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Dalla Luna al Sole, passando per Farindola

Lu faon di San Giuann e la lunga notte d’estate

| di Francesca Di Giovanni
| Categoria: Tradizioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il solstizio d’estate scandisce l’arrivo della stagione calda regalandoci il giorno con maggior ore solari. Quest’anno arriva nella notte tra il 20 e il 21 giugno, in concomitanza con il cielo ornato dalla maestosa Luna piena. Un evento evocativo e magico che molte popolazioni hanno mitizzato costruendo intorno ad esso riti propiziatori, pagani e religiosi. Anche l’Abruzzo, colmo di antiche tradizioni, non poteva sottrarsi dall’omaggiare questa giornata e, tra i paesi più sensibili, troviamo Farindola, che gli dedica la sera del 23 giugno.

I farindolesi hanno dato a San Giovanni Battista il compito di battezzare l’ingresso dell’estate, con una notte di festeggiamenti in onore del santo e delle usanze di un tempo. Lu faon di San Giuann, letteralmente “il fauno di San Giovanni”, vuole infatti riportare ai tempi nostri la storia che ha segnato la vita contadina, quando si chiedeva alle divinità agresti (come il fauno) di render produttive le proprie terre. Il rito beneaugurale prevedeva l’accensione un fuoco sull’aia di ogni casolare e la contemplazione di ognuno di essi per tutta la notte, al fine di giudicare quello più grande e quello più duraturo. Le Amiche dell’Auser, con il patrocinio del Comune di Farindola, ripropongono il tradizionale falò presso il piazzale della Chiesa Madre, seguito dalla degustazione delle pere di San Giovanni in abbinamento al celebre pecorino locale. Una lunga notte celebrativa, che lascerà immergersi in un contesto amichevole e famigliare, dove verranno proposti anche canti e balli popolari. A conclusione ci si saluterà col famoso rito di "cummar a fiur", che prevede lo scambio di un fiore simultaneamente ad una promessa recitata tramite una filastrocca.

La notte del 23 giugno, però, racchiude anche un altro segreto: un’antica leggenda popolare farindolese narra che ad alcune donne intente ad attingere acqua con una conca nei pressi della cascata del Vitello d’Oro, all’alba del giorno di San Giovanni apparve una piccola vitella di colore giallo-oro, da cui poi prenderà il nome il salto d’acqua. Per il secondo anno consecutivo, alcuni ragazzi autoctoni e il CAI locale faranno riscoprire questa tradizione attraverso un’escursione notturna, che partirà dal paese e percorrerà il tragitto di 4 chilometri che porta alla cascata. Durante la serata, inoltre, verranno distribuiti i tipici mazzolini composti da una serie di erbe officinali ed aromatiche.

Francesca Di Giovanni

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