Ezio Fradelloni , orafo e scultore pesarese, che scelse di vivere e lavorare a Pescara

Il suo profilo nel centenario della sua nascita

| di Pierluigi Chillà
| Categoria: Personaggi
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Lo scultore Ezio Fradelloni, nacque ad Ancona il 5 giugno 1914, da Enrico, colonnello dell'esercito, e dalla mantovana Lina Ridolfi, cantante lirica. Sin da piccolo segue il padre, pesarese di origine, nelle parate militari. Lo incanta l'abbigliamento dell'esercito, ma mostra particolare interesse per il modellato e l'arte in genere. Affascinato dalla divisa paterna disegna bottoni, else di spade e cappelli militari. Modella, con l'argilla, procuratagli a Pesaro dalla nonna materna, stellette, alamari sbalzati in argento o ricamati in canutiglia, trombe d'ordinanza, sciabole e carri armati.

La nonna paterna lo presentò ai titolari della famosa ditta "Ceramiche Artistiche Molaroni" di Pesaro, dove vennero cotti i suoi primi oggetti, modellati istintivamente.
Accompagnato dalla nonna, ritira personalmente, presso la ditta Molaroni, le sue prime terrecotte. Si entusiasma dei risultati ottenuti. A Pesaro conobbe lo scultore Eliseo Bertozzini, che lo esortò a perseguire nell' arte del modellato. Fu invitato dallo stesso maestro a modellare oggetti di ornamento casalingo, (scatole per toilette) opere successivamente esposte a Pesaro (nella mostra regionale marchigiana di arte pura e decorativa tenuta dal 29 luglio al 12 settembre del 1928).

I suoi lavori furono presentati in catalogo come opere prodotte dalle maestranze della premiata fabbrica di ceramiche Molaroni, di Pesaro.

Praticamente, tenne in incognita, la sua prima mostra a Pesaro, città dove era nato il padre. Aveva quattordici anni.

Conseguita, nel 1932, la maturità nel capoluogo marchigiano, si reca a Milano per frequentare la facoltà di scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 1936, terminati gli studi accademici si trasferì a Mantova, paese natale della madre, dove insegnò ornato modellato nel locale Istituto D'Arte.

Nel 1944 si stabilisce a Pescara dove nel 1965 sposa la pescarese Rosa Verzella. e dove apri uno studio che ho visitato diverse volte.

La sua specialità operativa, oltre alla scultura in terracotta e in bronzo, è stata la toreutica e l'oreficeria. A proposito di oreficeria a Pescara Porta Nuova frequentò il laboratorio dell'orafo Romeo Tommolini, ubicato in corso Manthonè, e a Pescara Centrale, in via Teramo, frequentava la bottega dell'orafo Enrico Coppa.

Diversi gioielli di sua creazione, esaminati personalmente, si conservano a Pescara e a Pesaro in collezioni private. diversi studi grafici di alcuni suoi gioielli si conservano a Pescara.

Ezio morì a Pescara il 18 febbraio del 1996 e riposa nella tomba di famiglia del cimitero di Pescara Colli.

Pierluigi Chillà

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