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Le ceramiche di Castelli

Ultimo appuntamento con il II ciclo delle Storie della Storia d'Abruzzo di Camillo Chiarieri

| di Fabio Rosica
| Categoria: Tradizioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Ultimo appuntamento, ieri pomeriggio, presso l’abituale Sala Flaiano dell’Aurum di Pescara, con la II serie delle Storie della Storia d’Abruzzo. Il preparatissimo Camillo Chiarieri ha dedicato la sua quinta conferenza alle Ceramiche di Castelli, fra le più celebri testimonianze della nostra Regione nel Mondo.

Le origini di quest’arte meravigliosa sono molto antiche e devono la loro nascita ai monaci benedettini che, in tempi ormai remoti, si stabilirono nei pressi di quel piccolo agglomerato di case, sperduto alle falde del Gran Sasso e a cui gli abitanti non avevano nemmeno attribuito un nome, chiamandolo semplicemente “paese”, successivamente “Castellum” e poi definitivamente “Castelli”. I frati, coerenti al loro motto ora et labora, decisero di sfruttare al meglio i tre principali elementi che la Natura circostante offriva loro: l’acqua (quella del fiume Mavone), la terra argillosa e la legna degli immensi boschi limitrofi. La sapiente “fusione” di questi doni della Terra produsse utensili in “ceramica” che erano barattati con cibo e altri beni di prima necessità. In seguito la popolazione della zona apprese dai monaci quell’arte, divenendo in breve provetta produttrice di maiolica.

L’affascinante e complessa la lavorazione della ceramica (termine che ha origine dal greco κέραμοσ ˃ argilla) nel corso del suo intero ciclo produttivo, coinvolgeva praticamente tutti gli abitanti: l’argilla, estratta dalle cave, era raffinata per poterla poi lavorare, tornirla, rifinirla, cuocerla in semi-lavorato (o “biscotto”) e infine decorarla. La fase più delicata era senz’altro quella della cottura, che impegnava gli artigiani 24 ore su 24, onde mantenere a determinate temperature i forni (non esistevano i termometri…).

La famiglia dei (tre) ceramisti Grue, fu quella che maggiormente (nel ‘600) influenzò e dettò le regole della ceramica castellana: in particolare Carlo Antonio, il secondo dei tre. I colori utilizzati erano solo cinque (la cosiddetta “Tavolozza Castellana”), pur con tutte le loro sfumature, fra cui mancava il rosso, che fu introdotto solo intorno alla fine del 1700 dal celebre Gesualdo Fuina. Dopo la sua morte (1822) ebbe inizio un periodo di decadimento, una vera e propria crisi che portò alla chiusura di oltre la metà delle circa ottanta officine esistenti. La grande richiesta di materiali portò a una produzione quasi “in serie”, grazie all’utilizzo della cosiddetta “tecnica dello spolvero”, più veloce, ma certamente meno raffinata.

Oggi quei magnifici manufatti sono visibili in parecchi musei del mondo (anche presso il Louvre o l’Ermitage), mentre “in zona”, oltre a quello di Castelli e a Villa Urania nel pieno centro di Pescara, la più importante collezione è senz’altro la Galleria delle antiche ceramiche abruzzesi di Loreto Aprutino, aperta dal Barone Giacomo Acerbo nel 1957 e dove è possibile ammirare le pregiate opere dei maestri Grue con motivi in oro zecchino.

Grazie all’antica “Diaspora Castellana”, che condusse molti ceramisti fuori dai confini del loro paese, quell’antica arte ceramista è oggi nuovamente in voga in molti luoghi della nostra Regione, come Atri, la stessa Loreto Aprutino e tanti altri borghi di un Abruzzo che, come ha ricordato a chiusura della conferenza il Chiarieri, è ora minacciato dal tentativo di costruire immensi oleodotti o piattaforme petrolifere che asportano greggio (tra l’altro di pessima qualità), nonché da enormi discariche più o meno abusive come quella di Bussi sul Tirino: quale sarà dunque il futuro di questo entusiasmante patrimonio artistico e naturale? Saremo in grado di difenderlo come merita? … Ai posteri l’ardua sentenza, mentre il nostro narratore saluta i presenti dando loro appuntamento per un altro appassionante ciclo d’incontri.

Di seguito un breve filmato che documenta un “passaggio” della conferenza e i link che rimandano agli articoli dei quattro precedenti incontri:

http://www.pescaranews.net/notizie/tradizioni/5890/il-suo-nome-era-italia

http://www.pescaranews.net/notizie/varie/6324/camillo-chiarieri-presenta-allaurum-di-pescara-la-seconda-conferenza-del-ciclo-storie-della-storia-daabruzzo

http://www.pescaranews.net/notizie/varie/6848/terzo-appuntamento-con-le-storie-della-storia-dabruzzo-di-camillo-chiarieri

http://www.pescaranews.net/notizie/varie/7215/storie-della-storia-dabruzzo-presso-laurum-di-pescara

Fabio Rosica

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