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Bosco (Pescara Fortis): “Contro il degrado serve coordinamento tra Polizia Locale e Sicurezza Privata”

Redazione
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"Le risultanze emerse dal recente sopralluogo della Commissione parlamentare d’inchiesta e il grido d’allarme dei residenti di Rancitelli e dell'ex Ferro di Cavallo non possono restare inascoltati. La descrizione di quartieri "prigionieri" di spaccio e violenza impone una riflessione profonda che vada oltre l'emergenza del momento, puntando a una strategia di controllo del territorio strutturata e moderna".

A firmare la nota è Tony Bosco, responsabile della sicurezza per il comitato Pescara Fortis. Bosco, già appartenente alle Forze di Polizia, vanta una lunga esperienza maturata nei reparti della territoriale e nei servizi di protezione delle alte cariche dello Stato, delegazioni estere e personalità (VIP).

Pur riconoscendo l’importanza degli investimenti tecnologici, Bosco pone interrogativi cruciali sull'efficacia dell'attuale sistema di videosorveglianza: "dobbiamo chiederci se le telecamere, per come sono posizionate, stiano davvero dando i frutti sperati. Riescono ad anticipare il malintenzionato? Stanno davvero tutelando il cittadino o sono solo uno strumento di analisi post-reato? Oltre alla tecnologia, serve una riflessione sana: è tempo di completare il ciclo formativo per l’impiego della Polizia Locale H24. In vista della Nuova Pescara, la Polizia Locale deve essere presente costantemente, proprio come le altre forze di polizia".

La proposta di Pescara Fortis punta a un’ottimizzazione delle risorse: "La Polizia Locale deve farsi carico totale della sezione infortunistica, alleggerendo il lavoro di Polizia Stradale e Carabinieri. Questo permetterebbe a questi ultimi di essere pienamente operativi per il pronto intervento quotidiano, dove la loro competenza specifica è vitale".

Bosco critica l’attuale gestione dei controlli stradali: "L’impiego delle unità deve mirare alla prevenzione, non deve essere un "tiro al bersaglio" con posti di blocco disordinati volti solo a sanzionare i cittadini per infrazioni minori. È paradossale notare come questi controlli non vengano mai effettuati, con le stesse modalità quotidiane, nelle zone di accesso di Rancitelli, Fontanelle, San Donato e Zanni. Chissà perché!".

Un punto cardine per Bosco è il ripristino della presenza fisica: "In aree come l'Ospedale, lo Stadio, i parchi e soprattutto nell'Area di Risulta, nei parcheggi bus e nei tunnel della Stazione Centrale, regna il degrado totale. Lì si vede di tutto, tranne la divisa. Chiediamo la riapertura della struttura fissa presso i Silos: tenerla chiusa è un segnale di resa. Riaprirla darebbe al cittadino la percezione di essere protetto e al malfattore la consapevolezza di essere osservato. Il personale a piedi è il simbolo della figura dello Stato che si riappropria del territorio".

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