Venerdì 20 marzo la stagione musicale della Società del Teatro e della Musica "Luigi Barbara" si completa con un concerto straordinario per impatto artistico e intensità emotiva: "Lobgesang" di Felix Mendelssohn-Bartholdy, una vera e propria "Sinfonia-Cantata" che unisce la forma sinfonica classica con l’oratorio luterano. Sul palcoscenico del Teatro Massimo alle ore 21 il Maestro Pasquale Veleno dirige il Coro dell’Accademia di Pescara, il Coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, il Coro e l'Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Pescara e i solisti Francesca Paola Geretto, soprano, Valentina Corradetti, soprano, e Gian Luca Pasolini, tenore. Il prezzo del biglietto di ingresso è di 20 euro. Il concerto avrà inizio alle 21.
Come scrive Tania Buccini nel presentare il concerto, "Lobgesang" è stato «commissionato per celebrare i quattrocento anni dell’invenzione della stampa di Gutenberg, è una delle opere più rappresentative della poetica sacra di Mendelssohn. L’autore la definisce “Sinfonia-Cantata”, fondendo la forma sinfonica classica con l’oratorio luterano, in particolare con il modello bachiano. La struttura prevede una parte strumentale iniziale (tre movimenti di carattere sinfonico) seguita da una sezione vocale-oratoriale, che costituisce circa i due terzi dell’opera. Questo intreccio di sinfonia e cantata riflette la duplice natura dell’opera: celebrazione pubblica e meditazione religiosa».
Solennità orchestrale e testi biblici, sono il cardine delle scelte operate dal compositore per esaltare il concetto di lode a Dio attraverso la metafora della luce. «L’opera culmina in un possente coro finale - prosegue Buccini - che riprende la tematica della luce, in una concezione quasi escatologica. Mendelssohn dimostra qui la sua capacità di coniugare la chiarezza formale classica, l’intensità lirica romantica e la profondità spirituale di tradizione luterana. Lobgesang non è solo una celebrazione esteriore, ma un’interpretazione musicale della fede come esperienza di rinnovamento interiore. In questo, si rivela sintesi perfetta tra classicismo e romanticismo, tra estetica borghese ottocentesca e spiritualità protestante».

