Gli Antichi Mestieri: il piffero appenninico costruito in legno e quello abruzzese in pietra della majella

| di Vito Giovannelli
| Categoria: Tradizioni
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Lo studio degli strumenti musicali è una scienza relativamente recente....( Giampiero Tintori, Milano, Fabbri, 1977).

Gli studiosi di etnoorganologia hanno individuato sul territorio italiano due pifferi. Ad uno è stato dato il nome di piffero dell'Appennino ed è presente nell'Italia settentrionale; all'altro è stato dato il nome di pastorale oboe degli Abruzzi, ed è presente in Abruzzo e su tutto il meridione.

Il piffero dell'Appennino duetta con la cornamusa e con la fisarmonica; il pastorale oboe degli Abruzzi duetta, invece, con la zampogna e con l'organetto a due bass ( ddu- bbotte). Entrambi sono stati sempre costruiti in legno.

Diversi costruttori affermano che il legno degli alberi da frutto è il più indicato per la loro realizzazione. Maggior resistenza agli urti e miglior suono producono, addirittura, i pifferi torniti con legno di piante selvatiche: pruno, ciliegio, albicocco, pero.

La merceologia raramente rimane ferma. Col tempo avanza. Infatti, dal 30 novembre di quest'anno gli aerofoni pastoraliabruzzesi possono anche essere costruiti in pietra. La novità merceologica, almeno finora, era presente in Abruzzo, ad Ortona, in occasione della ripresa della novena dedicata all'Immacolata.

All'evento tradizionale è stata abbinata, nel Palazzo Farnese, una mostra dedicata all'iconografia della zampogna. Nello storico palazzo, dopo aver relazionato sulle zampogne arcaiche presenti in Abruzzo dal XIV al XXI secolo, ho avuto modo di osservare due pifferi, (uno chiaro uno scuro) realizzati in pietra della Mayella. La pietra per il piffero dalle venature chiare è stata prelevata dalle cave di Passolanciano, mentre la pietra per il piffero dalle venature scure, proveniva dal territorio di Lettomanoppello.

La cittadinanza ortonese informata della inedita struttura del nuovo piffero è accorsa numerosa per vederli e per ascoltare la loro voce. Anche il sindaco era presente. Con questa novità costruttiva il pastorale oboe degli Abruzzi allarga la classe dei litofoni e si affianca al flauto policalamo in pietra custodito presso il museo etnografico di Merseyside, frazione di Liverpool, finora unico aerofono in pietra musealizzato.

Il nuovo piffero abruzzese è stato progettato dal prof. Aldo D'Anastasio, di Ortona e realizzato dallo scultore Antonio Di Campli, da Castelfrentano. L'aerofono in pietra scura è stato suonato, in prima assoluto, dal Maestro Mario Canci, musicista di Chieti, nonché direttore dell'Abruzzo Ethno-Orchestra.

Vito Giovannelli

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