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Il Circolo degli Orafi

Workshop con Orafi e Cultori di Arte e Tradizione.

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24 aprile, pomeriggio dedicato alla comunicazione presso il Circolo Aternino, dove si è svolta la quarta giornata de Il circolo degli Orafi, organizzato da Silvia Moretta, critica d’arte, che si è avvalsa dell’organizzazione dell’Associazione Culturale Akedà e dalla società Share City.

Italo Lupo, maestro orafo pescarese, ha presentato la sua nuova linea di gioielli ispirati da sequenze geometriche costruiti in argento e caucciù.

Durante il suo workshop ha parlato di storytelling, cioè di tutto quello che si cela dietro la creazione di un oggetto e tutto quello che costituisce la storia stessa di una persona che, a sua volta, trasferisce negli oggetti stessi le esperienze di vita e le tradizioni.

L'innovazione nella creazione di nuovi oggetti deve partire, sempre e comunque, dalla tradizione e anche da tradizioni cabalistiche visto che ogni oggetto può essere considerato come un amuleto con tutte le proprietà intrinseche che ne derivano.

Proprio questo concetto di storia dei simboli e del simbolismo ha fatto studiare a Lupo i Numeri Magici e le figure geometriche che ne sono derivate utilizzandoli, ciò ha portato il Maestro Orafo a comporre nuovi gioielli in argento e caucciù che non hanno più la forma classica aderente al braccio o al dito, ma con una forma aerea quasi tridimensionale.

Nella sua comunicazione Lupo ha anche parlato dell’importanza del marketing e la necessità di andare verso un mercato globale e mondiale.

"Tutto questo è possibile - ha ribadito Lupo - solo traducendo, una bella e ricca tradizione di arte orafa abruzzese, in innovazione e con una continuità, nei nuovi prodotti, della tradizione e una novità nella modernità".

Adriana Gandolfi ha parlato con abbondanza di immagini e riferimenti storici della famosa Presentosa, gioiello della tradizione abruzzese che era un dono di nozze per la giovane sposa .

La Presentosa trova origine già nel 700, ma la vera fama la raggiunge quando Gabriele D’Annunzio la menziona Nel Trionfo della Morte nel 1894.

La storia delle Presentosa è anche la storia di tutto il ricco bagaglio di oggetti d’oro prodotti degli orafi abruzzesi che venivano portati, in altre regioni, dai pastori che trasferivano le informazioni e le immagini ad altri orafi in città e regioni dove si recavano per la transumanza.

Proprio per questo motivo, e anche per le diverse dominazioni che si sono succedute, spagnoli e francesi, hanno non poco cambiato l’uso della fattura e il materiale usato per i gioielli soprattutto per l’oro che gli spagnoli avevano trafugato dalle Americhe latine durante le invasioni.

Molte le immagini del gioiello presentate e pubblicate nel libro della Gandolfi, intitolato proprio La Presentosa, che mostrano l’oggetto nelle varie fatture tutte basate sul simbolismo dell’amore e della vita che deve nascere da esso.

Dopo le due comunicazioni è stata la volta della presentazione della filigrana grande protagonista dei gioielli abruzzesi.

L’Orafo Sciullo, di Pescocostanzo, ha fatto una dimostrazione di come si lavora l’oro per formare la filigrana base della creazione orafa.

Grande perizia ha mostrato Sciullo, che ha lasciato i presenti affascinati della lavorazione e della composizione di una Presentosa fatta in diretta.

Sciullo ha anche presentato dei particolari lavori che hanno come base il merletto prodotto tradizionalmente a Pescocostanzo.

Proprio per dare una nuova vita al merletto, che le persone del luogo producevano solo per la biancheria di casa, Sciullo ha costruito dei veri gioielli con merletto e argento.

Il Circolo degli Orafi è giunto quasi alla conclusione, domani 25 aprile sarà l’ultimo giorno di questo magnifico evento che ha avvicinato non poco le persone ad un’arte che sembra poco conosciuta o che si conosce solo attraverso le vetrine dove sono esposti i gioielli, e non si pensa agli artigiani che li studiano e li producono in nome della tradizione e dell’innovazione.

I gioielli insieme ad altri prodotti italiani della moda, fanno parte del famoso Made in Italy che è l’unico brand vincente per l’intera Nazione e che non si deve sottovalutare.

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