Svelati i vincitori del Premio letterario "Marco Di Martino"

Nessun abruzzese fra i nominati

| di Beatrice Cerasa
| Categoria: Arte
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Sono stati svelati ieri sera alle 18, presso la sala Figlia di Iorio della Provincia, i vincitori del Premio letterario Marco Di Martino. Il concorso, alla sua seconda edizione, organizzato dall’omonima associazione pescarese, ha premiato complessivamente dieci autori: cinque vincitori  e cinque autori segnalati per il merito. Il premio, di 5000 euro complessivi, sarà distribuito fra i vincitori in questo modo: 2000 euro al primo classificato, 1000 euro al secondo e terzo classificato, 600 euro al quarto classificato ed infine 400 euro al quinto.
L’incontro è stato aperto da Giuseppe Di Martino, presidente dell’associazione, che ha ricordato le numerose azioni solidali compiute dalla Onlus negli ultimi anni. Quest’ultima infatti, fondata in Togo nel 2001, ha messo su nel tempo una scuola di cucito e un panificio, è impegnata in varie parti del mondo, e ha messo radici soprattutto in Angola, dove da vari anni è in corso un progetto di formazione medica, che ha sfornato ad oggi quaranta figure sanitarie. L’associazione è impegnata anche in favore della formazione di personale turistico - alberghiero, e porterà gli allievi ad effettuare stage e corsi in Italia. Il presidente ha poi sottolineato altre azioni volte al miglioramento delle condizioni di vita in quei territori difficili, come l’istituzione di corsi letterari e professionali all’interno di penitenziari locali per favorire il reinserimento dei detenuti una volta usciti dal carcere. Altri progetti importanti portati a termine dall’associazione sono la realizzazione di cinquantaquattro pozzi, l’educazione della popolazione locale ai fini di una corretta gestione della risorsa idrica e la lotta alle zoonosi, malattie che dagli animali si trasmettono agli umani. Quest’ultimo progetto in particolare si è svolto in collaborazione con l’Istituto zoo profilattico abruzzese – molisano, “il migliore in Italia, punto di riferimento per magistrati e autorità competenti”, come ha sottolineato Di Martino.
A una giuria composta da quattro membri è spettato quello che Enzo Firmiani, direttore della biblioteca provinciale e presidente di giuria ha definito come “arduo compito”, in quanto sono pervenuti alla commissione esaminatrice 166 elaborati: Enzo Firmiani, Barbara Magliani – operatrice culturale impegnata nella regione –  Marilena Nobis – insegnante presso l’Istituto superiore Tito Acerbo di Pescara e Maristella Lippolis – scrittrice - i giurati.
Firmiani ha dapprima elencato i cinque elaborati segnalati, a pari merito:  Non tornerà, di Mattia De Pascali, L’ultima soffitta di Maria Chiara Segato, L’uomo senza fantasia di Daniele Francia, Aria di niente di Fabrizio Bagnerini e La morte breve di Eleonora Angelini. Tra i segnalati era presente solo Fabrizio Bagnerini: il suo è una sorta di racconto di formazione, la storia di un bambino che scopre l’importanza del cambiamento attraverso l’esperienza reale di una serie di vicende quasi oniriche. Il racconto è per certi versi accostabile al capolavoro Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, anzi ne mostra evidenti eco, seppur inconsapevoli, come precisa l’autore.
Firmiani ha quindi rivelato i cinque vincitori. Al quinto posto il racconto Tempus fugit, di Eleonora Fiorelli, venticinquenne di Cassino: la storia di un uomo qualunque, il ragioniere Petruzzi, figura per certi versi inquietante, ossessionato dall’idea di non poter afferrare il perché delle cose, condotto alla pazzia dalla sua stessa disperata e labirintica ricerca di senso.
Al quarto posto Odore di pane, impasto di polvere, di Laura Lanzolla, diciannovenne di Cassano delle Murge. Il racconto è ispirato a una storia vera, ambientata sullo sfondo della Rivolta del pane, nella Primavera araba, ed è ispirato a sua volta a un racconto tunisino, caro all’autrice. È uno spaccato delle tensioni sociali della Tunisia, fra drammi individuali e questioni interculturali, con un’attenzione particolare  ai rapporti tra il Nord Africa e l’Europa.
Al secondo posto a pari merito il racconto I pasticcini di Maria Chiara Paolini, ventiduenne di Senigallia, e Mulieres di Susanna Combusti, ventiquattrenne di Manziana, provincia di Roma.
Il racconto della Paolini copre lo spazio temporale di mezz’ora, e narra della vita di una ragazza che subisce le violenze domestiche del marito. La protagonista, una Evelyne moderna, sembra pronta ad una risoluzione, ma viene infine sopraffatta da un’inettitudine paralizzante, e, proprio come Emilio Brentani, finirà per non cambiare nulla della propria vita.
Il racconto della Combusti invece prende le mosse da un quadro di Monet, La barca di Giverny. Anche qui protagoniste sono le donne. Tre, per l’esattezza, e tutte in fuga dai loro mariti. Il racconto si configura come la denuncia di una visione reificata della donna dell’800, costretta in una sorta di gabbia dorata, nel suo ruolo di moglie e di madre, quasi di orpello, denuncia di wolfiana memoria.
Al primo posto è stato nominato il racconto Lampadine e tosaerba, di Marco Amedeo, ventunenne di Chieri, provincia di Torino. A ritirare la pergamena il padre, Giorgio Amedeo, l’autore è infatti impegnato in un percorso di studi all’estero. Il racconto è una narrazione in prima persona e narra le vicende di un singolare protagonista, il cane Aladino. Le vicende, sul filo dell’ironia, sfociano in una chiara verità conclusiva: la fedeltà cieca di un cane, che è anche la sola fedeltà possibile. Anche qui è forse ravvisabile una eco illustre, consapevolmente o no: il Melampus di Ennio Flaiano. L’autore delizia il lettore con un’ironia kierkegaardiana che mette in risalto, per contrasto, la drammaticità dell’esistenza e l’inevitabilità della trasmissione di certi errori di generazione in generazione.
Le storie, vere e proprie interrogazioni sul senso dell’esistenza, sono, come ha sottolineato Firmiani, accomunate da una sorta di leitmotiv, il “gioco fra le esistenze individuali e un contesto più generale, che si risolve in un corto circuito”. A detta di Firmiani dai racconti si evince infatti come “siamo riscattati più dai singoli che dalla collettività, e il fatto che siano dei ragazzi a dirlo deve far riflettere sul fatto che dovremmo forse essere migliori come comunità”.
Il presidente Di Martino ha concluso l’incontro annunciando la terza edizione del concorso letterario e invitando gli astanti e non a mettersi all’opera con la redazione degli elaborati, in vista del prossimo anno. A partire da domani sarà inoltre possibile trovare maggiori informazioni sui racconti sul sito dell’associazione e sul gruppo facebook della stessa.

Beatrice Cerasa

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