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Terzo appuntamento con le "storie della storia d'Abruzzo" di Camillo Chiarieri

La Brigata Maiella: un pugno di eroi

| di Fabio Rosica
| Categoria: Varie | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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E’ giunta ieri pomeriggio al giro di boa la serie di cinque racconti, organizzati dalla Presidenza del Consiglio Comunale nella figura di Antonio Blasioli e curati di Camillo Chiarieri, dedicata alle Storie della Storia d’Abruzzo, con il terzo appuntamento: La Brigata Maiella – Un pugno di eroi.

Nella consueta cornice della Sala Flaiano all’interno dell’Aurum di Pescara, gremita fino all’inverosimile, come abitudine ormai in queste occasioni, le gesta di quegli uomini che fecero la Storia (quella con la “S” maiuscola per intenderci) della Resistenza italiana hanno avuto il giusto riconoscimento, per la gioia e, a tratti, anche la commozione dei presenti, fra i quali abbiamo riconosciuto il Presidente dell’ANPI Abruzzo, Enzo Fimiani.

Furono Domenico e Ettore Trolio, con lo stesso cognome, ma nemmeno lontanamente parenti, i due storici ideatori e trascinatori dei “maiellini”, come vennero simpaticamente chiamati quegli indomiti combattenti, mai sconfitti in battaglia e capaci di imprese che gli stessi nemici giudicarono spesso apparentemente “irrealizzabili”. Oltre alla narrazione dei tanti, spesso epici, combattimenti, Camillo Chiarieri si è giustamente soffermato anche sulla caratterizzazione dei singoli personaggi e delle loro, a volte drammatiche, a volte divertenti, vicende personali. Come non ricordare, ad esempio, l’attendente di Domenico Troilo, il “cosacco” russo Aleksander Pesterlej detto "Shura", un gigante che parlava solo in dialetto abruzzese, capace, tanto per intenderci, nel corso della conquista dell’inespugnabile (…) Monte Mauro, nei pressi del comune romagnolo di Brisighella, di caricarsi da solo sulle spalle un pesantissimo mitragliatore con i relativi caricatori, in pratica una specie di Arnold Schwarzenegger ante litteram!

Ad accompagnare la “nostra” Brigata, nel corso degli ultimi mesi di guerra, fu la purtroppo spesso dimenticata, compagnia del II Corpo d’armata polacco, composta anch’essa da eccezionali soldati, che non si risparmiarono per la causa della libertà, pur consapevoli di non avere più una patria dove poter rientrare alla fine del conflitto, la Polonia era stata, infatti, prima rasa al suolo dai nazisti e poi occupata dalle truppe sovietiche. Ebbene, nonostante le difficoltà di comprensione reciproca, i maiellini e i polacchi, combattendo a fianco a fianco, mostrarono al mondo intero di cosa erano capaci. Vale la pena ricordare il divertente episodio raccontato dal Chiarieri e che vide protagonista un certo Marcantonio che dovette un giorno trasferirsi da un luogo a un altro, accompagnato da una bella soldatessa polacca, alla guida di un camion; pare che il “nostro” non si fidasse molto delle doti di guidatrice della donna, che peraltro non lesinava con l’acceleratore … per cui il terrorizzato Marcantonio, all’approssimarsi di ogni curva stradale, le gridasse, per l’appunto: “Curva!!”, ma lei, anziché rallentare, ogni volta, rabbiosamente, accelerava! … solo quando giunse finalmente, stremato, all’arrivo, qualcuno gli spiegò che in polacco “curva” (pronuncia della parola kòrwa), aveva più o meno il significato di p.tt..na!

L’intera storia della Brigata Maiella, in buona parte ricostruita e raccontata da Chierieri, come lo stesso ha ricordato, al termine dell’evento, meriterebbe ben altre considerazioni rispetto a quelle che le sono tributate nel nostro Paese. In qualsiasi altra Nazione quegli uomini sarebbero stati storicamente ricordati come Eroi leggendari, ma in Italia, è risaputo, se non si possiede una ben precisa collocazione politica, il rischio è quello dell’oblio. Eppure si potrebbero adattare fiumi di film, sceneggiati, libri e altro con i loro ricordi, ma tant’è, il senso dello Stato non è nel nostro DNA e d’altronde non è un caso se, come ha ricordato il nostro narratore, ai tempi dell’occupazione, si diceva che gli italiani non amassero i tedeschi, ma li stimassero, mentre i tedeschi ci amavano, ma non ci stimavano …

L’imperdibile 4° appuntamento vedrà protagonista L’ETA’ DEI LONGOBARDI, il prossimo 7 marzo, stessa sede.

Fabio Rosica

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