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Marina Bolmini in mostra con HARDCORE FOR DUMMIES

| di Marzio Santoro
| Categoria: Arte | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Locandina di HARCORE FOR DUMMIES di Marina Bolmini

Marina Bolmini (Vasto, 1970) è un'artista visiva italiana, dopo aver conseguito la maturità artistica in oreficeria presso l’Istituto Statale d’Arte di Vasto si sposta a Bologna per approfondire gli studi artistici presso l'Accademia delle Belle Arti alla scuola di pittura di Concetto Pozzati, dove si laurea a pieni voti nel 1996.
Muove i primi passi della sua carriera artistica durante gli studi esponendo i suoi lavori, su invito dell’artista Gabriele Lamberti, nella galleria “Campo delle fragole” di Bologna nel 1994. Nel 1995 espone nella galleria “Graffio” il lavoro collaborativo con Gerd Holzwarth (artista concettuale tedesco nato a Stoccarda, 1970) “Fedeli Peccatori” nel 1995; seguita da due mostre personali nel 1996 e nel 1998. Nel 1996 partecipa al concorso “Iceberg”, segnalata per meriti artistici è scelta quale rappresentante dell'Italia per il “Cahiers du triangle”, scambio culturale tra Saint Etienne, Salonicco e Bologna. Nel 1997 partecipa alla campagna contro la violenza di genere “Zero Tolerance”, istituita dal comune di Bologna, prestando l’immagine dell’opera “Bikini Kill” per la realizzazione di una cartolina. Nel 2003 è invitata da Giulietta Fara, direttrice del Future Film Festival, alla realizzazione dell'opera simbolo FFF03 “Domestic Fight: continue?”.
Fortemente influenzata dalla sfera mediatica lavora sullo slittamento di significati collegati a immagini fortemente iconiche, usando media e tecniche eterogenee. Si appassiona all'arte del ricamo producendo svariati cicli di lavori di forte impatto visivo e sottile fascino concettuale (Quadretti Tranquillanti, 1997/2000; Domestic Fight, 2001/2003).
Attualmente collabora con la galleria romana Parione9.

All'A-maze-ing Gallery l'artista presenta il suo ultimo lavoro, HARDCORE FOR DUMMIES, una serie di cover di dischi che hanno avuto una certa importanza nella formazione culturale dell'artista, piccole crasi visive tra l'infanzia, l’adolescenza e l’età matura. Il formato è quello di una copertina reale, i logo delle band e le immagini originali sostituiti e trasfigurati con personaggi dell’universo dei cartoni animati.

Marzio Santoro

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