto portare il suo contributo, spendendo due parole su di lui e sui suoi fratelli patroni, creando un documento esclusivo da far consultare soprattutto alle generazioni future. Le potenzialità di uno dei borghi più belli d’Italia sono elevate, ma a causa di vari problemi insorti durante le organizzazioni degli eventi che si sono succeduti nel corso degli anni, spesso ci si dimentica di questo. Per fortuna, ogni tanto, qualcuno cerca di riportare gioia nel paese, che merita di esser valorizzato tanto quanto i paesi vicini.

Francesca Di Giovanni

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